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Lavoro e occupazione, sbarca in aula a Monza il Pgt che non ti aspetti - MBNews
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Lavoro e occupazione, sbarca in aula a Monza il Pgt che non ti aspetti

La variante pronta a essere discussa dal Consiglio comunale prevede oltre 200 mila metri quadrati di superficie da destinare a commercio e laboratori

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Tutto pronto per il tour de force in Consiglio comunale per l’approvazione della variante al Piano regolatore generale. Il documento verrà presentato all’assemblea cittadina lunedì sera e l’obiettivo dell’amministrazione comunale è di condurlo in porto entro l’estate.

La variante promette di ridurre in modo considerevole i metri cubi previsti dal Ptg attualmente in vigore, approvato durante la precedente giunta di centro sinistra guidata da Faglia. Parla di consumo di suolo pari a zero, ma fra metri cubi, indici e volumetrie, emerge un risvolto insolito per un Pgt: parla di lavoro e occupazione.

L’idea di Monza che l’assessore al Pgt, Claudio Colombo, ha per il futuro assomiglia molto alla Monza del passato, dove il tessuto urbanistico era un mix fra abitazioni, piccole aziende, laboratori artigiani e studi professionali. La variante che sta per essere affrontata dal Consiglio comunale prevede infatti oltre 200 mila metri quadrati di superficie destinata a commercio e laboratori. Spazi di dimensione massima di 200 metri quadrati destinati a giovani professionisti in cerca di uno studio o giovani artigiani in cerca di una bottega. L’idea, così come ha sottolineato anche Marco Lamperti, presidente della commissione Urbanistica, è di favorire l’avvio di nuove attività e  nuove iniziative.

L’assessore, per facilitare l’arrivo di nuove realtà, sul tavolo ha messo anche una serie di agevolazioni economiche e l’azzeramento dei costi in caso di modifiche della destinazione d’uso. D’altro canto, Monza può contare anche su un certo indotto garantito per esempio da grosse realtà imprenditoriali ancora presenti nel tessuto urbano cittadino come Colmar o Atala, o su quello generato dal settore sanitario con l’ospedale San Gerardo, il Policlinico e altre imprese del calibro di Pantheon o Roche.

Monza dunque potrebbe compiere un balzo indietro nel tempo è scoprire la sua antica vocazione manifatturiera nel nome di quella che gli urbanisti definiscono “mixité”. Ovvero, la creazione di un tessuto urbano che sappia tenere vicino abitazioni e realtà imprenditoriali di piccole dimensioni.

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