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Vincenzo Iacopino, dal paradiso all'inferno e ritorno

Vincenzo Iacopino, dal paradiso all’inferno e ritorno

26 Agosto 2016

“I miei primi 40 anni”: potrebbe intitolarsi così questa intervista a Vincenzo Iacopino, ex calciatore di Serie A con la Sampdoria e di Serie C1 col Monza, ora direttore generale del club brianzolo. “Iaco”, da quasi 10 anni trapiantato in Brianza, ha infatti superato la soglia degli “anta” lo scorso 9 agosto.

È nato a Ventimiglia, ma il suo cognome tradisce altre origini…
“Sono figlio di un calabrese e di una francese e pertanto ho la doppia nazionalità. Da ragazzo dovetti scegliere per quale Paese eventualmente svolgere il servizio militare. Scelsi l’Italia, per la quale del resto avevo già indossato le maglie delle Nazionali Under 16, Under 18 e Under 19. Comunque parlo la lingua transalpina quasi meglio di quella italiana, avendo frequentato le elementari in una scuola francese”.

calcio-monza-hellas-iacopinoIl calcio è stato il primo amore?
“Ho iniziato a giocare all’età di 6 anni nel Ventimiglia ma fino ai 9 anni, quando ho dovuto fare una scelta, ballavo anche il boogie-woogie e il rock and roll. Volevo fare il portiere però il mio primo allenatore mi cambiò subito ruolo perché non ero portato a parare. La mia carriera da centrocampista e la mia vita ebbero una svolta a 14 anni, quando fui adocchiato dall’allenatore dei Giovanissimi della Sampdoria. Il trasferimento nella società genovese significò lasciare la famiglia per andare a vivere in un convitto: un’esperienza che mi fece maturare in fretta. Il 26 novembre 1995 debuttai in prima squadra contro l’Udinese grazie all’allenatore svedese Sven-Göran Eriksson: fu un’emozione enorme. Ho avuto la fortuna di giocare con grandi campioni come Roberto Mancini, Juan Sebastián Verón, Vincenzo Montella… Una volta i calciatori erano di un altro livello anche come personalità. Si prendevano meno sul serio di adesso. Ricordo che Gianluca Vialli arrivava al campo con un papillon che s’illuminava schiacciando un bottoncino. Faceva sorridere tutti e disperare i giornalisti che lo inseguivano per intervistarlo. Una volta si fece beffe di loro nascondendosi nel cestone delle maglie sporche…”.

calcio-monza-verona-iacopinoÈ rimasto di proprietà della Sampdoria fino al 2006 ma in quelle 11 stagioni ha giocato anche in Serie B con l’Hellas Verona, l’Empoli, il Catania e l’Albinoleffe e in Serie C1 con la Lucchese…
“Credo di essere stato prestato per così tanti anni perché la famiglia Mantovani, proprietaria della società blucerchiata, mi aveva preso a cuore. Io avrei preferito essere venduto perché la mia carriera è stata frenata, però quella con la Sampdoria è stata comunque un’esperienza bellissima, arricchente sotto ogni punto di vista. Ricordo con soddisfazione in particolare il mio primo gol, segnato all’Atalanta al ‘Luigi Ferraris’, e la rete della vittoria per 4-3 realizzata a Cagliari all’89’, un minuto dopo essere entrato in campo al posto di Montella (nel finale venne pure espulso, ndr). E poi è per me stata ‘tanta roba’ la serata in cui giocai al ‘Santiago Bernabeu’ contro il Real Madrid, seppur in una partita amichevole (era il 29 dicembre 1996 e le “merengues” di Santiago Cañizares, Roberto Carlos, Clarence Seedorf e Fernando Redondo, per citare solo alcuni degli assi del leggendario club spagnolo, vinsero per 1-0 con un gol di Davor Šuker, ndr)”.

Delle altre piazze dove ha giocato prima di trasferirsi al Monza quale ricorda con piacere?
“Beh, a Empoli sono stato benissimo e ho trovato moglie. Ma anche le altre esperienze mi hanno arricchito dal punto di vista umano”.

iacopino-calcio-monza-monzello-mbLa stagione 2006/07 era già iniziata quando il presidente del Monza, Giambattista Begnini, ingaggiò lo svincolato Iacopino…
“Già, era ottobre quando firmai il contratto. Scelsi il Monza anziché la Reggiana. L’approccio all’ambiente biancorosso fu brutto perché mi venne una colica renale che mi bloccò per diverse settimane. Però nel giro di breve tempo raggiunsi risultati importanti, anche se la delusione della finale play-off promozione persa a Pisa fu cocente. Penso che quell’anno la Serie B la lasciammo sì a Pisa, ma nella gara di ritorno della stagione regolare, quando fummo raggiunti beffardamente”.

