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Pedemontana, i carotaggi misura-diossina continueranno per tutto giugno

Pedemontana, i carotaggi misura-diossina continueranno per tutto giugno

15 Giugno 2016

I primi ufficiosi risultati delle analisi dei campioni prelevati finora nei territori contaminati da diossina (una misura di controllo che il Cipe chiedeva da tempo per valutare l’opportunità di una bonifica prima di cominciare i lavori per la tratta B2 di Pedemontana) sembrerebbero confermare quelli della campagna di indagine del 2008/2009. Ad affermarlo è il geologo Gianni Del Pero, incaricato sai comuni di Barlassina, Bovisio Masciago, Cesano Maderno, Desio e Seveso di monitorare i campionamenti: «I risultati definitivi – scrive, al termine della sua relazione sullo stato di avanzamento del piano di caratterizzazione firmata il 10 giugno – è da ritenersi che possano essere forniti con modalità adeguate a conclusione dell’intera campagna di campionamento». 

I lavori , spiega il geologo medese, stanno rispettando le tempistiche previste: le indagini, già concluse a Barlassina a Cesano Maderno, si stanno chiudendo anche a Seveso (mancano due punti di esame) e si concluderanno entro il mese anche a Bovisio. L’unico ritardo, a Desio, è stato voluto dall’amministrazione stessa, che ha richiesto di posticipare le indagini sul proprio territorio per farle seguire al secondo turno delle amministrative: il territorio desiano sarà dunque interessato dai carotaggi dal 21 giugno al 1° luglio, data con la quale si dovrebbe chiudere l’ultimo cantiere.

Intanto è stato definito tra Regione e Fondazione Lombardia per l’Ambiente lo schema di accordo per l’indagine di valutazione di rischio da esposizione alla diossina residua dell’incidente Icmesa, che dovrebbe durare 8 mesi a partire dal ricevimento dei dati relativi al piano di caratterizzazione. Regione Lombardia metterà a disposizione 150mila euro, FLA impiegherà personale proprio ed esterno per un costo di 224mila euro (di cui 100mila rimborsati dalla Regione): lo scopo è valutare dati e analisi per definire se la diossina residua comporti un rischio per la popolazione.

«Non ci è chiaro come sia possibile stabilire quale sia il rischio di esposizione prendendo in considerazione il solo valore di presenza di diossina nel terreno – polemizza il gruppo ambientalista Insieme in Rete -. Servirebbe anche definire quali attività saranno svolte sul terreno, o quali modalità di contatto la popolazione avrà sui terreni stessi. Il rischio di esposizione è il prodotto di due fattori: la presenza della diossina e le potenziali condizioni di esposizione. Il tutto legato anche al periodo di esposizione oltreché alla eventuale esposizione pregressa. Serve misurare queste componenti anche perché i dati chimico-analitici che si intendono acquisire appaiono insufficienti se rapportati alle superfici interessate».

In apertura, Del Pero e Butti, il sindaco di Seveso, con i tecnici di Pedemontana 

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Giulia Santambrogio
Inseguo le storie sin da quando ero bambina: per farmele raccontare, per leggerle, e, ovviamente, per scriverle. Su MBNews, però, mi occupo di fatti.


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