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Prostituta fermata per aggressione, ma era una trafficante di droga

Prostituta fermata per aggressione, ma era una trafficante di droga

22 Settembre 2016

Sembrava un normale, per così dire, litigio tra una prostituta e un suo cliente. Qualche graffio e lesioni lievi. E, invece, l’episodio ha permesso di scoprire una donna ricercata per traffico internazionale di stupefacenti. Protagonisti della vicenda un 66enne residente nella provincia di Como e una prostituta nigeriana di 30 anni, O.A.N. Il tutto ha inizio all’incrocio tra viale Lombardia e via Monte Albenza a Monza. Sono le 23 quando una pattuglia della Polizia deve intervenire per sedare una lite. A chiamare è il 66enne comasco. Che agli uomini in divisa dichiara di essere stato aggredito dalla prostituta nigeriana mentre con la sua auto era fermo al semaforo. Le versioni dei fatti tra i due contendenti sono naturalmente divergenti. La donna, comunque, viene portata negli uffici del Commissariato di viale Romagna per essere identificata e fotosegnalata. E qui comincia un’altra parte della storia. Quella più interessante.

Gli accertamenti della Polizia, infatti, fanno emergere che qualche anno fa la donna era stata condannata per traffico internazionale di stupefacenti. Faceva da corriere della droga. E trasportava nel proprio corpo, anche a rischio della sua salute, ovuli della preziosa polvere bianca. Per questo reato era stata processata e condannata. Ma aveva voluto scontare la pena nel proprio Paese. Per questo nel 2010 viene espulsa e torna in Nigeria. Salvo, poco dopo, trovare il modo per tornare in Italia. A Bergamo avvia pure la pratica per richiedere asilo politico. In attesa della risposta, però, la nigeriana pensa bene di scappare. E di cambiare attività. Finisce così a fare il mestiere più antico del mondo sulle strade di Monza. Fino a quando non ha incontrato sul suo cammino il co-protagonista di questa storia. Ora la donna dovrà scontare un residuo pena di 2 anni per traffico internazionale di stupefacenti. In più è accusata di violazione della normativa sugli stranieri. La sua “casa” adesso è diventata la Casa Circondariale di Monza. Il signore comasco, presunto aggredito, invece, guarirà in cinque giorni dalle ferite subite. Ha deciso di non sporgere querela per le lesioni che avrebbe subito. In ogni caso, forse, di notte gli conviene attraversare altre zone del capoluogo brianzolo.

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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