Nel 2009 diventò capitano e nel 2012 finì di fatto l’esperienza in biancorosso con 40 gol in 156 partite, terzo marcatore di tutti i tempi del Monza…
“Avevo fatto il capitano solo a livello giovanile. Però di fatto il capitano non è chi indossa la fascia, ma chi con atteggiamenti ed esempi per i compagni mostra di avere le caratteristiche di leader del gruppo. Riguardo ai gol mi ha fatto piacere salire sul podio storico della squadra brianzola, anche perché non essendo un attaccante il mio è stato davvero un bel bottino di reti. Ma io ero gratificato anche dagli assist che facevo”.

iacopino-calcio-monza-stadio-brianteo-mb2012: scoppia un nuovo scandalo legato alle scommesse nel calcio e Iacopino viene coinvolto a causa delle dichiarazioni rese alla Procura federale dal giocatore della Cremonese, Carlo Gervasoni. In primo e in secondo grado il capitano biancorosso viene condannato a 3 anni e 6 mesi di squalifica e solo il Tnas del Coni il 29 gennaio 2013 gli riduce la squalifica a 1 anno. Ma nel frattempo il Monza gli ha fatto causa di lavoro mettendolo fuori rosa…
“È stato il periodo più nero della mia vita. I dirigenti mi chiamarono dal campo di allenamento del centro sportivo Monzello per dirmi che il mio nome compariva tra gli accusati di Gervasoni pubblicati su La Gazzetta dello Sport. Rimasi incredulo e spaventato. A rendere più difficile l’uscita dal guaio il fatto che la società di allora non mi aiutò per niente. Era difficile dimostrare la mia innocenza sul nulla. Solo al terzo grado di giudizio fu riconosciuta la mia estraneità all’illecito ma venni condannato per slealtà sportiva perché secondo i giudici federali da capitano avrei dovuto accorgermi di quello che era successo! Difatti il mio compagno di squadra Andrea Alberti, che era nella mia stessa condizione, fu prosciolto… Intanto il Monza mi aveva fatto causa di lavoro, non pagandomi e non permettendomi di allenarmi e giocare. La causa la vinsi, ma intanto la stagione era finita”.

iacopino-calcio-monza-mbIl 9 febbraio 2015 la Procura di Cremona termina le indagini giudiziarie e formula per lui e altri indagati le accuse di associazione a delinquere e frode sportiva. Lo scorso inverno nel processo “Last bet” gli è però stata riconosciuta la completa estraneità ai fatti contestatigli e si è proceduto all’archiviazione della sua posizione. Si è dunque chiuso un incubo durato quasi 4 anni…
“Mi è stata restituita la dignità, mi è stato tolto un peso enorme. Ringrazio gli avvocati che mi hanno assistito. Sono stati anni difficili. Posso dire che mia moglie e i miei bambini mi hanno salvato dalla depressione. A un certo punto volevo ricorrere alla Corte europea dei diritti dell’uomo, ma ormai ero disgustato e avvilito a tal punto che non credo sarei riuscito a trovare gli stimoli per riuscire a giocare ancora a certi livelli. L’unico aspetto positivo della vicenda è stato scoprire chi mi era davvero vicino. Finita la squalifica ingiusta ho notato che quelli del mondo del calcio erano spariti quasi tutti…”.

Nel febbraio 2014 gli telefona però Salvo Zangari, ex socio di minoranza del Monza e in quel momento presidente della Pro Sesto. Gli propone di riprendere dalla Serie D e “Iaco” accetta…
“Mi ha chiesto di dare una mano più che in campo nello spogliatoio. Lo ringrazio perché mi ha dato la possibilità di levarmi le scorie dell’ambiente del calcio”.

