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Consorzio Parco e Villa, la nomina del nuovo direttore è ancora in alto mare - MBNews
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Consorzio Parco e Villa, la nomina del nuovo direttore è ancora in alto mare

I soci fondatori dell'ente Comune di Monza, Regione Lombardia e ministero hanno prorogato l'incarico di 45 giorni all'attuale direttore.

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E’ ancora in alto la mare la nomina del nuovo direttore del Consorzio di gestione di Parco e Villa Reale. Alla vigilia della scadenza del contratto, il presidente dell’ente, Roberto Scanagatti, nonché sindaco di Monza, ha prorogato per 45 giorni l’incarico al direttore nell’attesa che i soci fondatori individuino su proposta di Regione Lombardia una candidatura condivisa. Nonostante il mandato affidato a Lorenzo Lamperti, che ha assunto la direzione del consorzio cinque anni fa, sia oramai agli sgoccioli, i soci fondatori non hanno ancora trovato la quadra sul nome del suo sostituto.

In particolare, nella riunione del Consiglio di Gestione di mercoledì il presidente, dopo aver preso atto dell’assenza di una designazione condivisa, ha provveduto alla proroga nei termini previsti dalle norme. “I Comuni di Milano e Monza, Ministero dei Beni Culturali e Regione Lombardia, in qualità di soci fondatori – dichiara Scanagatti -, hanno il compito di trovare una soluzione che consenta al Consorzio di poter disporre di una direzione all’altezza del notevole patrimonio ambientale e storico artistico da amministrare, su cui la nostra città e il territorio si stanno costruendo un pezzo importante del proprio futuro.

Ricordo che alle porte ci sono eventi molto importanti, a cominciare dalla visita del Papa a marzo, di fronte ai quali tutti devono essere messi nelle condizioni di poter svolgere al meglio la propria parte per garantirne il successo e il corretto svolgimento, come è stato ottimamente fatto, e da tutti riconosciuto, in occasione dei grandi eventi che si sono svolti nell’ultimo periodo nel Parco e nella Villa Reale”.

Sulla vicenda della nomina del nuovo direttore è intervenuto anche il Movimento cinque stelle con un’interrogazione presentata in Consiglio regionale. Gianmarco Corbetta, consigliere regionale pentastellato, ha puntato il dito contro la procedura di selezione, sottolineando come la nomina del direttore generale sia disciplinata dal Testo Unico sul Pubblico Impiego che attribuisce alla commissione tecnica di valutazione la scelta imparziale del candidato, mentre a Maroni spetta solo la “ratifica” formale.

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