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Province in estinzione. La Polizia di Monza e Brianza (r)esiste

Province in estinzione. La Polizia di Monza e Brianza (r)esiste

10 Ottobre 2016

Polizia-provinciale-intervento-LeoneDovrebbe essere protetta come i panda giganti. Per la Polizia provinciale la minaccia di estinguersi, infatti, è alta quasi quanto quella dell’animale simbolo del Wwf. Anzi, forse di più. Se il mammifero originario della Cina potrebbe presto non essere più considerato una specie in pericolo, il corpo con funzioni di tutela ambientale e di controllo territoriale, rischia seriamente di scomparire. Anzi in alcune zone d’Italia è già successo. Da Savona a Benevento, passando per Latina. Nord, Centro e Sud dello Stivale accomunate dalla difficoltà a trovare alternative alla drastica scelta della chiusura della Polizia provinciale. Con il ricollocamento o la messa in mobilità del personale. A Monza e in Brianza, invece, gli agenti sono ancora in servizio. Seppure in numero ridotto: da 19 a 15, più il Comandante. E con qualche necessario cambiamento di funzione.

Per capire bene di cosa stiamo parlando, bisogna partire dalla minaccia della possibile estinzione. Che non è, come nel caso del panda gigante, l’impoverimento dell’habitat e il tasso di natalità molto basso. Ma la cosiddetta legge Delrio  (Legge n.56 del 7 aprile 2014 “Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni”) che ridisegna confini e competenze dell’amministrazione locale. E, tra le altre cose, trasforma le Province in “enti territoriali di area vasta”, governati da organi eletti non dai cittadini, ma dai Sindaci e dai Consiglieri dei Comuni del territorio. Con compiti legati alla pianificazione dei trasporti, all’edilizia scolastica e la tutela dell’ambiente. E l’obbligo di ridurre le spese per il personale del 50 per cento. Che, per la Provincia di Monza e Brianza, significa passare da poco più di 11 milioni di euro a 5,5. Non proprio un dettaglio. Ecco perché l’idea di eliminare anche nel nostro territorio la Polizia provinciale poteva essere legittima. E, invece, si è preferito prendere un’altra direzione.

“E’ stata fatta una scelta politica di mantenere il corpo – fanno sapere dalla Provincia – privilegiando le attività di sua competenza, dalla Polizia-provinciale-intervento-tigretutela dell’ambiente dall’inquinamento alla salvaguardia della fauna selvatica e del patrimonio ittico”. La decisione di conservare, per quanto possibile, lo status quo legge Delrio, si è definita dopo un lungo percorso. Ci sono stati una serie di incontri con Regione Lombardia, che ha acquisito molti dei compiti prima ricoperti dalle Province. Sono state, così, assegnate le deleghe da dare ai nuovi enti territoriali di area vasta. Tra questi la vigilanza contro i reati ambientali e la tutela ittico-venatoria. A quest’ultima mansione, poi, lo scorso mese di Settembre, è stato stabilito che, a Monza e in Brianza, siano assegnati quattro agenti. Che, solo dal punto di vista economico, saranno a carico della Regione. Restano, invece, sulla busta paga della Provincia gli altri 11 agenti in servizio più il loro Comandante, Flavio Zanardo. In totale, quindi, la Polizia provinciale, che ha la sua sede a Cesano Maderno, dispone ora di 15 uomini. Solo quattro in meno, in mobilità presso altri enti, rispetto al periodo precedente all’approvazione della legge Delrio.

Sul territorio di Monza e della Brianza il corpo continuerà, quindi, ad occuparsi del recupero e del soccorso della fauna selvatica. A stretto contatto con l’Autorità Giudiziaria, le altre forze di Polizia e la Protezione Civile. Una collaborazione che negli anni scorsi ha dato ottimi frutti. Basti pensare all’inchiesta “Star Wars”, che ha permesso di scoprire nei pressi di Desio la più grande discarica di rifiuti tossici del Nord Italia. E, allora, non è un caso che ci saranno anche gli agenti dell’ente di via Grigna alla tradizionale sfilata del prossimo 4 novembre per la Giornata delle Forze Armate e dell’Unità nazionale. Il posto è stato sicuramente conquistato con merito.

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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