Difatti è entrato anche a far parte della Palestra del Calcio, la scuola calcio di Paderno Dugnano che annovera nel suo team pure gli ex giocatori biancorossi Cristian Zenoni, Davide Cattaneo e Roberto Colacone, quest’ultimo attualmente coordinatore tecnico del settore giovanile del Monza…
“È un progetto che mi appassiona perché si migliora il fisico e la tecnica dei ragazzi con l’utilizzo di nuove tecnologie”.

calcio-monza-iacopino-mbLo scorso marzo il nuovo Monza di Nicola Colombo gli ha proposto di diventare team manager…
“Mi è stato chiesto di dare una mano a livello di spogliatoio. Ho accettato subito l’offerta perché mi dava la possibilità di rientrare dalla porta principale in una società che mi aveva dato tutto e poi tolto tutto. Sono entrato subito in empatia con gli altri dirigenti e ho aiutato la società a risolvere alcuni problemi con molta umiltà, cercando di portare serenità ed equilibrio. La salvezza della scorsa stagione a un certo punto non era così scontata…”.

Ha lavorato così bene che è stato promosso a direttore generale…
“Il presidente ha pensato di darmi questa fantastica opportunità. Con grande entusiasmo cercherò di far sviluppare, far crescere il nuovo Monza. Il presidente è ambizioso, ha tanta voglia di fare bene. In società c’è grande serenità e fiducia reciproca, che è una buona base di partenza”.

Quali interventi organizzativi sta mettendo in atto?
“Sono stati inseriti nell’organigramma Colacone e altre figure perché vogliamo far crescere il settore giovanile. Ci vorrà tempo ma è troppo importante. Il vivaio dovrà sfornare ragazzi per la prima squadra già nei prossimi anni. Anche perché è desiderio del presidente di avere una squadra composta da giocatori del territorio. Per quanto riguarda la prima squadra, è stato scelto un allenatore, Marco Zaffaroni, che possa non solo costruire una squadra da promozione ma dare continuità al progetto. I giocatori sono stati scelti meticolosamente dal direttore sportivo Filippo Antonelli Agomeri e dall’allenatore perché è necessario riportare entusiasmo a una piazza che si merita di più della Serie D. Se sono stati confermati solo tre giocatori della passata stagione significa che qualcosa non ha funzionato. Quest’anno dovremo disputare un campionato da protagonisti. Anche se a parlare saranno i risultati…”.

Cosa le piacerebbe introdurre al “Monzello”?
“Allargare gli orizzonti… Far girare il nome del Monza nel mondo attraverso scambi sportivi e culturali con realtà di altre nazioni. Più conoscenza significa miglioramento: l’obiettivo dovrà essere quello di prendere il meglio di quello che c’è in giro nel mondo a livello di modelli organizzativi. Vorrei introdurre una metodologia d’allenamento in tutte le squadre giovanili, vorrei che la Juniores (si spera la Berretti o la Primavera) giocasse nello stesso modo della prima squadra, vorrei ampliare la rete di scouting”.

Tornando al presente, dopo l’acquisto di ieri del portiere Aaron Confortini, 18 anni, prelevato dalla Primavera del Novara, arriverà qualche altro rinforzo?
“Siamo contenti della squadra allestita, ma stiamo cercando ancora qualcosa, soprattutto per il centrocampo (il mercato con le società professionistiche chiuderà mercoledì prossimo mentre quello coi club dilettantistici il 16 settembre, ndr)”.

È dispiaciuto che in campionato non ci saranno i derby con la Folgore Caratese e con la Pro Sesto?
“I derby sono sempre belli, ma quello che conta è vincere qualunque sia la squadra di fronte”.

Chi vede come favorite oltre al Monza?
“Ci sono squadre forti, ben costruite, con giovani importanti già pronti per la Serie D. Le migliori mi sembrano la Virtus Bergamo e il Seregno”.

Se martedì prossimo la Paganese si vedesse respingere il ricorso dal Tar del Lazio e il presidente della Federcalcio, Carlo Tavecchio, riaprisse i termini per il ripescaggio in Divisione Unica di Lega Pro, il Monza ci sarebbe?
“Anche se la nostra domanda dichiarata inammissibile qualche settimana fa era perfetta non abbiamo voluto presentare ricorso perché stavamo perdendo di vista l’obiettivo prioritario della costruzione di una squadra di vertice per la Serie D. Vedremo martedì cosa succederà e se sarà il caso valuteremo il da farsi”.

