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Elezioni Vimercate: intervista al candidato sindaco dei Cinque Stelle, Francesco Sartini

Elezioni Vimercate: intervista al candidato sindaco dei Cinque Stelle, Francesco Sartini

3 Giugno 2016
Il giro di interviste fra i candidati sindaco per il comune di Vimercate passa ora a Francesco Sartini, esponente del Movimento Cinque Stelle.
Negli ultimi cinque anni Sartini ha svolto il ruolo di consigliere comunale per il Movimento e ora riprova a diventare primo cittadino. Ecco di seguito cosa ha risposto alle domande che stiamo ponendo a tutti gli aspiranti a sindaco:
1) Quali sono le priorità per questa città e le prime azioni da svolgere a partire dal giorno dopo della sua elezione?
La priorità è rivitalizzare la città, e con questo intendiamo il centro storico e le frazioni. Vimercate è cresciuta grazie alle aziende e all’Ospedale in centro. La crisi e una politica non lungimirante hanno spento l’attrattiva per la nostra città. Occorre sviluppare e riportare eventi attrattivi e distintivi nelle vie e nelle piazze, permettere l’utilizzo degli spazi da parte di chi vuole fare iniziative (musica, rappresentazioni, mercatini, attrazioni). Occorre correggere l’utilizzo degli oneri di urbanizzazione che attualmente vengono usati prevalentemente per opere a scomputo a servizio del comparto che sviluppa gli oneri stessi, senza nessun intervento a beneficio del resto della città. Lo stato in cui versano i nostri impianti sportivi ne è esempio. Ci sono poi priorità tecniche: correggere la posizione del nostro comune sulla fusione BEA-CEM per evitare che i nostri cittadini si trovino proprietari di un forno inceneritore vetusto (che richiede investimenti per 20 milioni di euro che ricadrebbero sulle nostre tasse) visto anche le gravi rilevazioni che l’autorità anticorruzione ha mosso alla società che gestisce il forno e che il nostro comune ha finora volutamente ignorato. E` urgente anche correggere i ruoli interni, sciogliendo il pericoloso accumulo di cariche in capo al funzionario dell’ufficio tecnico (a processo con il sindaco per abuso d’ufficio e omesso controllo) e che oggi gestisce direttamente edilizia, tributi e opere pubbliche.
2) Quali sono secondo lei gli errori commessi nel passato dall’amminstrazione e quali le possibili soluzioni?
Molti. I più evidenti:
– Scarsa capacità di negoziare con gli operatori immobiliari: gli oneri di urbanizzazione non hanno prodotto benefici adeguati e oggi Vimercate ha quasi il 20% di immobili inutilizzati. Purtroppo anche il piano di intervento ex ospedale va in questa direzione e le convenzioni sono state firmate proprio allo scadere del mandato, rendendo difficile la rinegoziazione, che va comunque tentata.
– Mal distribuzione dei fondi per la cultura: abbiamo perso la città dei ragazzi per come la conoscevamo e tutte le iniziative culturali sono concentrate sul MUST, che non ha dimostrato la capacità di indurre vitalità nel centro di Vimercate. Occorre riportare la cultura in piazza collaborando seriamente con le associazioni e gli operatori che oggi sono praticamente esclusi.
– Nido Comunale: è stato un errore disfarsene, perché non ha portato i benefici paventati e ha messo in seria difficoltà le lavoratrici e di conseguenza il servizio. Dovremo richiamare la cooperativa aggiudicataria agli impegni sottoscritti verso il personale.
– Incapacità di interpretare la collaborazione e il dialogo con i cittadini: esempio eclatante il caso dell’antenna in via Brianza, dove gli abitanti (che da anni chiedevano l’utilizzo dell’area pubblica davanti casa per un giardinetto) hanno scoperto solo a cantiere avviato la decisione dell’amministrazione di concedere l’area per un’antenna telefonica da 30 metri di altezza. Grazie alla loro ferma protesta in periodo di campagna elettorale imminente, hanno costretto l’Amministrazione ad una rischiosa retromarcia, facendole ammettere l’errore di non aver pensato a interpellare i cittadini prima. Colpisce che la delibera di autorizzazione fosse approvata all’unanimità senza che nessuno in Giunta si fosse posto il problema.
3) Cosa ne pensa del progetto di riqualificazione dell’ex area Cava Cantù-Consorzio-Ospedale?
Deriva dall’errore di aver voluto costruire l’ospedale fuori da Vimercate (su pressione della regione lombardia). Adesso il vecchio ospedale rappresenta un problema e non si è voluto cogliere l’opportunità di sperimentare un utilizzo innovativo rivolto agli anziani, come buona parte della popolazione richiedeva. Al momento la proprietà ha una convenzione firmata dal Comune allo scadere del mandato che concede volumetrie e diritti, quindi i margini di manovra sono ridotti. Il progetto non ci piace per due motivi:
– la città non ha bisogno degli appartamenti previsti
– gli oneri non sviluppano nessun’opera per rivitalizzare il centro, pur essendo l’ospedale in una posizione fortemente strategica per questo.
Proveremo a rinegoziare i volumi e le destinazioni concesse e ottemere lo sviluppo di spazi di aggregazione utili per manifestazioni attrattive.
4) Si riuscirà con queste ristrettezze economiche a mantenere alti i servizi della città?
Si, perché buona parte del personale del Comune è preparato e perché dovremo adeguare a questo scopo gli obiettivi della struttura (da cui dipendono i premi ai dirigenti e ai dipendenti) misurando l’effettivo livello di servizio. In questo modo se i servizi dovessero calare il comune risparmierebbe sui premi e potrebbe sopperire quindi sul livello di servizio. Le forme consorziate di servizio (modello Offertasociale) consentono inoltre elevati standard con costi contenibili e possono essere ampliati e potenziati per mantenere alto il livello dei servizi. In questo senso l’Unione dei Comuni è un’opportunità che fin’ora non ha mostrato di sortire grandi risultati, e quindi deve essere in parte ripensata, partendo da un coinvolgimento decisionale dei cittadini, mancato al momento opportuno.
5) Pensa che la politica nazionale possa influenzare il voto amministrativo a Vimercate?
 Vimercate è una grande città, e non tutti conoscono direttamente i candidati, per cui una parte di elettorato si lascerà influenzare dagli eventi nazionali, anche se per molti, che hanno deciso a prescindere per chi votare, la politica nazionale sarà semplicemente fonte di alibi per non mettersi in discussione.

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Lorenzo Giglio
Classe 1981, giornalista pubblicista, ho sempre cercato la verità bella o brutta che sia in tutto ciò che mi circonda. Amante dell'arte, della fotografia e soprattutto del rock, non mi tiro mai indietro se devo guardare una bella partita di calcio. Non mi piacciono gli schemi prestabiliti e trovo troppo strette le appartenenze di partito, anche perchè come dicevano i Queen: "Anyway the wind blows doesn't really matter to me".


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