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A 81 anni premiato per la fedeltà al Calcio Monza. "Presidente ci riporti in C"

A 81 anni premiato per la fedeltà al Calcio Monza. “Presidente ci riporti in C”

29 Settembre 2016

Una maglia del Monza di calcio personalizzata per il suo 81esimo compleanno. Giancarlo Capitanio, monzese trapiantato a Concorezzo dal 1970, l’ha ricevuta in regalo dalla società biancorossa per la collezione di abbonamenti al “1912” mostrata con fierezza al centro sportivo di via Ragazzi del ’99, praticamente la sua seconda casa.

Il signor Giancarlo, come ogni estate da molti anni a questa parte, ha sottoscritto l’abbonamento al campionato di quella che per blasone è la principale squadra di pallone della provincia. Nonostante il peggior risultato sportivo della sua storia, il decimo posto in Serie D, nonno Capitanio si è presentato al “Monzello” con tanto di collezione da applausi (e da cori se i tifosi più giovani avessero visto la prova della fedeltà ai colori biancorossi). Negli uffici del centro d’allenamento del club presieduto da Nicola Colombo si sono segnati la data del suo compleanno, il 26 settembre, e ieri gli hanno fatto trovare una sorpresa: una maglia personalizzata, appunto, col numero degli anni compiuti, quasi tutti trascorsi a tifare Monza, o allo stadio o da lontano, sperando sempre in una vittoria, sperando sempre un giorno di vederlo in Serie A.

Ma quanti abbonamenti ha il signor Giancarlo? “Non li ho contati. Sono qualche decina. Nel mucchio ci sono anche quelli al campionato Primavera e un paio di mia moglie. Pure i miei figli gemelli Mauro e Massimiliano sono stati abbonati per alcuni anni. Una volta andavo in curva, ma da qualche anno acquisto la tessera della tribuna”.

Da quanto tempo è tifoso del Monza? “Da quando ero bambino, coinvolto dagli amici. La prima volta che l’ho visto giocare era in Serie C. Però da ragazzo non riuscivo ad andare alle partite perché io stesso giocavo a calcio, prima alla Sanrocchese, poi a La Dominante e infine all’Albavilla”.

calcio-monza-club-concorezzo-pisaE una volta attaccati gli scarpini al chiodo è scoppiata la passione che l’ha portato ad abbonarsi e a seguire il Monza anche in trasferta (nella foto qui sopra è il sesto da sinistra del Monza Club Concorezzo in Piazza dei Miracoli a Pisa negli anni ’70). Ne ha fatte tante? “Un macèl – risponde in dialetto – La più lontana è stata a Pescara coi miei figli nel 1990 per lo spareggio per rimanere in Serie B, perso col Messina. L’ultima è stata la scorsa stagione a Sesto San Giovanni per il derby con la Pro Sesto”.

Qual è il Monza più bello che ha visto? “Quelli della prima metà degli anni ’50, dove giocavano Dazzi, Soldani, Zanello, Corti e Pistorello”.

E quello della seconda metà degli anni ’70 che sfiorava ripetutamente la Serie A? “Ah, se nel 1979 Silva non avesse sbagliato il rigore! Purtroppo l’amarezza è stata tanta e di quel periodo non ho un ricordo piacevole così come della retrocessione in Serie C1 del 1990”.

Che ha visto assieme ai figli… A proposito, loro come tanti ragazzi dell’ultimo quarto di secolo hanno smesso di venire allo stadio. Cosa ritiene si debba fare perché i monzesi ritornino al Brianteo? “Bisogna vincere”.

Se fosse il presidente del Monza, che iniziative attuerebbe per strappare gli appassionati di calcio dal “Giuseppe Meazza” di Milano e dalle pay-tv? “C’è una cosa sola da fare: bisogna vincere”.

Sogna ancora di vedere il Monza in Serie A od ormai si accontenterebbe di vederlo in un’altra categoria? “I miei amici quando mi incontrano mi prendono in giro dicendomi: ‘Ma vai ancora a vedere il Monza? Non provi vergogna??’. Effettivamente a vedere il Monza giocare con le squadre con cui gioca in Serie D c’è veramente da vergognarsi. Per cui non sogno più la Serie A, ma spero di rivederlo almeno in Serie C”.

Per concludere, c’è qualcosa che vuole mandare a dire al presidente Colombo? “Lo voglio ringraziare per aver salvato un anno fa la storia del Monza, acquistando i trofei del Monza fallito e il titolo sportivo di Serie D. Per il futuro non pretendo chissà che…”.

Beh, che dire? Un esempio di passione, saggezza e umiltà tutta brianzola…

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Camillo Chiarino
Monzese da sempre, ma frequento assiduamente la Brianza perché amo la quiete e la natura. In particolare adoro la Valsesia, la terra dei miei antenati paterni. Giornalista professionista "tuttologo", mi piace scrivere in particolare di politica e sport. Sono tifoso di tutte le squadre cittadine di qualsiasi disciplina e seguo da vicino le partite del Monza 1912, della Vero Volley Monza e della Saugella Monza. A proposito di pallavolo, l’ho praticata per 17 anni in società della zona, ma quando capita non mi tiro indietro a giocare a nulla, soprattutto se l’invito arriva da una esponente del gentil sesso… Mi piace molto navigare in internet, visitare mostre e monumenti e assistere a concerti, in particolare di musica folk e celtica.


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