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Crisi editoria, bando della Regione: cosa cambia?

Crisi editoria, bando della Regione: cosa cambia?

31 Agosto 2016

ail-milano-mbChe l’editoria sia in crisi è, ormai, una verità consolidata. Soprattutto se si parla dei media classici (quotidiani, tv, radio), che negli ultimi 5 anni hanno perso qualcosa come 2 miliardi di euro. Se la passano decisamente male anche le librerie. Quelle indipendenti più delle altre. D’altro canto in Italia più della metà della popolazione non legge nemmeno un libro all’anno. E la diffusione degli apparecchi digitali (tablet, iPhone, iPad, ebook) e dell’editoria on-line ha reso la lettura cartacea ancor più una pratica antiquata. Cambiare questo trend è difficile, ma la Regione Lombardia ci sta provando. Con una bando, dal significativo nome “Voltapagina”, che stanzia un milione di euro complessivi per interventi di innovazione e valorizzazione di edicole e librerie. Tra i 130 ammessi e finanziati in graduatoria (77 edicole e 53 librerie) anche la Brianza ha i suoi vincitori. Ne abbiamo incontrati un paio. Tutti contenti? Sì, ma ci sono molti però.

Partiamo dalla soddisfazione di Paolo Uniti, direttore dell’ALI-Milano (Associazione Librai di Milano e Provincia), che ingloba anche il territorio di Monza e la sua provincia. “L’attenzione tangibile mostrata dalla Regione è molto importante per un settore in crisi come il nostro – afferma – il bando era molto semplice e andava nel senso di adeguare le librerie all’evoluzione del mercato. Si è cercato di premiare – continua – i progetti che puntavano su nuove modalità di vendita piuttosto che interventi legati ad opere strutturali dei locali”. Proprio il-libro-è-mbquesto è il motivo per cui tra le idee vincitrici del bando c’è quella proposta da “Il libro è…”, che ha sede a Lissone. “La nostra proposta è quella di incrementare la clientela attraverso una rete di librerie regionali, in collegamento con i principali editori, che permetta di rintracciare i libri richiesti e fornirli in tempi rapidi – spiega Spartaco Chierici, padre di Valentina, la titolare della libreria – abbiamo già ricevuto buoni riscontri da alcuni colleghi di Sesto San Giovanni e Concorezzo e abbiamo concordato di vederci una volta a settimana per effettuare gli scambi di libri”. Un’innovazione semplice, che va incontro alla necessità di fare sinergia tra gli operatori del settore, tutti interessati a ridurre le scorte di magazzino in questo periodo di crisi. Il finanziamento pubblico di 7mila euro su un investimento previsto di 10mila consentirà alla libreria di Lissone di mettere in campo anche altre iniziative. “Stiamo pensando di realizzare un sito on-line molto orientato al cliente – annuncia Chierici – ma anche di aumentare le presentazioni di autori locali con l’acquisto di uno schermo gigante e microfoni. Ci sarebbe piaciuto acquistare anche una vetrina elettronica, che dall’esterno permetta al cliente di controllare la disponibilità di libri e pubblicazioni, ma costava troppo”. I soldi, dunque, restano il problema. E il bando “Voltapagina” è una goccia nel mare. “Dovremmo iscriverci al Wwf perché siamo in via di estinzione – scherza amaramente Chierici – siamo tra le poche categorie che non decidono il prezzo del prodotto che vendono e, di fronte all’aumento delle spese, non abbiamo margini operativi. Il Governo – continua – dovrebbe prevedere sconti fiscali e facilitazioni per l’affitto dei nostri locali e la spesa dei libri, soprattutto scolastici”.

brambilla-edicola-mbCambio di settore, ma problemi simili per le edicole. In questa graduatoria tra i vincitori c’è anche Massimo Brambilla, titolare di un chiosco in viale Romagna a Monza (nella foto a sinistra). Per lui 10mila euro di finanziamento, il massimo previsto dal bando, su un costo del progetto di 20mila euro. “Dopo 40 anni voglio sostituire il chiosco con un prefabbricato un po’ più grande – spiega – sto valutando anche la possibilità di mettere un punto elettronico per la prenotazione degli ingressi ai musei della Lombardia”. Una possibile svolta personale. Che non cambia il quadro generale. “Il nostro futuro è sempre più legato alla vendita dei prodotti non editoriali – afferma – il calo dei quotidiani cartacei è ormai inarrestabile”. E, allora, c’è chi, preso dallo scetticismo, al bando non ha proprio partecipato. “Non è così che si risolve la crisi del settore – afferma Enrico Giannone, titolare dell’edicola in via Monte Amiata – il Governo da un lato ci impone certi orari e di essere sempre aperti perché svolgiamo un servizio pubblico, dall’altro ci penalizza con la liberalizzazione e la frammentazione dei punti vendita”. La soluzione? “Difficile saperlo – dichiara, sconsolato, Giannone – prima di tutto bisognerebbe trovare il modo di far tornare le persone a leggere. Soprattutto i giovani non lo fanno – continua – anche perché spesso quello che viene proposto è di bassa qualità”. La sfida è lanciata. Per vincerla dovranno raccoglierla in tanti.

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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