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Maltrattamenti in famiglia, due casi a Nova Milanese e Paderno Dugnano

Maltrattamenti in famiglia, due casi a Nova Milanese e Paderno Dugnano

22 Settembre 2016

Spesso la violenza si nasconde nei luoghi all’apparenza più sicuri. Quelli dove dovrebbe regnare l’amore e l’armonia. Lo dimostra il fatto che, sempre più spesso, proprio in famiglia si consumano episodi destinati, purtroppo, agli onori della cronaca. Vittime, nella maggior parte dei casi, i soggetti più deboli. Bambini, anziani, donne. Come a Desio, dove i Carabinieri della Stazione di Nova Milanese sono dovuti intervenire per salvare una 48enne dalle grinfie del suo aguzzino. Che, anche questa volta, era il suo compagno. La donna, un’italiana che già aveva subito in passato atti di violenza, è stata trovata dai militari in strada. Con il volto tumefatto e sanguinante. Era riuscita a scappare di casa. Dove l’uomo che dovrebbe amarla, un 65enne non nuovo a scatti d’ira, in preda ai fumi dell’alcool, la stava riempiendo di botte. Per motivi futili, come spesso capita in queste circostanze. L’intervento dei Carabinieri ha probabilmente salvato la vita alla donna. Trasportata al pronto soccorso dell’ospedale di Desio, le è stata riscontrata un trauma cranico e costale, con frattura nasale. La prognosi è di 20 giorni. Il suo compagno, invece, già denunciato dalla vittima, è stato arrestato e dovrà rispondere di maltrattamenti in famiglia e lesioni.

Dietro le sbarre del carcere anche un giovane di 26 anni di Paderno Dugnano. I motivi, però, sono diversi. Questa volta c’entra la droga. E la dipendenza che genera nelle persone suoi assuntori abituali. Il giovane, pur di avere i 40 necessari all’acquisto della dose, era arrivato a picchiare e minacciare di morte i genitori. Prima il padre. Poi, dopo aver abbandonato l’appartamento di famiglia alla periferia di Paderno Dugnano ed aver forzato una finestra per rientrare in casa, anche la madre. E’ a quel punto che sono dovuti intervenire i Carabinieri. Per porre fine ad una situazione ormai fuori controllo. E all’esasperazione di due genitori, che ad inizio di settembre già avevano dovuto denunciare il figlio per i comportamenti violenti ed aggressivi nei loro confronti. Comportamenti che andavano avanti da circa un anno, in un’escalation penosa e straziante. Percosse e minacce ormai erano all’ordine del giorno. Finché anche la tolleranza e l’amore di un padre e di una madre hanno raggiunto il limite della sopportazione. Ora il figlio è in carcere con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e tentata estorsione. Per i suoi genitori, si spera, un po’ di tranquillità.

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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