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Seveso, arriva il sottopasso: in approvazione a settembre

Seveso, arriva il sottopasso: in approvazione a settembre

18 Luglio 2016

L’amministrazione sevesina, supportata da Regione Lombardia, porterà avanti il progetto del sottopasso indipendentemente dalla decisione finale sulla dibattutissima questione dell’interramento ferroviario, sul quale non è ancora stata formulata una comunicazione ufficiale.  

«Dagli incontri in Regione, a cui hanno partecipato anche i tecnici di Ferrovie Nord, sono emerse delle difficoltà economiche e concettuali per quel che riguarda l’interramento – spiega il sindaco Paolo Butti -. Per noi il sottopasso è strategico: c’è l’esigenza di fare degli interventi in tempi stretti». La proposta dell’interramento della ferrovia era tornata in primo piano lo scorso inverno, in risposta all’intervento della Regione, che Regione aveva stanziato più di 60 milioni di euro da impiegare nella costruzione di un sottopasso tra Seveso e Cesano, interventi di riqualificazione, migliorie e un raddoppio dei binari: tutto per risolvere il cosiddetto “nodo Seveso”, il tratto ferroviario tra Meda e Cesano Maderno. Daniele Tagliabue, di SevesoViva, aveva anche proposto una nuova tecnologia, quella del Silent Piler, ritenuta più rapida e meno impattante rispetto a un normale cantiere: ma i vertici di Regione e Ferrovie si sono sempre mostrati scettici. Da qui, la decisione di Butti di procedere comunque con il sottopasso: «Due anni fa, dopo un approfondimento sulla questione, abbiamo continuato per altre strade – spiega il sindaco -. A settembre verrà approvato un sottopasso preliminare». Anche per non prolungare ulteriormente un’attesa che potrebbe rivelarsi inutile.

Ma il sottopasso, secondo Tagliabue, non sarebbe che un palliativo, incapace di risolvere il problema della viabilità, e soprattutto della vivibilità, di Seveso. «Sarà per sempre la città della diossina e dei passaggi a livello – commenta amareggiato -. È inaccettabile e umiliante per i cittadini di Seveso una giunta e una maggioranza di consiglieri incapaci di progettare il futuro. Butti e il Pd non hanno una posizione propria sul tema, ma solo una posizione riflessa, cioè di ripetizione acritica basata su ricatti regionali conclamati e documenti ridicoli, come la “nota Facconi”, provenienti dalla Direzione Infrastrutture di Regione Lombardia, in cui si giustifica un investimento di 62 milioni di euro con un’analisi costi/benefici del 2009 che contemplava solo 11,6 milioni di euro». Al punto che, nel giorno dell’anniversario dell’incidente Icmesa, Tagliabue aveva paragonato la catastrofe della diossina al raddoppio ferroviario: entrambi sarebbero “frutto amaro dell’ignoranza e del menefreghismo di amministratori e cittadini”.

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Giulia Santambrogio
Inseguo le storie sin da quando ero bambina: per farmele raccontare, per leggerle, e, ovviamente, per scriverle. Su MBNews, però, mi occupo di fatti.


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