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Caccia nel Parco del Molgora: la lettera di una cittadina indignata

Caccia nel Parco del Molgora: la lettera di una cittadina indignata

22 Settembre 2016

Domenica 19 settembre è ripartita la stagione venatoria e le doppiette hanno ricominciato a sparare, anche nell’area del parco del Molgora a Vimercate.

Per chi abita vicino alle zone verdi dove è possibile sparare, le mattine sono scandite da continui spari: come per gli abitanti di via Pergolesi nel quartiere San Maurizio di Vimercate: gli ultimi palazzi si affacciano proprio sui confini del parco del Molgora, dove inizia il sentiero pedonale frequentato spesso da chi vuole fare un po’ di sport o una passeggiata. Ma da settembre fino a gennaio, durante il periodo di caccia, sono poche le pesone che lo frequentano. Fra questi anche una nostra lettrice che ha voluto scrivere una lettera per raccontarci ciò che succede ogni giorno durante il periodo di caccia e per chiedere alle istituzioni di tutelare una delle poche aree verdi rimaste in città:

“Ore 06:00, un forte temporale si sta abbattendo sul Parco Molgora. Le sue oltre 50 specie di uccelli che vi nidificano si stanno proteggendo tra gli alberi dalla pioggia incessante. Attenderanno la prima luce del giorno per svegliarsi e potersi scrollare via l’acqua. Saranno pronti per riacquistare le energie perse durante la notte e affrontare una nuova giornata. Ore 06:30, iniziano ad udirsi ripetuti spari, sono i cacciatori che sfruttano i primi momenti dell’alba per cogliere gli uccelli nel loro momento di massimo intorpidimento, e colpirli con i loro fucili carichi di munizioni.

Il Parco Molgora con sede a Vimercate, è un cosiddetto PLIS, ovvero Parco Locale di Interesse Sovracomunale, una tipologia di area protetta che, come afferma lo stesso Ente, nasce con l’intento di salvaguardare flora e fauna fortemente minacciate dalle attività antropiche che lasciano ormai limitati spazi alle specie per sopravvivere e riprodursi. Con i suoi circa 993 ettari, i comuni compresi dal Parco sono molti e i numerosi sentieri percorribili offrono la possibilità di immergersi nella natura. Il Parco si propone di valorizzarne la natura attraverso progetti, ricerche e attività educative per bambini, ragazzi e adulti. L’educazione alla conservazione è fondamentale e imprescindibile al giorno d’oggi, considerando la salute precaria del nostro pianeta. Sono numerose le scolaresche che visitano il Parco e ne possono apprezzare piante ed animali, portando a casa con sé un ricco bagaglio di valori che li porterà ad avere a cuore l’ambiente naturale che li circonda.

Le specie animali che abitano il Parco Molgora risentono della forte pressione antropica che li confina a piccole aree stanziate tra i campi, i cosiddetti corridoi ecologici, aree verdi che dovrebbero consentire loro di vivere quantomeno indisturbati. Purtroppo però questi corridoi non sono immuni da inquinamento e attività venatoria che ogni anno si abbatte su molte di queste piccole aree del Parco per parecchi mesi dal 21 settembre al 31 gennaio. I dati forniti dal Parco riguardo alle specie di uccelli riporta come la loro presenza si stia progressivamente rarefacendo; perciò ci si domanda: come è possibile che la caccia sia ammessa in un’area dove l’obiettivo ultimo è la conservazione? Conservazione e caccia non lavorano all’unisono, tuttavia l’attività venatoria rimane solida all’interno dei confini del Parco. Un elemento positivo è stato l’istituzione di un’oasi di protezione dalla caccia da 20 ettari denominata Vasca Volano di Agrate in cui l’avifauna può prosperare indisturbata. Questo tuttavia non è sufficiente. La tutela va estesa a tutta la superficie del Parco in modo che le specie in regressione possano ripopolare il piccolo ambiente naturale che gli spetta di diritto e che l’uomo gli sta sottraendo.

Ogni anno durante la stagione della caccia le attività di divulgazione e le uscite scolastiche vengono limitate per paura di incorrere in qualche pericolo derivante dal libero utilizzo di fucili. L’utilizzo di munizioni all’interno di aree percorse da scolaresche, persone che passeggiano e corrono non rendono sicure queste zone. La garanzia di non incorrere in pericoli legati alla caccia e di essere circondati dai soli suoni della natura deve essere un diritto per ogni cittadino.

Caccia non significa conservazione, non significa sport. Per definizione lo sport è un’attività individuale o collettiva a fini ricreativi che apporta benefici salutari senza danneggiare altri. Come si può trarre beneficio dal sottrarre vite? E quale beneficio riceve la specie danneggiata? Nessuno, solo un calo demografico che porta l’avifauna a ridursi sempre di più.

Aree verdi come il Parco Molgora non devono lasciare spazio ad attività eticamente inaccettabili che di carattere conservazionistico e benefico hanno ben poco. Dobbiamo dare libero accesso a progetti il cui unico scopo è la salvaguardia della fauna imponendo divieti di caccia, non dobbiamo permettere che attività legate al puro interesse economico danneggino ancor più le ormai poche specie che circondano le nostre case.

Vogliamo che il nostro obiettivo sia la tutela di flora e fauna, sia l’educazione della presente e delle future generazioni al rispetto della natura; non dobbiamo allora lasciare più spazio alla caccia nel Parco Molgora.”

Lettera firmata.

 

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Lorenzo Giglio
Classe 1981, giornalista pubblicista, ho sempre cercato la verità bella o brutta che sia in tutto ciò che mi circonda. Amante dell'arte, della fotografia e soprattutto del rock, non mi tiro mai indietro se devo guardare una bella partita di calcio. Non mi piacciono gli schemi prestabiliti e trovo troppo strette le appartenenze di partito, anche perchè come dicevano i Queen: "Anyway the wind blows doesn't really matter to me".


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