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Seregno, arriva da un cittadino la proposta per tram più economici e green

Seregno, arriva da un cittadino la proposta per tram più economici e green

7 Aprile 2016
Christian Brambilla è un seregnese che ha pensato di sottoporre alle istituzioni la sua personale proposta per ridurre il traffico e minimizzare l’impatto ambientale della metrotramvia che collega il comune brianzolo con Bresso, alle porte di Milano.
L’idea, già presentata alle amministrazioni di Seregno e Desio, ma anche alla Provincia di Monza e della Brianza e alla Città metropolitana, prevede una revisione radicale del tracciato, riducendolo di poco più di 1 km e collegando via Europa direttamente a via Milano, senza far passare il tram per i campi del Plis Brianza Centrale e via Colzani ed evitando, inoltre, l’isolamento del quartiere S. Ambrogio.
Il nuovo tracciato “a L” costerebbe meno in termini sia economici che ambientali: «Con i risparmi – spiega Brambilla – si potrebbe proporre a Rfi la realizzazione di una passerella pedonale o ciclabile, che arrivi in stazione nel sottopasso che dovrebbe essere realizzato tra via Sciesa e via Comina nell’ambito del progetto 500 stazioni, secondo il quale la stazione di Seregno sarà dotata di nuove infrastrutture. In più si potrebbe prolungare il percorso del tram dalla fermata dell’ospedale di Desio  fino all’attuale deposito Atm, eliminando, così, la costruzione del nuovo deposito in via Europa tra i comuni di Desio e Seregno, che chiude un collegamento verde importante tra le due città e che consuma quasi 10.000 mq di terreno tutelato dal Plis Brianza Centrale».
Rivalorizzare l’ex deposito di Desio, sostiene Brambilla, sarebbe sicuramente più conveniente che costruirne uno da zero (il costo stimato è di 26 milioni di euro), e non solo da un punto di vista economico, dato che significherebbe dover rinunciare a un quantitativo importante di verde sul territorio. «Sarebbe interessante sapere se i tram saranno alimentati da energia 100% certificata da fonti rinnovabili – prosegue il seregnese – e se la stima dei passeggeri calcolata nel 2004 non sia da rivedere al ribasso, visto che dagli anni 2000 il numero di treni per Milano è notevolmente aumentato e la velocità media del tram è di soli 20 km orari. Siamo sicuri – si chiede in conclusione – che un’opera così costosa ed attualmente non connessa a nessun nodo ferroviario o metropolitano serva davvero? Non si potrebbe, piuttosto, investire in piccole navette ibride?»

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Giulia Santambrogio
Inseguo le storie sin da quando ero bambina: per farmele raccontare, per leggerle, e, ovviamente, per scriverle. Su MBNews, però, mi occupo di fatti.


Commenti

  1. Andrew dice:

    Parlare di piccole navette ibride significa avere una mentalità …piccola. Spero fosse solo una boutade. Poveri noi. Anzi: poveri loro.

  2. Sport Time dice:

    Penso che questo cittadino si candidi con il M5S.
    Magari sul deposito si può discutere,ma mettere a confronto autobus e tram non ha senso.Nettamente più comodo il secondo,e sopratutto sarebbe in corsia riservata,invece il bus bloccato nel traffico oltre che scomodo…
    Tra l’altro in che senso piccolo?? Il tram può contenere centinaia di persone,il bus piccolo 20 posti…

  3. Jacopo Stocco dice:

    vorrei sottolineare che non è vero che non sarà connessa, avrà l’interscambio a Maciachini con la M3 e a calderara ci sarà la linea per Cairoli (prolungamento dell’odierno 4). ci sanno quindi due linee la seregno parco nord e la calderara cairoli.
    certo che bisogna proprio essere di cervello piccolo per affermare che sarebbero più utili delle “piccole navette ibride” (tra l’altro anche le batterie inquinano!)

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