Passando al settore giovanile, come mai avete improvvisamente scambiato gli allenatori degli Allievi, affidando gli A al nuovo arrivato Matteo Orlandini e i B all’ex idolo della tifoseria Paolo Monelli? Quest’ultimo vi ha attaccato su Facebook e si è dimesso…
“Abbiamo ricevuto un comunicato che escludeva il Monza, a differenza dell’anno scorso dove era stata ottenuta una deroga per alcune squadre, da tutti i campionati giovanili per società professionistiche. A questo punto solo la Juniores e gli Allievi A disputeranno campionati regionali, per cui abbiamo dovuto riorganizzare tutto in altra maniera, mettendo i tecnici nei posti che ritenevamo giusti. Abbiamo il massimo rispetto per l’operato di Monelli, ma Orlandini, che è anche il capo scouting della società, è una figura sulla quale puntiamo molto. Dato che Monelli se ne è andato provvederemo nei prossimi giorni a sostituirlo”.

Sta consigliando il presidente anche sui progetti di riqualificazione del Monzello e del Brianteo da attuare in caso di aggiudicazione del bando di gara comunale per la loro gestione?
“Bisogna trovare il modo per sfruttare tutto al meglio…”.

È da quasi 10 anni in Brianza: perché è rimasto a vivere a Monza nonostante la bufera del calcioscommesse? Per portare avanti con sua moglie il negozio di calzature per bambini in centro città?
“Credo di aver preso la decisione definitiva di rimanere qui in occasione delle celebrazioni per il centenario del Monza (avvenute con un anno di ritardo nel 2013, ndr). Io sono stato protagonista di un pezzo di storia di questa società e non mi sembrava giusto restarne fuori. Così, nonostante fossi temporaneamente a Ventimiglia, presi l’auto e mi presentai al Teatro Manzoni tra lo stupore della dirigenza biancorossa, che non si aspettava di vedermi dopo la battaglia legale combattuta mio malgrado anche contro di loro. Sono entrato nel teatro a testa alta, a difendere la mia dignità di uomo. Comunque a Monza ormai ho molti amici e io e mia moglie ci siamo innamorati della città e del suo meraviglioso parco. Manca solo il mare per essere il luogo perfetto dove vivere”.

Iacopino sarà presente domani alle ore 17.30 allo stadio XXV Aprile di Carate Brianza dove il Monza affronterà in gara secca la Folgore Caratese nel secondo e ultimo turno preliminare di Coppa Italia di Serie D (entrambe le compagini hanno evitato di diritto il primo turno). Chi vincerà accederà ai trentaduesimi di finale. Il primo match ufficiale della stagione doveva essere giocato dopodomani alle 16 allo stadio Brianteo, ma il club di via Ragazzi del ’99 ha dovuto chiedere l’inversione di campo a causa dei lavori in corso all’impianto cittadino necessari per poter ospitare la tradizionale partita di beneficenza della Nazionale Piloti nella settimana che precede il Gran premio di Formula 1 di automobilismo. Tra le fila biancorosse mancheranno lo squalificato Palazzo, gli infortunati Riva e Calviello nonché Roveda, alle prese con una tonsillite. Curiosamente anche tra i locali sarà assente un giocatore per tonsillite (Cigliano), uno per squalifica (Catinali), ma solo uno infortunato (Colonna), mentre non potrà giocare Neto perché ancora in attesa di tesseramento.

Nelle ultime due amichevoli il Monza ha ottenuto ulteriori due successi. Sabato 20 ha vinto 2-0 in trasferta a Granozzo con Monticello contro la Primavera del Novara (reti di Palazzo e D’Errico), mentre domenica scorsa ha superato per 3-1 al Monzello il Trezzano, formazione di Eccellenza (gol di Ferrario e Palazzo inframmezzati da un’autorete).

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Camillo Chiarino
Monzese da sempre, ma frequento assiduamente la Brianza perché amo la quiete e la natura. In particolare adoro la Valsesia, la terra dei miei antenati paterni. Giornalista professionista "tuttologo", mi piace scrivere in particolare di politica e sport. Sono tifoso di tutte le squadre cittadine di qualsiasi disciplina e seguo da vicino le partite del Monza 1912, della Vero Volley Monza e della Saugella Monza. A proposito di pallavolo, l’ho praticata per 17 anni in società della zona, ma quando capita non mi tiro indietro a giocare a nulla, soprattutto se l’invito arriva da una esponente del gentil sesso… Mi piace molto navigare in internet, visitare mostre e monumenti e assistere a concerti, in particolare di musica folk e celtica.


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