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Ex cotonificio Fossati Lamperti, un incendio distrugge parte del tetto

Ex cotonificio Fossati Lamperti, un incendio distrugge parte del tetto

27 Settembre 2016

Un fumo nero visibile anche a centinaia di metri di distanza. E’ la visione che ha generato paura e preoccupazione ieri sera negli abitanti del quartiere San Rocco a Monza. Tutta colpa delle fiamme che hanno distrutto il tetto di uno dei capannoni dell’ex cotonificio Fossati Lamperti. L’incendio, scoppiato in tarda serata, ha mobilitato immediatamente i Vigili del Fuoco e i Carabinieri. Grazie all’intervento di due autompompe, un’autoscala e due autobotti c’è voluta circa un’ora e mezza per domare il rogo. Per fortuna nessun ferito. Le cause dell’episodio sono ancora ignote. In corso accertamenti da parte delle forze dell’ordine.

Le indagini probabilmente si concentreranno sui senzatetto, divenuti ormai gli ‘inquilini’ dell’ex cotonificio Fossati Lamperti. Potrebbe essere stato uno di loro a scatenare involontariamente la scintilla da cui si è generato l’incendio. Al di là delle responsabilità di quanto accaduto, resta la situazione allarmante di un’area che per un secolo ha ospitato la storica filatura e tessitura monzese. L’ex cotonificio, infatti, ha occupato l’area di 84mila metri quadrati, posta accanto alla ferrovia, tra le vie Borgazzi e Toniolo, fino al 1993. Una gravissima crisi costrinse l’azienda Fossati Lamperti alla chiusura. L’anno dopo l’area venne acquistata dal Comune di Monza. Era il 1994. E da allora i capannoni non sono mai stati valorizzati come esempio di architettura industriale. Lì dove fino agli anni Sessanta si sono prodotti filati, tessuti “poveri” e camiceria a basso costo per i contadini e successivamente tessuti pregiati per tende e tappezzerie, i progetti di riqualificazione si sono sprecati. Nel corso degli anni si è parlato di un cinema multisala, un teatro, un laboratorio multimediale per i giovani, un centro benessere e abitazioni residenziali. Perfino della realizzazione di un albergo, della fermata della metropolitana 1 e di un parcheggio sotterraneo per duemila posti auto. Fino ad ora, niente di tutto questo. E, così, è la cronaca nera, di tanto in tanto, a tornare protagonista all’ ex cotonificio Fossati e Lamperti. Nel 2006 fu ritrovato perfino un cadavere.

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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