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Seveso, paura per i furti. L'assessore alla sicurezza: "Il controllo del vicinato non ha fallito"

Seveso, paura per i furti. L’assessore alla sicurezza: “Il controllo del vicinato non ha fallito”

13 Ottobre 2016

Furti in casa e insicurezza. Nelle ultime settimane sembra che a Seveso si sia registrato un picco di furti, concentrati soprattutto nei pressi di corso Isonzo e nella zona Dossi. Tanto che il 4 ottobre il consigliere Luca Allievi (Lega Nord) ha inviato un’interrogazione ufficiale all’assessore alla Sicurezza, Andrea Formenti, per discutere del problema nel prossimo consiglio comunale. Se ne è parlato moltissimo anche sui social network, dove è nata anche l’idea di istituire delle “passeggiate della sicurezza” per controllare le vie della città. Ma guai a chiamarle ronde: nelle intenzioni di chi se ne era fatto promotore sarebbe stata più che altro «una sorta di video sorveglianza, ma fatta di occhi e orecchie di semplici cittadini». Una cosa molto simile, in realtà, a Seveso esiste già dal 2014, quando, per iniziativa dell’amministrazione comunale, era stato introdotta la pratica del controllo del vicinato, incoraggiato, peraltro, anche dalle forze dell’ordine come metodo per creare coesione tra i cittadini e incentivare la sicurezza. «Il controllo del vicinato non ha funzionato – ribatte però Diego Demarziani, che per primo aveva avanzato la proposta delle passeggiate della sicurezza insieme a Paolo De Bortoli -: gli stessi che lo hanno introdotto dopo pochi mesi si sono fermati». «Sarei curioso di sapere come fanno a dire che non funziona: a me non risulta – risponde l’assessore alla Sicurezza -. Il controllo del vicinato è stato attivato principalmente all’Altopiano e a Baruccana, in via Torino». Non ci sono, però, dati aggiornati sui furti: «La sicurezza è competenza del governo, i dati li hanno le prefetture – spiega ancora Formenti -. sappiamo che ci sono periodi ciclici di furti, può darsi che in questo periodo siano particolarmente frequenti». L’amministrazione Butti ha provveduto a installare delle telecamere per controllare le principali arterie di traffico: ce n’è una in corso Isonzo, una all’altezza della biblioteca, e un’altra all’Altopiano, vicino alla rotonda che porta alla zona della Snia di Cesano Maderno.

Le passeggiate della sicurezza, comunque, per il momento sono in stallo: martedì 11 si è tentato di organizzare un incontro per capire in quanti sarebbero stati disposti a prendere parte a qualche ora di “pattugliamento” dopo cena, ma si sono presentati in pochissimi. «Per me si tratta di un’iniziativa che cavalca solo la paura, montando la sensazione che l’amministrazione non stia facendo abbastanza – ha precisato Formenti -. Mi sembrano ronde a tutti gli effetti, come quelle che aveva proposto Maroni: hanno un colore politico ben preciso. E non è il mio». Nel frattempo, restano sempre valide le “buone pratiche” raccomandate anche nel corso delle serate informative sul controllo del vicinato: uscire a controllare quando si sente un antifurto suonare, non lasciare mai finestre e persiane aperte, inserire gli allarmi. Soprattutto, denunciare sempre e tempestivamente, per allertare il controllo delle forze dell’ordine nella zona colpita. Banale buon senso, troppo spesso trascurato.

«Ci sono troppi problemi su Seveso e uno di questi è la sicurezza dei cittadini – accusa ancora Demarziani -. Ormai è un mese che i cittadini subiscono rapine quasi tutti i giorni e dalla giunta e soprattutto dal sindaco non si è letto un commento di vicinanza verso le famiglie colpite dai ladri. E sappiamo pure chi sono, 3 ragazzi tra i 25 e 30 anni, a bordo prima di una Golf e ora di un’Audi A3. L’assessore Formenti in primis è i primo responsabile della situazione sicurezza, con una presenza sul territorio totalmente scarsa». «Ci sono sempre stato – contesta Formenti -. Chi mi scrive ha sempre risposta, i cittadini hanno sempre la possibilità di parlarmi… poi, certo, posso decidere di non essere presente sui social network o di non farmi vedere in situazioni che non approvo, come la manifestazione al magazzino ex Sadas dove, secondo alcuni, sarebbero dovuti arrivare “migliaia” di profughi».

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Giulia Santambrogio
Inseguo le storie sin da quando ero bambina: per farmele raccontare, per leggerle, e, ovviamente, per scriverle. Su MBNews, però, mi occupo di fatti.


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