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Prosegue la risalita per gli artigiani della Brianza: + fatturato, + ordini

Prosegue la risalita per gli artigiani della Brianza: + fatturato, + ordini

9 Settembre 2016

Tiene l’artigianato brianzolo: nel secondo trimestre 2016 si continuano a percepire i segnali positivi già intravisti nei primi tre mesi dell’anno. Fatturato, produzione e ordini confermano il trend di crescita, così come per il mercato del lavoro. Tuttavia, nonostante lo scenario sia in miglioramento, le aspettative degli artigiani restano prudenti per i prossimi tre mesi.

Nel secondo trimestre dell’anno la produzione manifatturiera artigiana si conferma in crescita su base annua: la variazione tendenziale è infatti pari a +2,1%, un dato superiore a quello registrato nei primi tre mesi (+0,8%). Rispetto al primo trimestre 2016 la variazione congiunturale si attesta a +0,5%.

Anche l’indicatore economico relativo al fatturato mostra una crescita del +3,5% rispetto allo scorso anno e del +0,7% rispetto al primo trimestre 2016.

Sul fronte degli ordinativi si registra, per gli ordini totali, una crescita tendenziale di +1,3% e una variazione congiunturale pari a +0,3%. In particolare, gli ordini provenienti dal mercato internazionale registrano rispetto allo scorso trimestre +1,6%.

Notizie positive anche dal mercato del lavoro: il saldo percentuale tra entrate ed uscite nel mondo del lavoro resta positivo per il secondo trimestre consecutivo e si attesta a 0,3%, risultato della differenza tra un tasso di ingresso pari a 1,4% e un tasso d’uscita dell’1,1%. Pressoché stabile la richiesta di cassa integrazione: ha riguardato il 3,4% delle imprese artigiane manifatturiere brianzole (era l’1,9% nel trimestre scorso), e la quota di ore di CIG sul totale del monte ore resta ferma allo 0,2%.

Le aspettative degli imprenditori per il prossimo trimestre restano comunque molto prudenti. Diminuisce la percentuale di chi si aspetta un miglioramento sull’andamento della produzione (da 22,8% a 12,9%) ed è in peggioramento anche il sentiment riguardo alle aspettative sulla domanda interna: solo l’8,6% degli imprenditori la prevede in aumento.

È quanto emerge dalla Analisi congiunturale trimestrale dell’Artigianato manifatturiero in Brianza (II trimestre 2016), realizzata dall’Ufficio Studi della Camera di commercio di Monza e Brianza in collaborazione con le Associazioni provinciali dell’Artigianato e dei Lavoratori della Brianza.

I dati che abbiamo analizzato sono positivi anche se vanno contestualizzati all’interno di uno scenario che ancora desta qualche preoccupazione, a partire dalla situazione internazionale. Si tratta di elementi che finiscono con l’andare a impattare sul sistema economico e imprenditoriale e sulle aspettative degli imprenditori artigiani. – ha dichiarato Gianni Barzaghi membro di giunta della Camera di commercio di Monza e Brianza –  La sensazione percepita e vissuta nella quotidianità dalle nostre imprese è che la crisi sia quasi giunta al suo termine ma che la ripresa stenti a consolidarsi. La strada che le nostre imprese stanno percorrendo in questo periodo è ancora impegnativa, ma comunque in discesa rispetto al passato. Ora più che mai è quindi doveroso potenziare tutti gli strumenti necessari per supportare il sistema locale delle imprese e, in particolare, le piccole e medie aziende che costituiscono il tessuto imprenditoriale dell’artigianato manifatturiero brianzolo.”

