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Seveso, SevesoViva e Lega Nord contro il sottopasso (da 19 mln)

Seveso, SevesoViva e Lega Nord contro il sottopasso (da 19 mln)

1 Agosto 2016

Il sindaco di Seveso, Paolo Butti, porta avanti il progetto del sottopassaggio sud, al confine con Cesano, come unica alternativa possibile alle code ai passaggi a livello, ma l’opposizione non ci sta: dopo SevesoViva, che sosteneva l’interramento dell’intera linea ferroviaria, anche la sezione della Lega Nord locale espone dubbi e perplessità. Anche perché, in parallelo, si sta portando avanti il progetto di una strada, la tangenziale nord di Cesano Maderno già inserita nel Pgt e nel piano del traffico, che dovrebbe collegare il traffico di Pedemontana con la zona delle Groane di Cesano.

«Ai sevesini, ingannati con il miraggio di un sottopasso ferroviario, è in realtà garantito nuovo traffico di attraversamento di provenienza autostradale – sostengono i portavoce leghisti -, maggiori code ai passaggi a livello, diminuzione del valore delle case, intasamento delle vie cittadine e blocco di qualsiasi progetto di rilancio della città. Per realizzare l’opera – avvertono – il sindaco è disposto a sacrificare il territorio di Seveso». «Già dal nome e dall’imbarazzo di Butti nel pronunciarlo si capisce che non è un’opera per Seveso – commenta Daniele Tagliabue, di SevesoViva, a proposito della nuova tangenziale. E accusa -: Non uno in commissione sapeva dire un numero che esprimesse il beneficio per Seveso di un’opera da 30 milioni di euro fatta a Cesano. Ponti a Cesano 10 anni fa ha diviso in due la città con un enorme sottopasso a nord, bloccato il quale la città è ferma. Per limitare questo danno ormai fatto ha bisogno di almeno una alternativa. Butti e il Pd gliela stanno regalando a scapito di un vero investimento per risolvere i problemi di Seveso».

Secondo Tagliabue anche il sottopassaggio sud rischia di essere inutile, se non dannoso: costerà oltre 19 milioni di euro e non verrà terminato prima della fine del 2020. E per il traffico? «L’opera ha senso solo per i flussi verso Pedemontana, se mai la faranno, da cui dipende anche per il finanziamento – spiega Tagliabue -. Ma con Pedemontana, che metterà a pagamento superstrada, saranno in pochi che sceglieranno di pagare per entrare a Cesano al posto di entrare gratis a Bovisio: e quindi saranno in pochi a usare il sottopasso sud ed il suo costosissimo impianto di strade e rotonde. E l’opera non ha senso neppure per i flussi di traffico locali – continua – in quanto aumenta i percorsi medi di circa 2 km, una distanza per coprire la quale ci si impiega quanto si attende mediamente ad un passaggio a livello, secondo i dati pubblicati mensilmente da Ferrovienord». Tagliabue, inoltre, elenca il danno alle attività commerciali (di tutti i parcheggi su via Cadore e via Don Sturzo ne resteranno solo 6) e all’ambiente: verranno coperti 12mila mq di territorio non ancora cementato. «Il danno più grande di questa opera, tuttavia, non è la sua inutilità ma il fatto che lascerà la città più divisa e povera di oggi – conclude Tagliabue -: forse tra 5/6 anni, se mai faranno questa chimera, avremo un inutile sottopasso che sbocca sotto una telecamera di Pedemontana che ci farà pagare un pedaggio. Di sicuro avremo una città divisa in due, con ancora 6 passaggi a livello sempre più chiusi e altri 40/50 milioni da trovare per fare altri sottopassi che nessuno ha idea di dove mettere. Per una proposta di spesa più idiota di questa solo Maroni poteva tirar fuori una parte dei soldi».

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Giulia Santambrogio
Inseguo le storie sin da quando ero bambina: per farmele raccontare, per leggerle, e, ovviamente, per scriverle. Su MBNews, però, mi occupo di fatti.


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