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Concerto Ligabue al Parco di Monza alla grande! #video #foto

Concerto Ligabue al Parco di Monza alla grande! #video #foto

25 Settembre 2016

Prima che lo spettacolo incominci, uno degli annunci più attesi. “Made in Italy”, il 20esimo album di Ligabue, sarà in vendita dal prossimo 18 novembre. I 75.000, e forse di più, assiepati sul prato della Gerascia nel Parco di Monza, non possono ancora saperlo quando alle 20.30, puntuale come un orologio svizzero, la rockstar di Correggio sale sul palco. La voglia di essere al Parco di Monza forse ce l’aveva più lui che i suoi fan. Ligabue aspettava da tanto il 24 settembre 2016. Esattamente da quel 19 settembre 2015, quando si è esibito in un oceanico concerto a Campovolo, a due passi da casa sua. Al pubblico che riempie lo spazio verde a due passi dall’autodromo lo dice lui stesso all’inizio delle quasi tre ore del “Liga Rock Park”. “Ciao a tutti, 370 giorni sono una punizione dura per un ragazzino come me” scherza Ligabue, 56 primavere sulle spalle. Poi strizza l’occhiolino al luogo che lo ospita e al pubblico che ha di fronte. “Il parco di Monza lo avete visto, è bellissimo – afferma – ma la vostra presenza qui centuplica tutta questa bellezza”. Da lì in poi poche parole e tanta musica.

Ligabue-concerto-monza-Parco-2016-by-Luca-Colnago-mb-8Ben 31 brani in scaletta. Con la stessa canzone ad aprire e chiudere l’evento. Non una qualsiasi, ma “Urlando contro il cielo”. Uno degli inni più amati di Ligabue. Che da sempre la canta a tutti i suoi concerti. E proprio a Monza ne ha voluto celebrare i 25 anni da quando uscì. Era il 1991. Ligabue pubblicava “Lambrusco coltelli rose & pop corn”, uno dei suoi album migliori. Il Parco di Monza sembra essere l’occasione più adatta per celebrare un compleanno così importante. Non a caso, durante la serata, il Liga propone ai suoi fan tutto il repertorio dei suoi brani più celebri. Ci sono alcuni pezzi forti di “Buon Compleanno Elvis” (1995), come “Quella che non sei”, i “Ragazzi sono in giro”. E naturalmente “Leggero”, il brano che il pubblico on line ha votato come quello preferito per il concerto nel capoluogo brianzolo. Naturalmente non mancano pezzi entrati nell’immaginario collettivo, da “Certe notti” a “Balliamo sul mondo”, fino a “Tra palco e realtà” e “Ho perso le parole”. Si arriva alla commozione per “Lettera a G”, canzone, quasi mai eseguita dal vivo, dedicata allo scomparso cugino Gianni. Il pubblico accompagna all’unisono tutte le parole. Ripetute chissà quante volte ed imparate a memoria meglio di una preghiera. E, in questo, sono sullo stesso piano persone di tutte le età. Persone che sono arrivate nel capoluogo brianzolo da tutta Italia. Alcuni addirittura da venerdì mattina. Ci sono i ventenni non ancora nati all’epoca dei primi album del Liga. Ma sul prato della Gerascia si vedono anche famiglie al completo. Mamma e papà, magari più vicini ai 40 che ai 30. Con tanto di bimbi piccoli al seguito. Non sembrano fuori luogo nemmeno gli over 50 presenti a questo immancabile appuntamento. In fondo hanno più o meno la stessa età del Liga, sono cresciuti insieme a lui.


Tra simpatici striscioni (“Matti da Ligare”) e l’immancabile bandiera dei Mori, simbolo della Sardegna, vista a tutti i concerti più importanti, c’è spazio per quattro brani del nuovo lavoro in uscita, “Made in Italy”. Cantati dal vivo per la prima volta in assoluto. Il primo ad essere proposto è “La vita facile”. L’autore lo presenta come uno dei pezzi di questo concept album, in cui il protagonista, una sorta di anti-eroe, riflette su quello che ha realizzato nella vita.

Il secondo brano tratto dall’album in vendita dal 18 novembre è “Ho fatto in tempo ad avere in futuro”. Anche in questo caso la riflessione è dolce-amara sulle illusioni e le delusioni che la vita contemporanea ci riserva.

Il pubblico non sembra immediatamente conquistato dalle due nuove proposte canore. Va meglio con le ultime due canzoni in scaletta dall’album “Made in Italy”. “Dottoressa”, un brano rock con un testo divertente ed orecchiabile e “G come Giungla”, già uscito come singolo e giunto ad un milione e mezzo di visualizzazione su Internet.

La prima serata al Parco di Monza riserva anche alcune rivisitazioni e momenti acustici. E’ il caso di “Piccola stella senza cielo”, che il cantante emiliano modifica parzialmente nel testo con frasi tratte da “Because the night” di Patty Smith e “Knockin’ on heaven’s door” di Bob Dylan. O di “Non è tempo per noi”. Che Ligabue, accompagnato dalla sua band di sette elementi, con in testa i fidatissimi Federico “Fede” Poggipollini e Max Cottafavi alla chitarre, propone in una versione più soft dell’originale. E, soprattutto, posizionandosi alla fine di una lunga passerella, situata proprio in mezzo al pubblico del Pit Bar Mario, i suoi fan più accaniti. Il rocker di Correggio, durante le tre ore di esibizione, fa spesso la spola tra l’imponente palco, con tanto di mega widewall alle spalle, e questa sorta di lingua che lo proietta a stretto contatto con i suoi fan. E si vede che il primo ad essere contento di questo è proprio Ligabue. Che non perde occasione di stringere mani, battere il cinque. Continua a farlo anche alla fine del concerto, dopo aver salutato tutti. Si vede che la voglia di stare tra il pubblico che lo ama è tanta. Per questo Ligabue avrà anche stasera per soddisfare la sua sete di affetto. E, per i fan che non saranno ancora paghi e per tutti quelli che a Monza non sono potuti venire, c’è un’ulteriore possibilità di gustarsi il rocker emiliano. Il 23 novembre nasce FoxLive, che arricchisce l’offerta Fox in esclusiva su Sky. Il primo appuntamento sarà dedicato proprio a Ligabue. Andranno in onda la registrazione dei concerti di Liga Rock Park di Monza e il docufilm sulla creazione di “Made in Italy”. L’eco della musica non finisce mai.

Foto redazione e Luca Colnago

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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