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Meningite alla Gmg di Cracovia: scampato pericolo per i ragazzi brianzoli

Meningite alla Gmg di Cracovia: scampato pericolo per i ragazzi brianzoli

4 Agosto 2016

gruppo-triante-mbUna discreta dose di allarme e poco più. I partecipanti brianzoli alla Giornata mondiale della gioventù di Cracovia, che si è svolta dal 25 al 31 luglio, sembrano aver evitato il pericolo meningite. E, nel prossimo futuro, potranno ricordare solo i momenti belli del grande evento voluto da Papa Francesco. La notizia della morte a Vienna di una ragazza romana di 18 anni, al rientro dall’evento in Polonia, aveva generato preoccupazione nei ragazzi e nei loro accompagnatori.

La meningite, d’altro canto, è una grave malattia del sistema nervoso centrale di origine infettiva. E, in alcuni casi, può portare al decesso in sole 24 ore. Richieste di informazioni e visite mediche, per fortuna, hanno stemperato la tensione. Un sospiro di sollievo per i circa 90mila italiani presenti nella terra di san Giovanni Paolo II. E naturalmente anche per i 100 brianzoli del Decanato di Monza (Monza, Brugherio e Villasanta) e per le decine di persone provenienti da Lentate sul Seveso, Seregno, Cesano Maderno e Seveso, Desio, Lissone e Varedo.

“Il mio gruppo aveva passato due pomeriggi a Casa Italia, dove è stata anche la ragazza romana deceduta – racconta Elisa Rossi, 18 anni, partita con il gruppo dell’Oratorio San Giovanni Bosco di Triante – per questo ci siamo sottoposti ai controlli sulla strada del ritorno. Siamo andati in un ospedale a Budapest – continua – ci hanno mandato in un luogo più specifico per le malattie infettive. Chi, come me, aveva mal di testa è stato sottoposto anche ad una rapida visita medica. Tutti, poi, abbiamo assunto una compressa di CiprofloxacinaGori-Andrea-Ospedale-S.Gerardo-e1456391062370 da 500 milligrammi per la necessaria profilassi”.

L’intervento immediato è la procedura standard per evitare possibili casi di meningite. Un atto necessario e utile. Anche se i rischi reali di contagio sono meno alti di quanto si è fatto credere in questi giorni. “La meningite da meningococco, che ha colpito la ragazza romana, è tra le più pericolose, ma non di facile trasmissione – spiega Andrea Gori, primario del Reparto di Malattie infettive dell’ospedale San Gerardo di Monza – bisogna essere ad un metro di distanza dalla persona malata, quindi condividere uno spazio ristretto, come una stanza o l’auto. Difficile – continua – che in un ambiente grande come Casa Italia possa scattare un’epidemia”. In ogni caso le autorità lombarde e lo stesso nosocomio del capoluogo della Brianza si sono subito preparati a rispondere ad un’eventuale emergenza.
“La Regione ha subito diramato un comunicato in cui ha invitato chiunque sia stato in Polonia e avverta sintomi come mal di testa e spossatezza a recarsi negli ospedali – afferma Gori – noi del San Gerardo, che siamo l’unico centro di riferimento per le malattie infettive per tutta la Brianza, abbiamo subito allertato il nostro pronto soccorso. Nessuno per il momento si è rivolto a noi per possibili casi di meningite”. Insomma a Monza non c’è nessun allarmismo, ma si è preparati al peggio. “L’incubazione della malattia, che ha una sua maggiore frequenza proprio in primavera ed estate, dura qualche giorno – chiarisce il primario del San Gerardo – quindi, siamo quasi fuori il periodo critico”.

Per chi è stato a Cracovia, a meno di una settimana dal ritorno a casa, restano sicuramente i ricordi piacevoli. “Era la mia prima Giornata mondiale della gioventù e mi è piaciuta tantissimo – afferma Elisa – incontrare persone provenienti da tutto il mondo è stato veramente stimolante, soprattutto nei momenti culminanti dell’evento. Abbiamo anche avuto modo di girare un po’ la citta – continua – Vienna all’andata e Budapest al ritorno sono state le altre due tappe del nostro viaggio”. Il prossimo appuntamento della Giornata mondiale della gioventù, annunciato da Papa Francesco, sarà a Panama nel 2019. C’è tempo per organizzarsi.

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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