Politica

Scanagatti garantisce: “Il Gp 2016 non sarà l’ultimo”

A “Road to Revolution”, il Sindaco Roberto Scanagatti, ha assicurato che “il Gran Premio 2016 non sarà certamente l’ultimo, potete scommetterci!”.

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E proprio alla presentazione di “Road to Revolution”,nella cornice di Monza, dove c’è il tempio della velocità, il Sindaco Roberto Scanagatti, ha assicurato che “il Gran Premio 2016 non sarà certamente l’ultimo, potete scommetterci”.

Sarà il Gran Premio a chiuderla quindi, un Gp su cui il primo cittadino scommette un luminoso futuro “ve lo assicuro!”, ha  ribadito, a pochi giorni di distanza dal terremoto “Sias” che ha visto due membri del Cda dimettersi (Capelli e Redaelli).

Oggi sono tutti in attesa che la guerra tra Aci Milano e Sias si concluda, lasciando la strada libera alla firma del contratto con Bernie Eccelstone. Una firma che ad oggi non è arrivata per l’aggravarsi dei rapporti tra l’attuale dirigenza Sias, società che gestisce l’autodromo, e in particolare con il suo presidente dell’Orto, e Mister E.

Una circostanza che, però, è stata negata proprio da Dell’Orto, che anzi ha dichiarato, neanche una settimana fa, che lui si sarebbe messo in disparte, come per altro richiesto dai vertici Aci, fin dal settembre scorso per favorire il rinnovo contrattuale. Un dell’Orto che ha anche incassato il pieno sostegno di Regione Lombardia, che per 10 anni sosterrà con 7 milioni di euro l’anno il Parco e l’Autodromo di Monza. Insomma i motivi per cui il contratto di rinnovo per il Gran Premio a Monza restano un mistero, ma a questo punto è da ritenere che il sindaco Roberto Scanagatti abbia, per così dire, la soluzione in mano.

Forse che si tratti della tanto vociferato licenziamento di Dell’Orto? A settimana prossima l’ardua sentenza quando martedì 26 aprile alle ore 17.30 si riunirà il Consiglio di Amministrazione di Sias e mercoledì 27 aprile alle ore 16.00 si terrà invece l’Assemblea dei soci.

Seguirà quindi la fatidica firma del contratto e il gran premio di quest’anno non sarà veramente l’ultimo come, invece, si teme?

Articolo di Valentina Rigano e Matteo Speziali

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