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Via Bergamo, mala movida? Monza si "spacca" sulla chiusura a mezzanotte

Via Bergamo, mala movida? Monza si “spacca” sulla chiusura a mezzanotte

1 Agosto 2016

Abbassare le saracinesche sulla movida monzese a mezzanotte. Questa la richiesta del “Comitato No Degrado e Malamovida” avanzata in una lettera al primo cittadino, Roberto Scanagatti. La città si spacca sui fronti del no e del si. Residenti esasperati, da una parte, negozianti e esponenti politici bipartisan, dall’altra.

I temi del degrado e degli schiamazzi notturni a Monza sono dunque tornati di attualità in questa altalenante estate monzese. A riaccendere i riflettori sulla questione è stato proprio il “Comitato No Degrado e Malamovida”: «Con l’adozione della Ztl-Zona a traffico limitato dal giovedì alla domenica fino alle ore 2 di notte in via Bergamo si è ufficializzato il fracasso notturno della mala movida per quattro notti alla settimana; mentre nelle altre 3 nulla è cambiato, rumore e schiamazzi e sporcizia come prima (…). E’ evidente infatti a chi ha un minimo di buon senso che la merceria, la lavanderia, il corniciaio, la galleria antiquaria o d’arte moderna, il barbiere, il negozio di abbigliamento e quanti altri nulla avrebbero da dire su una chiusura delle attività della via a mezzanotte. Anzi. Eviterebbero così di trovarsi la mattina, quando aprono i negozi, a pulire le lordure lasciate dal popolo della notte. E riteniamo che neppure i ristoratori verrebbero colpiti nei loro affari. Quanti sono i clienti che si presentano ai tavoli a mezzanotte e passa? Restano sempre loro, i quattro o cinque accentratori del disordine notturno a condizionare la vita civile e la salute di centinaia di residenti. Fino a quando, signori amministratori comunali? E soprattutto, perché, considerata la incidenza minima del gruppetto nel tessuto economico della via?» scrivono i rappresentanti di No Degrado e Malamovida – Comitato di Monza.

Non la pensa allo stesso modo il consigliere comunale del Pd, Marco Lamperti che ironicamente ha commentato sui social la richiesta del gruppo cittadino. «Vivere in città è come vivere in un grande condominio: non si può pretendere che il vicino non tiri lo sciacquone dopo le 23 come non si può pretendere che alle 21 non passi l’aspirapolvere. Se si vive in centro città bisogna tollerare i rumori del centro città, diversamente ci si trasferisce in campagna. – e ancora – Io sto cercando un due locali con affaccio su via Bergamo. Se qualcuno è così tanto esasperato glielo compro io. Ovviamente ad un prezzo adeguato, visto che la via risente di “questo terribile fracasso”».

Della stessa opinione anche Massimiliano Meloni, Le Destra di Storace: «Monza non può essere una città dormitorio. Bisogna dedicare degli spazi a chi vuole divertirsi e vivere in città. Basta lamentarsi per tutto. Comprendo le difficoltà di chi vi risiede ma in via Bergamo si sta esagerando».

 

 

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Valentina Vitagliano
Brianzola d’adozione. Laureata in Lingue, e specializzata in Teorie e metodi per la comunicazione, scrivo principalmente di politica e fatti di cronaca cittadina.


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