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Morte Elio Bonavita, no al carcere: i due automobilisti patteggiano

Morte Elio Bonavita, no al carcere: i due automobilisti patteggiano

22 Settembre 2016

La morte di Elio Bonavita, avvenuta davanti al parco di Monza il 22 marzo 2015, vale due patteggiamenti. E nemmeno un giorno di carcere. E’ questo quanto stabilito dal gup Giovanni Gerosa sulla nota vicenda del giovane calciatore della Dominante, morto a 14 anni travolto da un Suv mentre, in macchina con la madre, Nunzia Menichini, stava andando alla partita domenicale. Per quel tragico episodio ora sono arrivate le condanne. Due anni per il vedanese Giuseppe Colombi, il conducente 46enne del suv Audi Q5, l’auto che si era immessa da via Ramazzotti in viale Brianza e, dopo non aver dato la precedenza, si era lanciata nella corsia di sorpasso. Un anno e dieci mesi per Giovanni Lorefice, 38enne di Lesmo, che era alla guida del Suv Range Rover, che sopraggiungeva a grande velocità e, per evitare l’impatto con il suv Audi Q5, è finito sulla corsia opposta e ha travolto l’utilitaria su cui viaggiavano Elio e la mamma. Che, ad un anno e mezzo dal pauroso episodio, è ancora ricoverata all’ospedale Niguarda di Milano per i traumi riportati. Per Colombi, oltre alla pena concordata per omicidio colposo, anche l’accusa di omissione di soccorso per essersi allontanato dal luogo dell’incidente. Entrambi i responsabili della tragica morte del giovanissimo Elio, però, potranno continuare a circolare liberamente. Il Gup Gerosa, infatti, ha concesso la sospensione condizionale della pena. Stabiliti anche risarcimenti provvisionali in carico alle compagnie di assicurazione fino a 250mila euro e la sospensione della patente di guida per un periodo di 3 anni e di 3 anni e 2 mesi. Al di là dei possibili giudizi sulla sentenza e sull’entità delle pene, resta la pericolosità dell’incrocio di viale Brianza dove è avvenuto l’episodio. Noi di MbNews abbiamo più volte segnalato il problema.  LEGGI QUI La speranza è che si faccia qualcosa per sistemare la segnaletica orizzontale quasi completamente sbiadita e l’asfalto in non buone condizioni. Altrimenti, il rischio che prima o poi ci siano altri Elio è più che concreto.

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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