“I dati congiunturali di questo trimestre, che registriamo ancora positivi, testimoniano che, all’interno di uno scenario di crisi, l’artigianato si è difeso, e continua a difendersi, soprattutto grazie al lavoro, all’abnegazione e al coraggio dei nostri imprenditori. – ha dichiarato Walter Mariani membro di giunta della Camera di commercio di Monza e Brianza  Questi dati, che possono essere sicuramente interpretati come un rafforzamento del processo di recupero, dovranno tuttavia trovare conferma nei prossimi mesi. La ripresa autunnale delle attività produttive artigiane, dopo la sosta estiva, si presenta, infatti, come un momento delicato e importante in vista della chiusura dell’anno, in termini sia di risultati che di prospettive. Per sostenere le nostre imprese, crediamo sia necessario risolvere i nodi che denunciamo da anni, a partire dalla burocrazia, che produce un effetto nocivo sulle attività economiche e sulla vita quotidiana dei cittadini. Così come è necessario insistere sull’alleggerimento del carico fiscale e sull’accesso al credito.

“Non stupisce il peggioramento delle aspettative da parte degli imprenditori. Purtroppo, infatti, nonostante l’andamento congiunturale positivo non si riscontrano segnali capaci di imprimere fiducia per le imprese. Emerge, come punto debole, il fattore relativo alla domanda interna mentre il clima ancora di incertezza non consente di guardare in termini ottimistici alle dinamiche occupazionali. ha dichiarato Sandro Mauri consigliere della Camera di commercio di Monza e Brianza – Le difficoltà che persistono nel mercato del lavoro risentono ancora di un costo delle retribuzioni eccessivo, che pesa sulle aziende e non genera reddito. Occorre agire con determinazione per incrementare quella parte della busta paga destinata a rimanere nelle tasche del lavoratore. Abbiamo chiesto in più di una occasione la detassazione di straordinari e superminimi, finalmente il Governo sembra considerare questo come un elemento determinante ai fini della ripresa. Questa è per noi la strada giusta, occorre però alleggerire i vincoli contrattuali che penalizzano particolarmente le aziende di piccole dimensioni”.

Analisi congiunturale trimestrale dell’Artigianato manifatturiero in Brianza (II trimestre 2016)

PRODUZIONE

Nel secondo trimestre 2016 si conferma in crescita la produzione dell’artigianato manifatturiero brianzolo: su base annua si passa da un +0,8% dello scorso trimestre a +2,1%, mentre la variazione rispetto allo scorso trimestre (espressa come media mobile a 4 termini) rimane positiva e si assesta al +0,5%. Di conseguenza, il numero indice della produzione, espresso in rapporto al valore della produzione del 2005 (posto pari a 100), pur rimanendo ancora su bassi livelli sale a quota 69,8 nel trimestre in esame. Per le aziende artigiane, anche il tasso di utilizzo degli impianti, che esprime il livello della produzione in percentuale al potenziale massimo degli impianti in funzione, mostra un valore ancora basso, pari a 63,7%.

FATTURATO

Anche l’andamento del fatturato per le imprese dell’artigianato manifatturiero della Brianza è in trend positivo nel trimestre in esame: rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente si registra una variazione percentuale del fatturato a prezzi correnti del +3,5%; analogamente, rispetto al trimestre scorso, si registra una variazione congiunturale (rispetto al primo trimestre 2016, espressa come media mobile a 4 termini) che è positiva e pari al +0,7%. A fronte di questo andamento, il numero indice del fatturato (posto 100 il valore medio dell’anno 2005) raggiunge quota 70,8, superiore quindi al dato della produzione. Infine, la quota del fatturato estero sul fatturato totale nel trimestre in esame si abbassa lievemente rispetto al trimestre precedente attestandosi al 9,2%.

ORDINI

Sono moderatamente positivi anche i segnali sul fronte degli ordinativi. Se consideriamo la variazione tendenziale, quindi relativa allo stesso periodo dello scorso anno, per gli ordini totali si registra una crescita del +1,3%; leggermente positiva è anche la variazione rispetto al trimestre precedente (espressa come media mobile a 4 termini) che nel trimestre in esame è pari al +0,3%. Si conferma in particolare il dato positivo degli ordini esteri, che registrano una crescita rispetto allo scorso trimestre del +1,6%.

