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Prostituta fermata per aggressione, ma era una trafficante di droga

Una prostituta nigeriana litiga con un suo cliente. La Polizia scopre che era una trafficante internazionale di stupefacenti. La donna ora è in carcere a Monza.

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Sembrava un normale, per così dire, litigio tra una prostituta e un suo cliente. Qualche graffio e lesioni lievi. E, invece, l’episodio ha permesso di scoprire una donna ricercata per traffico internazionale di stupefacenti. Protagonisti della vicenda un 66enne residente nella provincia di Como e una prostituta nigeriana di 30 anni, O.A.N. Il tutto ha inizio all’incrocio tra viale Lombardia e via Monte Albenza a Monza. Sono le 23 quando una pattuglia della Polizia deve intervenire per sedare una lite. A chiamare è il 66enne comasco. Che agli uomini in divisa dichiara di essere stato aggredito dalla prostituta nigeriana mentre con la sua auto era fermo al semaforo. Le versioni dei fatti tra i due contendenti sono naturalmente divergenti. La donna, comunque, viene portata negli uffici del Commissariato di viale Romagna per essere identificata e fotosegnalata. E qui comincia un’altra parte della storia. Quella più interessante.

Gli accertamenti della Polizia, infatti, fanno emergere che qualche anno fa la donna era stata condannata per traffico internazionale di stupefacenti. Faceva da corriere della droga. E trasportava nel proprio corpo, anche a rischio della sua salute, ovuli della preziosa polvere bianca. Per questo reato era stata processata e condannata. Ma aveva voluto scontare la pena nel proprio Paese. Per questo nel 2010 viene espulsa e torna in Nigeria. Salvo, poco dopo, trovare il modo per tornare in Italia. A Bergamo avvia pure la pratica per richiedere asilo politico. In attesa della risposta, però, la nigeriana pensa bene di scappare. E di cambiare attività. Finisce così a fare il mestiere più antico del mondo sulle strade di Monza. Fino a quando non ha incontrato sul suo cammino il co-protagonista di questa storia. Ora la donna dovrà scontare un residuo pena di 2 anni per traffico internazionale di stupefacenti. In più è accusata di violazione della normativa sugli stranieri. La sua “casa” adesso è diventata la Casa Circondariale di Monza. Il signore comasco, presunto aggredito, invece, guarirà in cinque giorni dalle ferite subite. Ha deciso di non sporgere querela per le lesioni che avrebbe subito. In ogni caso, forse, di notte gli conviene attraversare altre zone del capoluogo brianzolo.

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