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Albo giardinieri, stop a chi si improvvisa. Occasione per la Scuola Agraria di Monza

Albo giardinieri, stop a chi si improvvisa. Occasione per la Scuola Agraria di Monza

27 Luglio 2016

E’ l’approdo di un percorso lungo e fortemente richiesto da chi tutti i giorni si occupa della cura e della manutenzione del verde. L’Albo dei giardinieri professionisti è realtà. Grazie alla legge, approvata in Senato il 6 luglio, viene riconosciuto ufficialmente uno dei mestieri a più stretto contatto con la natura. Da adesso in poi, quindi, stop all’improvvisazione. Chi vorrà fare il giardiniere, sia nel pubblico che nel privato, dovrà frequentare corsi specializzati e avere una formazione legalmente riconosciuta. Per poi iscriversi al Registro dei produttori florovivaisti. Ora la palla viene lanciata nel campo delle singole Regioni. A loro, infatti, spetta il compito di definire il percorso per ottenere le certificazioni necessarie all’abilitazione professionale. Abbiamo sentito le associazioni di categoria e gli operatori del settore.
Comprensibile la soddisfazione dei primi. Qualche timore in più da parte dei secondi. Che attendono di capire quale aggravio di costi comporterà l’iscrizione obbligatoria all’Albo dei giardinieri.

“Approviamo questa novità legislativa – afferma, soddisfatto, Tiziano Luigi Cozzaglio, presidente della sezione Milano-Lodi-Monza e Brianza dell’Associazione florovivaisti – Ora sarà tutto più regolamentato, anche per le offerte pubbliche di appalto e i documenti da presentare. Ormai – continua – eravamo arrivati alla situazione che chiunque sembrava in grado di improvvisarsi un giardiniere”.

La professionalità da salvaguardare è proprio il punto fondamentale su cui batte l’associazione di categoria. “Ci aspettiamo una maggiore tutela sia per chi fornisce il servizio richiesto, sia per chi lo riceve – spiega Cozzaglio – fosse anche che si vada a fare un semplice lavoro in un condominio, c’è bisogno di essere qualificati”.

I dubbi e le voci discordanti, comunque, non mancano. Soprattutto da parte degli extracomunitari, spesso accusati dal resto della categoria di incentivare il lavoro abusivo e abbassare il livello delle prestazioni professionali. “Io non vedo in maniera positiva l’Albo dei giardinieri – afferma con franchezza il titolare moldavo dei ‘Giardini di Tudor’ di Monza – il rischio è che sia solo un costo in più per noi. Se per guadagnare 30 euro, devo spenderne molti di più per l’iscrizione, allora non so quanto la situazione possa migliorare. La clientela – continua – si fida e ci chiama non certo per l’esistenza o meno di un Registro, ma per quello che offriamo”.

L’istituzione dell’Albo dei giardinieri potrebbe aprire prospettive interessanti per la Scuola Agraria del Parco di Monza, che dal 1902 è unMontalbano-Rosario-mb centro di riferimento regionale e nazionale per la formazione specialistica, riqualificazione e aggiornamento per tecnici e operatori del verde, giardinieri, arboricoltori e forestali, florovivaisti, fioristi e progettisti del verde. “Abbiamo corsi a cui si iscrivono persone, anche di una certa età, provenienti da tutta Italia – spiega Rosario Montalbano, presidente dell’Istituto e Assessore comunale all’Istruzione, Personale e Servizi al Cittadino – speriamo che l’Albo possa aumentare gli iscritti, ma soprattutto rinnovare l’interesse per l’agricoltura e per i giardinieri, una professione molto legata alla natura, elemento, secondo me, da riscoprire per superare questa lunga crisi economica”.

L’obiettivo della Scuola Agraria del Parco di Monza, una delle poche qualificate nel settore in Italia, è progredire sul piano dell’offerta formativa. Il capoluogo brianzolo, d’altro canto, è al primo posto in Lombardia nella classifica per il verde urbano, con ben 70,4 metri quadri pro capite. “Non possiamo competere con Inghilterra ed Austria, che riescono ad assorbire nel loro mercato le persone che formano – sostiene Montalbano – vogliamo proporre, però, un alto livello dedicato a specifici percorsi professionali”.

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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