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Seveso, la bufala del centro di accoglienza fa scendere in piazza 200 persone

Seveso, la bufala del centro di accoglienza fa scendere in piazza 200 persone

13 Settembre 2016

A Seveso una voce mai confermata sull’arrivo di un gruppo di profughi ha provocato una manifestazione spontanea: giovedì 8 settembre circa 200 persone si sono riunire nel piazzale della Sadas a Baruccana, in via Socrate, per protestare contro la costruzione di un hub nell’ex deposito Despar (nella foto di apertura, ndr). Peccato che non ci fosse nulla di vero: lo stesso sindaco, Paolo Butti, aveva smentito la veridicità della notizia, come già accaduto in altre occasioni. Alcuni cittadini, però, hanno voluto manifestare ugualmente: se non altro a scopo preventivo.

Si trattava di una bufala, insomma, ma a volte la paura batte la razionalità. Soprattutto di fronte ad affermazioni come quelle diffuse dal comitato “Baruccana e Seveso uniti per dire no ad altri immigrati”, formatosi spontaneamente per l’occasione: «Abbiamo appreso dagli operai che stanno svolgendo i lavori in questi giorni che l’ex magazzino è stato acquistato da un privato di Udine per destinarlo all’alloggio di clandestini – si leggeva su un volantino già a fine agosto -. I primi rilievi effettuati da noi cittadini ci parlano di numeri elevati di persone, da 500 in su». Inutile il richiamo al buon senso: «Le voci riportate sono a oggi prive di qualsiasi fondamento – aveva ripetuto Butti, anche tramite una lettera protocollata inviata ai portavoce del comitato -. La Prefettura ribadisce che nessun progetto è stato attivato in quest’area», ha concluso, chiedendo di evitare falsi allarmismi ed evidenziando come la presenza dei profughi non sia mai stata un problema per il territorio sevesino.

«Volevamo soltanto un incontro di chiarificazione – ha ribattuto un portavoce del comitato giovedì sera -. Se è verosimile che in quest’area non verrà attivato un progetto di accoglienza, allora che tipo di lavori si stanno eseguendo? Sarà un centro commerciale? Sarà un centro logistico?». Per ora sembra che l’ex magazzino continuerà a essere un deposito: di certo non diventerà un dormitorio.

La questione dei migranti resta comunque pressante in tutta Italia, nonostante i dati a disposizione mostrino come da circa tre anni gli arrivi siano rimasti sostanzialmente stabili. E se i sevesini si sono fatti spaventare da una voce non confermata, forse anche a causa di una certa propaganda politica volta ad aumentare l’ostilità e la diffidenza, è anche vero che il comune brianzolo non è lontano da centri come Monza, Como e Milano, dove da mesi i residenti hanno a che fare con le problematiche legate all’accoglienza.

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Giulia Santambrogio
Inseguo le storie sin da quando ero bambina: per farmele raccontare, per leggerle, e, ovviamente, per scriverle. Su MBNews, però, mi occupo di fatti.


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