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Seveso, grossa polemica sulla gestione di Villa Dho

Seveso, grossa polemica sulla gestione di Villa Dho

12 Dicembre 2016

A Seveso si torna a parlare di Villa Dho. E, soprattutto, della sua gestione. Costruita nel 1835, di stile eclettico e tado neoclassico, Villa Dho si trova all’Altopiano, all’interno del parco, ed è gestita dall’associazione Natur& onlus, che dal 2000 occupa con una formula di comodato d’uso, ora in proroga, una parte dell’edificio, dedicandola a progetti di accoglienza residenziale di comunità familiare per adolescenti e giovani adulti.

Ora Natur&, in associazione con Musicamorfosi, ha fondato una nuova associazione no profit, ottenendo tramite bando comunale la concessione di una porzione della villa per altri 25 anni. Una scelta che denota mancanza di trasparenza, secondo la consigliera comunale Anita Argiuolo (Pd), che, nel corso del consiglio comunale del 30 novembre, durante il quale si è votata l’approvazione del testo del bando, ha lamentato il fatto che Seveso debba rinunciare a usufruire di un bene architettonico del territorio, chiedendo ai consiglieri di riflettere con attenzione prima della votazione: «Ai tempi criticai la giunta Galbiati per la mancata trasparenza nell’assegnazione di Villa Dho, che ipotecò un bene pubblico della città di Seveso per 15 anni – ha ricordato Argiuolo, sostenuta da Luca Allievi (Lega Nord), che ha chiesto come mai il testo del bando non fosse stato portato in consiglio comunale prima di essere approvato. Allievi ha inoltre criticato aspramente, giudicandola troppo bassa, la fideiussione di 25mila euro a garanzia degli obblighi assunti (pari al 10% del valore stimato per i lavori di ristrutturazione e riqualificazione) -. Sono molto amareggiata che il Comune di Seveso non sia riuscito a rientrare in possesso di questo immobile dal grande valore storico. È un peccato – ha aggiunto – che non si possa fare come a Cesano con Palazzo Borromeo. Non si può ipotecare un bene come questo per 5 legislature». Il bando è stato comunque approvato con il solo voto contrario di Argiuolo, insieme a quello della Lega Nord (Pdl e le liste Sevesoviva, Seveso nel cuore e Tallarita per Seveso si sono astenute). La consigliera Nadia Pogliani (Pd), dipendente Natur&, ha preferito allontanarsi dall’aula prima della votazione.

In realtà Natur& e Musicamorfosi sono state le uniche associazioni a dimostrarsi interessate alla struttura, creando un’associazione temporanea di scopo che vede la partecipazione, oltre alle due capofila, di una rete di 11 realtà. Un primo bando era andato deserto, mentre per quest’ultimo Natur& e Musicamorfosi non hanno avuto rivali: non si è presentato nessun altro nemmeno ai sopralluoghi. In cambio della concessione, il Comune chiede di investire nei lavori di messa in sicurezza della struttura, che comprendono la ristrutturazione del tetto e di parte della villa, oltre alla creazione di attività culturali, educative e sociali rivolte alla comunità. «Si tratta di un’operazione di importante valore per la città, che salvaguarda il patrimonio architettonico cittadino – ha commentato il sindaco, Paolo Butti -. Avere uno spazio puramente a disposizione di amministrazione comunale e cittadini sarebbe un sogno, ma irrealizzabile. La politica, invece, è concretezza. Scrivere sul libro dei sogni, come si è fatto in anni passati, significa rimanere fermi nello sviluppo della città». Il Comune, insomma, non percepirà un canone, ma, tramite il bando, acquisisce comunque un investitore. La speranza è che Villa Dho diventi una ricchezza per tutta Seveso.

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Giulia Santambrogio
Inseguo le storie sin da quando ero bambina: per farmele raccontare, per leggerle, e, ovviamente, per scriverle. Su MBNews, però, mi occupo di fatti.


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