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Tav delle merci: pronta l'apertura del Gottardo, la Brianza guarda al 2020

Tav delle merci: pronta l’apertura del Gottardo, la Brianza guarda al 2020

23 Febbraio 2016

Tutto pronto per l’apertura del Gottardo, ma la Tav delle merci in Brianza può attendere. Il tunnel è prossimo al taglio del nastro e dovrebbe avvenire già nel 2016. La Tav merci collegherà la Svizzera e la Germania al porto di Genova, il tutto passando per i tratti ferroviari della Brianza. Uno scenario, quello brianzolo, che pare non si concretizzerà prima del 2020, ma il condizionale resta comunque d’obbligo.

La questione a Monza, così come nel resto dei comuni MB, è calda: ha fatto e fa ancora molto discutere. Solo pochi giorni fa, poi,  si è tenuto un incontro informativo proprio sul traforo del Gottardo e la linea Milano-Chiasso per “dare risposte ai problemi delle amministrazioni locali” e definire “una serie di interventi condivisi dalle istituzioni coinvolte”. Alla riunione hanno partecipato i rappresentati di Rfi, della Regione, della provincia di Como e della Brianza e gli amministratori dei comuni di Seregno, Desio, Lissone, Monza e Muggiò.

edoardo-mazza-sindaco-seregno-byuffst«L’avvio della cosiddetta “TAV delle merci”, a quanto ci risulta, non è dietro l’angolo. È vero che, molto probabilmente, entro l’estate sarà aperto il tunnel ferroviario del San Gottardo, ma questa è un’opera che interessa solo il territorio svizzero –  spiega Edoardo Mazza, sindaco di Seregno – Per collegare ad alta velocità le merci tra Svizzera e Italia, infatti, bisognerà completare le infrastrutture nel nostro Paese. E secondo RFI ciò non potrà avvenire prima del 2020. Noi siamo convinti che l’alta velocità sia, in sé, un valore. Così come l’idea di ridurre il trasporto su gomma a favore di quello su rotaie. Tuttavia chiediamo da parte di RFI un maggiore coinvolgimento dei Comuni interessati. Progetti strategici di questa portata, infatti, possono andare avanti solo se tutti i soggetti ascoltano il territorio. Il successo delle grandi infrastrutture dipende dalla condivisione delle strategie».

Per collegare ad alta velocità le merci tra Svizzera e Italia sarà necessario completare le infrastrutture presenti sul territorio e compiere alcuni lavori tra i quali realizzare il traforo nel monte Ceneri. A questo poi Ferrovie Italiane dovranno aggiungere i lavori su passaggi a livello, gallerie, barriere anti-rumore.

Isabella Tavazzi

Isabella Tavazzi

A Monza il comitato San Fruttuoso 2000, lo stesso che per anni si è battuto per ottenere l’interramento dell’ultimo tratto della statale 36, ha più volte diffuso comunicati stampa sulla Tav delle merci temendo uno scenario comprendente “treni come se piovesse, a tutte ore del giorno e della notte”. Alla luce dei recenti aggiornamenti Isabella Tavazzi, portavoce del comitato monzese ha dichiarato: «Si tratta di una questione molto delicata che noi del comitato abbiamo sollevato nel 2013. Allora ci dissero che non era vero, ora siamo al dunque. Tutte le merci saranno tolte dalla strada e riversate sui binari ferroviari. Abbiamo perso due anni di tempo e ora dobbiamo agire in fretta. La Svizzera metterà la linea a regime nel 2019 – prosegue Tavazzi – e ci saranno dei mega treni ogni 5 minuti, questo si traduce in rumori e vibrazioni h24. Quello che noi chiediamo ancora una volta è che si provveda quanto prima alla realizzazione di una galleria anti rumore chiusa nella tratta urbana, e di risolvere il problema del quartiere San Rocco. In largo Mazzini, poi, i lavori sono già in corso e anche qua chiediamo che si attuino degli ammodernamenti anti vibrazioni. Il comune di Monza si è mosso ma non abbastanza per noi. E’ necessario che impongano alle Ferrovie di rispettare i limiti previsti nel piano acustico. Sono treni che non rallenteranno transitando a Monza proprio perchè non vi è prevista alcuna fermata».

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Valentina Vitagliano
Brianzola d’adozione. Laureata in Lingue, e specializzata in Teorie e metodi per la comunicazione, scrivo principalmente di politica e fatti di cronaca cittadina.


Commenti

  1. Luca Privato dice:

    Il problema è che il progetto ufficiale presentato al CIPE ed in attesa di finanziamento si tratta del quadruplicamento Chiasso-Bivio Desio. Nulla si sa sulla penetrazione attraverso Monza che nel 2019 riverserà un totale di 500 treni per senso di marci.

    Inoltre Italo ha già chiesto le tracce per la Zurigo e quindi si tratta di progettare il tracciato Bivio Desio-Monza-Greco-Milano Repubblica/Milano Centrale/Milano Garibaldi. Questo significa ritardi ai treni pendolari, rumore e disagio! Urge quadruplicare.

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