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Emma Houda, il ritorno a casa è appeso alla giustizia internazionale - MBNews
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Emma Houda, il ritorno a casa è appeso alla giustizia internazionale

La mamma "Paese che non vale nulla se non riporta a casa mia figlia". Dure le parole della donna, ma comprensibili. la storia del rapimento. La situazione ora.

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Sono state la vendetta e la volontà di non vedere più la felicità sul volto della donna che lo aveva lasciato a muovere le azioni di Mohamed Kharat, siriano trapiantato in provincia di Monza, che nel dicembre 2011 è partito alla volta della Siria portando via la figlia Emma, di appena 21 mesi, dalle braccia di sua madre, Alice Rossini.

A distanza di quattro anni Kharat è stato arrestato dall’Interpol in Turchia, in esecuzione di mandato di arresto internazionale emesso dal Tribunale di Monza. Ora, secondo quanto sostiene l’avvocato della Rossini, Luca Zita, è tutto nelle mani del Governo italiano e di quello Turco, che devono muoversi per riportare a casa Emma.

Anni difficili quelli di Alice Rossini, tenace mamma residente a Vimercate. Il suo incubo, e quello di un’innocente a cui è stato tolto l’amore di sua madre, è iniziato poco prima di Natale, quattro anni fa. Alice aveva da poco deciso di separarsi da Mohamed Kharat che, per tutta risposta, è sparito portandosi via la loro figlia. Dopo essere volato in Grecia, grazie alla complicità di conoscente italiana che si era spacciata per la madre della piccola, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’uomo si era poi imbarcato per la Siria, dove era volato da solo insieme a Emma. Per mesi Rossini non aveva più avuto notizie di sua figlia.
Secondo il racconto della donna, Kharat le avrebbe poi telefonato almeno due volte, dicendole che il suo comportamento era la punizione per la sua decisione di lasciarlo e avanzando richieste economiche per restituirle la figlia “o non la vedrai mai più”. La Rossini era addirittura volata al confine tra Siria e Turchia, a fine settembre 2014, nella speranza di ritrovare la sua bambina. Ma anche in quell’occasione (sempre per telefono) l’ex marito le aveva chiesto denaro (trecentomila euro) per restituire Emma, poi era sparito.

Condannato prima in Tribunale a Monza, quindi in Appello Milano, a dieci anni per sequestro di persona e sottrazione di minore, Kharat era oggetto sia il mandato di arresto europeo, che il mandato di cattura internazionale. Nel fine settimana l’Interpol lo ha individuato e fermato in Turchia. Ora però, le sorti di Emma rischiano, secondo l’avvocato Luca Zita, di rimanere impigliate nelle trame degli accordi internazionali “ho parlato con il Ministero – dichiara – Kharat è stato arrestato e portato in un centro di detenzione turco per stranieri, ma mi hanno detto che potrebbe essere rimandato in Siria, dove sparirebbe in un attimo”. Poi, prosegue “l’ambasciatore italiano ad Ankara e il Ministero mi hanno detto che la Turchia potrebbe non estradarlo in Italia perché la condanna a dieci anni non sarebbe sufficiente. Ma ho verificato, e risposto per iscritto, facendo notare che secondo il trattato di Parigi e la convenzione dell’Aja, gli estremi ci sono tutti”. Alice Rossini, non si capacità delle difficoltà di far valere i propri diritti di madre “il nostro paese non vale nulla, se non porta a casa mia figlia”, ha detto all’ANSA la donna. Poi il suo avvocato ha aggiunto “questa è l’unica occasione che abbiamo di riportare a casa la bambina, che per altro non sappiamo con esattezza dove si trovi e a chi sia stata affidata”. Infine Zita ha concluso “il Governo italiano deve trovare il dialogo con quello Turco”.

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