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Aiuti ai bisognosi, una rete che funziona fra Comune e associazioni

Aiuti ai bisognosi, una rete che funziona fra Comune e associazioni

13 Luglio 2016

Quasi 30mila pasti gratuiti forniti nelle mense allestite dal Comune, dai frati francescani e dalle suore preziosine e della misericordia; più di 2700 pernottamenti nei mesi freddi garantiti nella nuova struttura Spazio 37 di via Borgazzi, e 400 ospiti accolti a rotazione tutto l’anno nell’asilo notturno di via Raiberti.

Circa 180 le persone che hanno usufruito invece dei servizi allestiti presso Spazio Anna, tra cui verifiche anagrafiche, sportello orientamento al lavoro, incontri culturali e consulenze sui servizi sociali e sanitari attivabili. Oltre 4mila le ore di volontariato regalate alla collettività dai volontari della CRI, City Angels, Scout e dai volontari civici, singoli cittadini che hanno risposto all’appello del Comune.

Sono questi i numeri principali del bilancio delle attività organizzate e promosse dal Comune di Monza in collaborazione con le associazioni di volontariato a sostegno di chi vive in un forte stato di disagio sociale. Nei prossimi giorni saranno contabilizzate anche le numerose offerte donate dai cittadini monzesi durante la raccolta di generi di prima necessità e di indumenti estivi, che si è svolta sabato scorso presso il centro commerciale Unes di via Marsala.

“Un lavoro prezioso – commenta il vicesindaco e assessore alle Politiche sociali, Cherubina Bertola, che oggi ha illustrato i dati sull’attività svolta nel 2015 e presentato quattro nuovi progetti che saranno promossi nei prossimi mesi. A Monza – prosegue l’assessore – l’amministrazione comunale ha ripreso un lavoro che ha consentito di incanalare le tante energie positive presenti nella nostra città, che vogliono mettersi al servizio di chi ha abbandonato ogni speranza ma che se aiutato, con progetti intelligenti e partecipati, può ritrovarla, cercando di ricostruirsi una nuova vita. Le iniziative messe in campo ci aiutano a collocare in spazi appropriati chi ha bisogno, togliendoli dalla strada e da spazi in cui le loro situazioni peggiorano, arrecando anche disagio alla cittadinanza”.

A queste attività si affiancano quattro nuovi progetti, il cui obiettivo è di rendere più presenti sul territorio figure (assistenti sociali, educatori, volontari) in grado di intercettare il disagio, anche grazie al ruolo della Polizia locale che in questi mesi ha dato un forte contributo nell’indirizzare soggetti bisognosi di aiuto ai servizi.

I quattro progetti riguardano il contrasto all’accattonaggio e al suo sfruttamento, che prevede la formazione di operatori sociali e della Polizia locale; la promozione di iniziative per l’inclusione sociale per prevenire i rischi sanitari nella popolazione tossicodipendente e alcolista e per la creazione di un centro di accoglienza diurno; il terzo progetto sarà sviluppato nel quartiere monzese San Carlo – San Giuseppe e punta alla prevenzione delle patologie legate al gioco d’azzardo e all’abuso di sostanze. Anche in questo caso è prevista l’apertura di uno sportello di consulenza e ascolto. Il quarto progetto sarà implementato nel quartiere Cederna-Cantalupo e vede come protagonisti gli abitanti che segnaleranno casi di grave disagio favorendo il tempestivo intervento dei servizi sociali”.

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Fonte Esterna
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