Cultura

Vimercate: letture, poesie e canto per padre David Maria Turoldo

In occasione del centenario della nascita di padre Davide Maria Turoldo verranno proposte letture, poesie e canto alla Chiesa di S. Maria Maddalena di Vimercate.

padre-davide-maria-turoldo.jpg

Appuntamento da non perdere il prossimo 22 novembre in occasione del centenario della nascita di padre David Maria Turoldo. Una serata con letture, poesie e canto alla Chiesa di S. Maria Maddalena di Vimercate.

Verranno proposti a partire dalle ore 21.00 brani del Coro Popolare Città di Vimercate, letture di scritti e poesie di padre Davide Maria Turoldo.

Programma della serata:

Padre Davide Maria Turoldo: Un servo della parola
Un profeta – Un uomo libero
Canto: Otche Nash (padre nostro)

L’ora del silenzio
Il silenzio di Dio
Il silenzio della preghiera (canto: preghiera)
Il silenzio di chi non ha voce (canto: Ubi Caritas)

L’ora della passione
Passione in guerra
Passione d’amore per il Signore
Passione del venerdì santo – la malattia (canto: An Irish Blessing)

L’ora del canto
Il canto a Maria (canto: Ave Maria)
Il canto alle creature (canto: Muntagni, Muntagni)
Il canto a Dio (canto: Io mi addormento)
Conclusione: testimonianza di Don Angelo Casati (canto: Restena)

David Maria Turoldo nacque a Coderno di Sedegliano (UD) il 22 novembre 1916, nono figlio di Giovanbattista e Anna Di Lenarda. Fu battezzato con il nome di Giuseppe. Trascorsi gli anno dell’infanzia la sua prima formazione nella casa dell’Ordine dei Servi nel Triveneto. Nel convento di Santa Maria del Cengio, a Isola Vicentina, il 2 agosto 1935 emette la sua prima professione religiosa assumendo il nome di fra Davide Maria, nome con cui verrà chiamato nel seguito della sua vita. Completati gli studi umanistici e teologici tra Venezia e Vicenza riceve il presbiterato nell’agosto 1940, raggiungendo il convento di Santa Maria dei Servi in San Carlo a Milano, dove inizia la sua continua ed appassionata testimonianza.

Nel travaglio degli anni ’43-’45 si impegna attivamente nella resistenza lombarda, collaborando ad un periodico clan-destino dal titolo “l’uomo”, diffuso dal convento dei Servi. “Per una ontologia dell’uomo” è altresì il titolo significativo della sua tesi di laurea conseguita all’Università Cattolica sotto la guida di Gustavo Bontadini nel 1946. Turoldo è in sintonia con la stima e la fiducia per il cammino dell’uomo che il Concilio Vaticano II esprime.

E’ questa radice del fascino che esercitava la sua figura sulle persone più diverse e la ragione prima della sua testimonianza civile e politica. L’attività di prosatore fecondo e mordace, di notizia con delle rubriche pressoché fisse su giornali e riviste di risonanza nazionale, obbedivano a questo servizio all’uomo e alla fatica storica d’una solidarietà-comunione. Fedele lettore della Bibbia, Turoldo osserva gli eventi a partire dal progetto di Dio sull’uomo e sulla storia e trovava congeniale, anche alla sua forza temperamentale, la denuncia di ogni sopruso, specialmente se strutturale, radicato quindi nel cuore delle istituzione e nelle perverse articoli economiche.

L’esperienza della povertà è per lui fonte di ricchezza interiore, nutrita di libertà da se stessi, di attenzione all’essenziale, capace di cogliere una priorità di valori e di servirli con impensata energia: è in nome della povertà come libertà che gli uomini rinunciano a “possedere”, intuiscono il mistero dell’esistenza, diventano capaci di convivenza fraterna. Da qui l’impegno per “Nomadelfia”, “piccola città” con la fraternità come unica legge, all’inizio degli anni ’50; la prima esperienza a Fontanella di Sotto il Monte, nella seconda metà degli anni Sessanta, che raccoglieva persone anche atee e di religione islamica all’insegna di quell’ecumenismo radicale predicato dal concilio. Sul piano della bibliografia elenca un notevole numero di opere saggistiche, teatrali e, in prevalenza di poesia. Ma non la poesia fine a se stessa; a lui interessa la poesia come testimonianza, come realizzatrice di se stesso, come carne che si fa parola sacerdotale: “mentre lui, Cristo, è parola che si carne, la mia è una carne che si fa parola: questa è la risposta al Verbo”. Morì nella clinica “San Pio X” in Milano il 6 febbraio 1992.

Per maggiori informazioni:
www.corovimercate.it

Turoldo-locandina-Vimercate

commenta