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La lettera dei profughi di via Asiago a Monza: "Chiediamo solo i nostri diritti"

La lettera dei profughi di via Asiago a Monza: “Chiediamo solo i nostri diritti”

22 Luglio 2016

I profughi ospitati nella palazzina di via Asiago stanno diventando un vero e proprio caso. Sono loro, adesso, a scrivere una lettera ai giornali per far sentire la loro voce.

Supportati da qualche associazione che ha a cuore i diritti umani, hanno preso carta e penna, anzi tastiera e pc e hanno inviato un’email in redazione spiegando la loro condizione in quel di Monza, denunciando una situazione, a loro dire, al limite. La lettera è stata pubblicata sul sito del Progetto Melting Pot Europa per la promozione dei diritti di cittadinanza. (Qui la versione integrale della lettera)

Negli ultimi giorni molti giornali e televisioni si sono occupati di questa palazzina, messa a disposizione dal proprietario per ospitare i richiedenti asilo con un appalto della Prefettura. La questione era balzata agli onori della cronaca per lo squilibrio fra il numero di residenti e quello dei profughi: 34 contro 126. Si è, inevitabilmente, creando più di un malumore. La convivenza pare sia stata minata da qualche rissa di troppo, qualche via vai sospetto di spacciatori e prostitute. Tutto da dimostrare, mentre sotto gli occhi di tutti il fatto che i richiedenti asilo siano ammassati in questi appartamenti, senza la possibilità, a loro dire, di ricevere cure mediche e magari qualche lezioni di italiano.

“Siamo più di 100 persone provenienti da più di 10 paesi del mondo, molti di noi sono giovani, molti hanno famiglia e dei figli che sono dovuti restare nei nostri paesi. Abbiamo raggiunto correndo mille pericoli la Libia, molti di noi in quel paese sono stati picchiati, derubati, imprigionati ma finalmente siamo riusciti a prendere una nave e arrivare in Italia dopo un viaggio terribile in cui molti fratelli e sorelle hanno perso la vita. Tutti siamo scappati da situazioni di guerra, pericolo e sfruttamento in cerca di un futuro migliore.
Nessuno di noi ha scelto di venire a vivere a Monza e tanto meno in via Asiago. – Poi la lettera continua entrando più nel merito della situazione – Siamo stati trasferiti qui da un giorno con l’altro, anche noi come i vicini italiani senza spiegazioni e senza essere avvisati in anticipo. Ci siamo trovati in case molto affollate come dice l’articolo ci sono fino a 10 persone in 3 stanze.
Più di una volta abbiamo provato a chiedere più spazio e case più dignitose ma questo ci è stato negato.
Dopo alcune settimane senza informazioni e senza che nessuno ci spiegasse la nostra situazione abbiamo chiesto di poter andare a scuola, alcuni di noi avevano bisogno di cure sanitarie, ma ci è sempre stato negato tutto. Per ottenere spiegazioni spesso non viene l’operatore da noi ma siamo noi a dover andare a trovare il responsabile al suo Hotel. Dall’articolo scopriamo che si chiama TRATTORIA MERCATO, ma come è possibile che un ristorante di occupi dell’accoglienza di centinaia di richiedenti asilo politico?

Non ricevendo risposte ci siamo rivolti anche direttamente alla prefettura ma anche lì la risposta è stata che abbiamo diritto solo a vitto e alloggio, cure mediche e corsi di italiano sono esclusi e sono solo un privilegio.
Ci scusiamo anche con gli italiani che forse abbiamo disturbato in questi mesi, però viviamo in case sovraffollate ci sentiamo abbandonati da tutti e a volte succede che litighiamo, vorremmo parlare con voi ma ancora non parliamo la lingua.
E non abbiate paura per vostri bambini, noi purtroppo siamo lontani dai nostri, ma non siamo venuti in Europa per fare del male a nessuno!

A quelli della Lega Nord chiediamo scusa per non essere affogati in mare, ma ora siamo qui e chiediamo solo i nostri diritti. Lunedì sera un programma televisivo ha organizzato una diretta sotto casa nostra. Anche questa volta nessuno ha chiesto la nostra opinione, anzi, ci hanno minacciato dicendoci di non uscire di casa se no la polizia ci avrebbe identificato”.

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