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Scuola agraria di Monza, l'arte del giardino giapponese sbarca in Italia

Scuola agraria di Monza, l’arte del giardino giapponese sbarca in Italia

2 Novembre 2016

A separare Monza e Tokyo ci sono l’Oceano Pacifico e migliaia di chilometri. Ma da oggi queste due città sono più vicine. Merito dell’amore per la natura e le piante. E soprattutto di un’arte, quella del giardinaggio, che dall’Estremo Oriente è arrivata direttamente sulle sponde del IMG-20161028-WA0029 (Copia)Lambro. Per l’esattezza alla Scuola Agraria del Parco di Monza. Il Centro per la formazione di tecnici e operatori del verde, giardinieri, arboricoltori e forestali, florovivaisti, fioristi e progettisti del verde, infatti, è protagonista di una novità assoluta. Per la prima volta in Italia e in Europa, in un ente pubblico e con il patrocinio del Consolato giapponese a Milano, si è svolto il corso base “L’arte del giardino giapponese tradizionale”. Quindici i partecipanti, quattordici provenienti da tutta Italia e un francese della Normandia, tutti giardinieri e progettisti del verde. L’iniziativa, unica nel suo genere, ha messo insieme i dettami di una vera e propria filosofia della natura con la cultura della meditazione orientale.

“Il corso si è svolto in 3 moduli, uno di 4 giorni a luglio e due di 5 giorni ciascuno a settembre ed ottobre – spiega Giovanna Cutuli, responsabile dei Processi formativi della Scuola Agraria – siamo molto soddisfatti per il riscontro positivo, anche superiore alle attese, perché avevamo puntato a 12 iscritti”. Le lezioni hanno consentito agli allievi di realizzare un giardino giapponese di piccole dimensioni, 9 metri per 4, ma con tutte le caratteristiche tipiche di quest’arte particolare. A guidarli i docenti del corso. Francesco Merlo, agronomo, progettista di parchi ed esperto dei temi del giardino orientale e del verde tecnologico, Sachimine Masui e Hiromi Hoshi, giardinieri professionisti, guru del verde nel loro paese. “Gli allievi, dopo aver movimentato la terra, sono passati alla sistemazione delle rocce per la simbolica creazione di ruscelli ed avvallamenti – chiarisce la Cutuli – quindi hanno fatto esercizi di potatura e creato le palizzate con vero bambù e i nodi tipici giapponesi”. Il giardino realizzato alla Scuola Agraria ha un valore che supera i giorni delle lezioni. “Ora il nostro compito sarà quello di preservare quanto realizzato – afferma Rosario Montalbano, presidente dell’Istituto e Assessore comunale all’Istruzione, Personale e Servizi al Montalbano-Rosario-mbCittadino – almeno fino all’anno prossimo, quando si svolgerà il corso avanzato”. La cerimonia di consegna degli attestati, infatti,  ha segnato solo il raggiungimento di un primo traguardo. Il corso base avrà una prosecuzione nel 2017. Tra giugno ed ottobre dell’anno prossimo è già prevista la seconda parte dell’iniziativa. Tre moduli per 14 giorni e 104 ore complessive di lezione. Un percorso sul giardino giapponese in cui i tre docenti, Merlo, Masui e Hoshi, toccheranno in modo organico gli aspetti compositivi e realizzativi che possono arricchire il knowhow del garden designer e del giardiniere/manutentore.

“Questo allargamento della Scuola alla cultura orientale è un’esperienza assolutamente coinvolgente ed ha contenuti visivi molto interessanti – afferma Montalbano – la cura di un giardino giapponese può sembrare persino eccessiva, ma è un anche un elemento di meditazione calato nella nostra realtà quotidiana, spesso troppo caotica e frettolosa”. Il corso “L’arte del giardino giapponese tradizionale” segna un’ulteriore evoluzione della Scuola Agraria del Parco di Monza, che è nata nel 1902 ed è riconosciuta come una delle poche realtà, a livello nazionale, in grado di proporre un’offerta formativa così ampia nel giardinaggio, arboricoltura e tree climbing, progettazione del verde, ortoterapia, composizione floreale e agricoltura. “E’ bene coltivare il prestigio di cui godiamo – spiega il presidente Montalbano – siamo contenti di averlo fatto con un’esperienza come questa, che propone anche una filosofia da cui la nostra società occidentale ha qualcosa da imparare”. Da Monza, insomma, il giardino giapponese tradizionale potrebbe diventare una moda in grado di diffondersi in Italia. “Pe ora resta un’attività di nicchia che comincia ad essere sempre più richiesta – chiarisce Cutuli – ha bisogno di spazi piuttosto grandi, anche se può essere adattata ad aree più ridotte. Nei prossimi corsi – continua – pensiamo di allargare il giardino realizzato alla Scuola agraria in modo da permettere maggiori esercitazioni agli studenti”. In futuro, insomma, lo sguardo di Monza potrebbe essere sempre più con gli occhi a mandorla.

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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