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Rinnovo Gp, esposto Codacons alla Corte dei conti

Sotto accusa gli stanziamenti pubblici decisi di governo e regione lombardia per il rinnovo del contratto con Ecclestone

Gran-Premio-Formula-dom-2016-by-Luca-Colnago-10

Dopo il ricorso al Tar di Imola, ecco l’esposto “urgente” dalla Corte dei conti del Codacons. Se da una parte l’Autodromo Monza sta festeggiando la conclusione della Gp e il rinnovo del contratto per altri tre anni con Fom, Formula one management, dall’altra si sta aprendo un fronte legale che a medio termine potrebbe anche creare qualche problema all’impianto sportivo e a Sias, la società che lo gestisce.

Alla decisione di Formula Imola, la società che gestisce invece l’autodromo romagnolo di rivolgersi alla giustizia amministrativa per “scippare” il Gp alla Brianza, si è infatti aggiunta la decisione del Codacons di rivolgersi alla magistratura contabile con un esposto per mettere sotto i raggi x i costi del Gp.

In particolare, quei 68 milioni di euro necessari per strappare il rinnovo a Bernie Ecclestone, il presidente di Fom e patron della F1. “I costi del Gp di Monza ricadranno per i prossimi anni sui cittadini italiani, costretti a subire una decisione presa dall’alto dal governo per accontentare tutti, Aci, Lega Nord, Coni e politici locali – denuncia il presidente Carlo Rienzi – Per salvare infatti il Gran premio si è ricorso ai fondi del Pra, ossia il Pubblico registro automobilistico, servizio “doppione” della Motorizzazione Civile finanziato da tutti gli automobilisti italiani.

Non solo. La Regione Lombardia ha versato altri 20 milioni di euro: di fatto, quindi, si salva il Gp di Monza con i soldi pubblici, nonostante l’evento possa contare su miliardi di euro di pubblicità da parte degli sponsor privati legali alla F1”. L’offensiva del Codacons, tuttavia, non si ferma qua e con l’esposto è stata avanzata una richiesta di sequestro della documentazione relativa alò rinnovo della gara per i prossimi tre anni, verificando se siano ravvisabili danni per la collettività o uso distorto dei fondi pubblici.

Foto di Luca Colnago

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