In ripresa le giornate di produzione assicurata garantite dagli ordini già acquisiti nel trimestre che salgono da 37,3 a 41,3.

SCORTE DI MATERIE PRIME E PRODOTTI FINITI

Prevalgono, anche nel secondo trimestre del 2016, i giudizi di scarsità sia per quanto riguarda le scorte di materiali per la produzione, sia per i prodotti finiti: il saldo di punti percentuali si attesta rispettivamente a
-10,3 e -4,7, lasciando sperare in un migliore andamento della produzione nel prossimo trimestre. È stabile al 63% circa la percentuale di imprenditori artigiani che giudica adeguate le scorte di materie prime, salgono leggermente i giudizi di scarsità (da 10,9% a 13,8%) e si attesta al 19,5% la quota di artigiani che non ne tiene. Scende dal 39,6% al 35,3% la quota di aziende artigiane che considera adeguato il livello delle scorte di prodotti finiti, mentre sale al 4,7% la percentuale di chi dichiara di disporre di scorte esuberanti; per il  9,4% le scorte di prodotti finiti sono scarse, mentre per il 50,6% delle imprese artigiane brianzole non si tengono scorte. Sul fronte dei prezzi si conferma una leggera forbice tra la crescita dei prezzi delle materie prime (+1 % in tre mesi), e quello dei prezzi dei prodotti finiti (+0,7%).

OCCUPAZIONE

Nel secondo trimestre 2016 si conferma un miglioramento della situazione sul fronte del mercato del lavoro che evidenzia per l’occupazione un saldo positivo per l’artigianato manifatturiero della Brianza pari allo 0,3%, quasi identico allo scorso trimestre; la discesa del tasso di ingresso (da 2,2% dello scorso trimestre a 1,4%) è compensata da una analoga diminuzione del tasso d’uscita (da 1,8% di tre mesi fa a 1,1% di questo trimestre). Pressoché stabile la situazione sul fronte della cassa integrazione; nel trimestre in esame il fenomeno ha riguardato il 3,4% delle imprese artigiane manifatturiere brianzole (rispetto all’1,9% del trimestre scorso), e una quota di ore di CIG sul totale del monte ore dello 0,2% (in linea con il dato dello scorso periodo).

ASPETTATIVE

Il quadro congiunturale descritto si inserisce in aspettative degli artigiani brianzoli per il trimestre successivo che evidenzia alcune criticità per il futuro immediato, dal punto di vista sia della domanda che della produzione per il terzo trimestre del 2016. Peggiorano le aspettative sull’andamento della domanda interna: solo l’8,6% degli imprenditori è ottimista e la prevede in aumento, contro il 27,2% di coloro che si aspettano un calo e il 64,2% che si aspetta stabilità; la prospettiva è leggermente negativa anche per quanto riguarda la domanda estera, per la quale il 13,6% prevede un aumento e il 15,9% una diminuzione. Le aspettative negative sulla domanda si riflettono sulle previsioni riguardo la produzione, diminuisce infatti considerevolmente la percentuale di imprenditori che si aspetta un aumento (da 22,8% del trimestre precedente a 12,9% dell’attuale) mentre sale quella di coloro che ne prevedono un calo (da 16,8% a 27,1%), per un saldo che torna quindi in campo negativo (-14,1); il 60% degli imprenditori si aspetta una situazione stabile. Le aspettative sull’occupazione rimangono invece in terreno negativo, ma il 91,7% degli imprenditori la prevede comunque stabile. 

Fonte: Indagine congiunturale trimestrale – Unioncamere Lombardia, Camera di Commercio di Monza e Brianza, e in collaborazione con le Associazioni provinciali dell’Artigianato e dei Lavoratori della Brianza (luglio 2016)

 

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