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Pedemontana, Maroni entusiasta di Di Pietro. M5S, l’opera è già morta

M5S :"Pedemontana è un'opera ormai defunta, non basterà un nuovo presidente a salvarla". Intanto i sindaci della B2 si preparano a un incontro con Di Pietro a settembre.

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«Ci vuole tanta energia per completare la Pedemontana, perché ci sono diversi problemi. E Di Pietro questa energia ce l’ha, è la persona giusta». Sono queste le parole che Roberto Maroni, in diretta a Radio24 qualche giorno fa, ha usato per commentare la recente nomina dell’ex pm di Mani Pulite a capo del consiglio di amministrazione della società autostrada Pedemontana. «Antonio di Pietro, da ministro, ha lanciato il progetto Pedemontana – ha spiegato il presidente di Regione Lombardia -: è uno che sa di cosa si sta parlando».

E se gli ambientalisti del coordinamento Insieme in Rete hanno già scritto ad Antonio di Pietro per chiedere un confronto sui punti critici del progetto, i sindaci della tratta B2 aspetteranno il rientro di settembre per organizzare un incontro: lo afferma il primo cittadino di Barlassina, Piermario Galli. Dopo l’estate si sarà anche deciso, si spera, come operare nelle zone contaminate da diossina: arriveranno a giorni gli esiti dei carotaggi per stabilire i quantitativi di Tcdd presenti nel territorio dopo l’incidente Icmesa del 1976.

«Siamo felici della nomina per via dell’esperienza di Di Pietro nelle infrastrutture – premette Galli -. Nonostante siano noti i problemi di bilancio di Pedemontana – aggiunge -, pretenderemo la realizzazione delle opere di compensazione: va bene che l’autostrada si fermi a Lentate, ma vogliamo che la Milano-Meda venga messa in sicurezza». Secondo Galli le condizioni della superstrada sono ormai insostenibili: «Da quando il controllo della gestione è passato alla provincia di Monza qualcosa è stato fatto, ma non basta – insiste -. Bisogna intervenire su asfalto, guardrail e sul verde che spesso copre la segnaletica».

gianmarco corbetta movimento 5 stelle

Gianmarco Corbeta

Più critico Gianmarco Corbetta, portavoce regionale del M5S: «Con questa nomina in sostanza non è cambiato nulla: i problemi nel proseguimento dell’opera, fortunatamente, restano tutti – commenta Corbetta in tono polemico -. Sarmi era stato scelto per trovare finanziatori privati internazionali e ha fallito. Rispolverando Tonino dalla soffitta, Maroni tenta l’ultima mossa disperata: ingraziarsi il governo centrale per ottenere altri fondi pubblici, ma anche questa strada fallirà miseramente».

Giovedì 28 agosto Di Pietro dovrebbe illustrare le novità di Pedemontana: un abbassamento dei pedaggi (al momento è la seconda autostrada più cara d’Italia) e una maggiore trasparenza nella realizzazione. «Dopo anni di “va tutto bene” finalmente il governatore comincia a fare i conti con la dura realtà dei fatti: parla di “diversi problemi” e di una “maggiore trasparenza” sullo sviluppo di Pedemontana – continua Corbetta -. Ebbene, cominci a spiegare ai cittadini “con maggiore trasparenza” quali sono i “diversi problemi” di Pedemontana, così tutti si renderanno conto che non basta un cambio di presidenza per salvare un’opera devastante e condannata da una profonda crisi finanziaria: non sarà certo Di Pietro a resuscitare un progetto già morto!»

«Bene la decisione di ridurre il costo dei pedaggi e la volontà di rendere più trasparente l’iter dei lavori, ma nutriamo ancora molta perplessità sul fatto che l’opera, così com’è, verrà terminata nel 2021 – aggiungono dal Pd il capogruppo e il consigliere regionale Enrico Brambilla e Laura Barzaghi -. Riteniamo opportuno un confronto in aula sulla conclusione dei lavori dell’infrastruttura che a oggi, per mancanza di liquidità, è completa solo per alcuni lotti. Se si vuole finire l’opera bisogna necessariamente modificare il progetto per renderlo sostenibile finanziariamente».

Articolo aggiornato il 28.07.2016 alle ore 17.40 

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