Regione Lombardia – Sias, un matrimonio complicato

Regione Lombardia - Sias, un matrimonio complicato

La dote che Regione Lombardia porterebbe con se è importante, ma il matrimonio con Sias è tutt’altro che una strada in discesa. Dopo la rimozione di Andrea Dell’Orto lo scorso 27 aprile, la guida della società che gestisce l’impianto sportivo di Monza è stata affidata Pier Lorenzo Zanchi. Razionalizzare le spese e mettere a reddito il patrimonio sono le due parole d’ordine per reperire le risorse economiche necessarie a rinnovare la convenzione Gp con Bernie Ecclestone.

L’operazione, tuttavia, è complicata. Di più: disperata. Così, il governatore Roberto Maroni ha messo a disposizione parte del tesoretto da 70 milioni raccontano per la valorizzazione del Parco, a patto però che Regione entri nel capitale sociale di Sias. Più facile a dirsi che a farsi. Ivan Capelli, presidente di Aci Milano, l’ente che controlla Sias, Zanchi e Maroni si sono incontrati in Villa Reale lo scorso 6 maggio durante la conferenza stampa di presentazione del concerto di Ligabue. “Mi ha assicurato che i soldi ci sono e che è disposto a metterli – spiega il neo presidente di Sias -. Tuttavia, ha anche aggiunto che tecnicamente è necessario l’ingresso di Regione in Sias”.

maroni capelli scanagtti in villa reale
Ingresso reso complicato da almeno due motivi.
Primo: i risvolti legali che un’operazione di questa entità comporterebbe. Secondo: le conseguenze per Sias in termini di autonomia. “Non dipende da me il buon esisto di questa operazione – prosegue Zanchi -, serve il parere di tutti gli azionisti. Deve essere valutata con molta attenzione nell’interesse del Gran premio, anche per evitare nuovi tira e molla sulla presenza di Monza nel calendario 2017 di F1”. L’unico dato certo, per ora, sono le difficoltà economiche di Sias, che ha chiuso il 2015 con una perdita di oltre 1,4 milioni di euro ripianata da Aci Milano. Razionalizzare le spese e mettere a reddito il patrimonio non sono dunque solo due parole d’ordine per i mesi a venire, ma veri e propri imperativi.

D’altro canto, visto che la differenza fra la richiesta economica di Ecclestone per rinnovare il contratto Gp e l’offerta messa sul tavolo da Aci Italia (circa otto milioni di dollari) la deve mettere lei, non c’è molta scelta. E a proposito di razionalizzazione, fra i primi provvedimenti che Zanchi potrebbe adottare compare il congelamento del progetto di riqualificazione della pista varato dall’ex Dell’Orto in vista di un ritorno delle Super bike a Monza.

Dell’Orto però non ci sta e difende il suo progetto. “La riqualificazione dell’Autodromo non è certamente ostacolo al rinnovo del contratto per la Formula Uno – ha commentati l’ex presidente di Sias -. Anzi, la valutazione d’impatto ambientale appena depositata e fortemente voluta da me fa parte di un progetto che negli ultimi 15 mesi ci ha visti impegnati per far vivere l’Autodromo tutto l’anno e sfruttare proprio il Gran Premio d‘Italia come volano di sviluppo per iniziative che vanno dal portare a Monza il mondiale di Superbike all’organizzazione di eventi, come il concerto di Ligabue a settembre”. Per Dell’Orto di centrale importanza è la riqualificazione della pista. “L’ammodernamento della struttura è la condizione essenziale per poter farla vivere tutto l’anno. È lo stesso tipo di percorso – conclude Dell’Orto – seguito virtuosamente anche dalle gestioni di altri autodromi, con la differenza che a Monza il potenziale è enorme, rispetto ad altri contesti”

Ultimo aggiornamento lunedì 9 maggio re 17,42

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Su Riccardo Rosa

Monzese di nascita, ma sogno California. Amo le serie tv americane e lo streaming (legale) oltre ad un'insana passione per la cara vecchia Inter. Ho 47 anni, ma nell'animo mi sento un 18enne, sempre alla ricerca di nuove esperienze con la mia nuova bicicletta fiammante. Ah già, dimenticavo: da anni sono un giornalista e con le lettere e il punto e virgola ho un rapporto viscerale. Cosa mi manca? Un biglietto aereo sempre pronto per i mari del Sud.