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Piste ciclabili a Monza tra buche, erba alta e rifiuti! Guarda le #foto

Piste ciclabili a Monza tra buche, erba alta e rifiuti! Guarda le #foto

29 Agosto 2016

ciclabile-villoresi-mbL’estate sta finendo, come cantavano i Righeira in un loro famoso singolo del 1985. Ma il sole e le alte temperature non ci hanno ancora abbandonato. E, così, tra una gita fuori porta al mare o in montagna e una puntata al lago, c’è chi decide di rilassarsi in città con un bel giro in bicicletta. O almeno ci prova. Perché se parliamo di Monza, di strade dedicate completamente alle due ruote non ce ne sono tante. E, alcune, presentano anche diversi ostacoli a cui stare attenti. Buche, spazi stretti, erba alta e rifiuti fanno capolino con una certa assiduità sulle piste ciclabili del capoluogo brianzolo. A partire da una delle più frequentate, quella che costeggia il canale Villoresi. Per scoprirlo è bastato fare un giro a Monza, naturalmente a bordo di una bicicletta, in un soleggiato sabato mattina di fine Agosto. Da San Rocco al Parco, passando per Triante e il centro, non mancano le situazioni da segnalare.

Il nostro mini tour comincia da San Rocco. Imbocchiamo via Toniolo da via Borgazzi e già incontriamo le prime complicazioni. Il marciapiedi è solo sul lato sinistro. Siamo in discesa, c’è poco spazio e viene utilizzato anche dai pedoni e dalle biciclette provenienti dall’altro senso di marcia. Per proteggere dai veicoli che sfrecciano a pochi centimetri, c’è una cancellata abbastanza alta, proprio nel tratto in curva. Purtroppo, però, in molti punti il ferro è vistosamente storto e una parte è del tutto assente. Superati indenni questi ostacoli, procediamo lungo la ciclabile Villoresi. Percorriamo tutto il pezzo che ci porta fino a via Buonarroti. Incontriamo tante persone in bicicletta. Ci sono intere famiglie, padri con figli, ma anche anziani. Non mancano gli amatori in tenuta tecnica. Un bello spettacolo umano nella sua diversità sociale. Se non fosse che tutti, comunque, devono attraversare passaggi stradali senza chiamata semaforica. Per non parlare dell’erba che, a dir poco invadente in alcuni punti, rende ancora più esiguo lo spazio a disposizione. Lungo la strada, poi, ogni tanto si aprono dei crateri di diversa grandezza. Pericoli da non sottovalutare. Soprattutto se si ha una certa età e l’illuminazione è scarsa.

Decidiamo di tornare indietro e percorrere un altro tratto della ciclabile Villoresi. Quello che passa, tra l’altro, per via Marsala, via Solferino epista-ciclabile-san-rocco-mb via Cavallotti, raggiunge Triante e tocca anche la zona del Rondò dei Pini. Qui la situazione sembra essere migliore. Almeno nella prima parte. Gli attraversamenti stradali sono in sicurezza, l’erba non invade la carreggiata. All’altezza di via Cavallotti incontriamo anche un simpatico ciclista. Uno di quelli che si tiene in movimento, con la bici, ma anche di corsa. La sua opinione sulle piste ciclabili a Monza non è delle migliori. “Ci vorrebbero più chilometri dedicati ai bikers – afferma Fabio Crippa – d’altro canto in città, a partire dal Dopoguerra in poi, si è pensato solo a costruire e oggi si dovrebbero abbattere gli edifici per fare spazio alle biciclette. Troppo complicato. Così si preferisce tirare una semplice riga sulla strada per dire che quella è una pista ciclabile”. D’altro canto, però, il capoluogo della Brianza non è messo peggio di altre realtà cittadine. “In altre zone d’Italia stanno decisamente peggio – continua – da noi alcuni tratti ciclabili sono davvero belli, anche se ovunque c’è da stare attenti ai pedoni e a chi fa jogging”.


In pieno quartiere Triante, poco prima di arrivare su viale Lombardia e proseguire per il Rondò dei Pini, improvvisamente lo scegabriele-mbnario della ciclabile Villoresi peggiora nettamente
. Un lungo tratto presenta delle vistose buche che dimezzano la già ridotta carreggiata. Si torna a fare i conti anche con l’erba poco curata. In qualche modo, con uno slalom tra altri ciclisti e i podisti, arriviamo al Rondò dei Pini. Imbocchiamo il lungo viale Cesare Battisti. Quindi arriviamo davanti alla Villa Reale. L’intenzione è di dirigerci verso il centro di Monza, dove concluderemo il nostro giro. Prima, però, dobbiamo affrontare un’altra difficoltà. Su viale Regina Margherita la ciclabile è solo sulla destra. Molti, però, la percorrono sulla sinistra, anche perché lì c’è il sottopasso. Tra questi anche Gabriele, che è in bici con sua moglie e i due figli. “Purtroppo la ciclabile è solo dall’altro lato – spiega – ma stranamente il sottopassaggio è di qua, dove, tra l’altro di notte è molto buio e c’è da stare attenti anche agli avvallamenti della strada, provocati dalle radici degli alberi”. Qualche elemento positivo, comunque, sembra esserci. “C’è sicuramente chi è messo peggio di noi – afferma Gabriele – e, poi, a Monza la condizione delle ciclabili è decisamente migliore di quella delle strade per le automobili”. Verrebbe da dire, magre consolazioni.

 

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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