Economia

Dopo quasi un decennio la Camera di commercio di Monza torna con Milano

A quasi dieci anni di distanza dal "divorzio", la Camera di commercio di Monza torna sotto lo stesso tetto di Milano.

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A quasi dieci anni di distanza dal “divorzio”, la Camera di commercio di Monza torna sotto lo stesso tetto di Milano.

Il Consiglio camerale, così come previsto, ha approvato la delibera che da via all’operazione. Venticinque i voti a favore (ne bastavano 22), due i contrari, un astenuto e cinque assenti.

Carlo Valli, il presidente della Camera di commercio, ha parlato di “malinconia”, ma anche di “scelta consapevole” è, gettando uno sguardo verso il futuro prossimo, di “camera federale”.

A nulla é valsa la mozione approvata la scorsa settimana dall’Assemblea dei sindaci con la quale si chiedeva ai consiglieri di congelare la decisione fino a settembre, mese in cui é previsto il referendum. Il contesto economico, così come ha spiegato Valli, é tale da rendere preferibile un ritorno alla casa madre.

“Il prossimo anno avremo il 50% delle risorse in meno – ha spiegato Valli -. Questo significa una drastica riduzione della nostra attività di promozione. Se erano circa 7 milioni di Euro le risorse che riversavamo sulle imprese, prima della riduzione del diritto annuo, nel 2017 potremmo mettere a disposizione del territorio 2,2 milioni di Euro, anche perché i costi – che per noi sono bassissimi – sono ormai diventati incomprimibili”.

Poi, c’é da tenere presente che i processi riorganizzativi, al di là del numero effettivo delle aziende iscritte a ogni singola Camera, potrebbero privilegiare gli enti del Sud Italia. Meglio fare da soli, ha sostenuto Valli. Autonomia addio, dunque? Il presidente ha risposto così: “E’ proprio sul percorso dell’autonomia che con i sindaci siamo in sintonia: non voglio far cadere questa posizione istituzionale, e da parte nostra rilanciamo con i fatti. Innanzitutto con l’impianto della nuova Camera di commercio metropolitana che è direi “federale”, e quindi l’autonomia, le risorse, il personale, la rappresentatività della Brianza vengono assicurate.

Anche per questo invito un rappresentante dei sindaci a far parte della Commissione di distretto di Monza e Brianza – una specie di Giunta – che ha il compito di presentare i programmi e le istanze economiche e produttive del territorio, nonché di svolgere una funzione consultiva e di proposta in fase di programmazione strategica e di definizione del budget”.

Marco Viganò, componente di giunta in rappresentanza dei sindacati e contrario dell’operazione, smorza però i toni. “Si tratta solo di un’ipotesi di lavoro – ha concluso -. Per ora non c’é niente di concreto. Seguiremo l’iter passo dopo passo. La partita non é ancora finita. Riteniamo che questa delibera sia a rischio, presenta chiari elementi in contrasto con la riforma Del Rio”.

 

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