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Tombe antiche o burocrazia? Il "giallo" del cantiere di piazza Trento a Monza - MBNews
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Tombe antiche o burocrazia? Il “giallo” del cantiere di piazza Trento a Monza

Nessun ritrovamento di valore ha bloccato i lavori, ma da mesi ogni centimetro di terra è ispezionato dagli archeologi della Sovrintendenza

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Il cantiere di piazza Trento e Trieste non va a rilento e non è nemmeno fermo. Era da qualche settimana che fra le vie del centro storico cittadino giravano voci incontrollate sul futuro dei lavori avviati lo scorso gennaio fra la sorpresa generale. Proprio di fronte al passo carraio del palazzo municipale, le ruspe avevano infatti abbattuto in pochi giorni ciò che restava del vecchio calzaturificio Redaelli. Dopo il polverone iniziale, tuttavia, era calato il silenzio e nemmeno fra i pensionati più informati della città giravano notizie certe su cosa stesse accadendo di là dai pannelli che cintano l’area di cantiere.

In questi mesi si è parlato di ritardi burocratici, di sospensioni imposte dall’alto e di blocchi improvvisi legati a ritrovamenti di pregio se non addirittura di valore inestimabile. Insomma, un vero mistero. Ma la realtà, come spesso, capita, è molto più semplice: per legge, dopo la demolizione iniziale, sul posto sono intervenuti archeologi accreditati dalla Sovrintendenza. Per tutta l’estate hanno controllato e vivisezionato ogni singolo granello di sabbia venuto alla luce. Il rallentamento, così come ha spiegato l’architetto Fabio Sironi, direttore dei lavori, era quindi ampiamente previsto e alla fine non è emerso niente di rilevante: dal sottosuolo non sono emerse tombe celtiche o monete romane, ma solo pochi reperti di valore trascurabile.

Adesso le operazioni riprenderanno a marciare a ritmo normale e, salvo intoppi, l’ultimazione è prevista entro i primi mesi del 2018. Al posto del “buco” aperto nella carina di case che divide la piazza da via Italia, sorgerà un edificio dalle caratteristiche architettoniche uguali al precedente e in linea col resto dei palazzi. Le volumetrie non cambieranno. Si tratta, in particolare, di circa 1300 metri quadrati di superficie commerciali.  Nessuna conferma del marchio, anche se fra i soliti pensionati bene informati il nome che gira è quello della grossa casa d’abbigliamento H&M.

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