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Pedemontana licenzia 70 operai, l'autostrada si blocca?

Pedemontana licenzia 70 operai, l’autostrada si blocca?

25 Febbraio 2016

Alla fine doveva succedere, era solo questione di tempo. Pedemontana è bloccata dall’assenza di finanziamenti e, dopo il territorio, i primi a rimetterci sono gli operai che ci hanno lavorato. A perdere il posto saranno in totale circa 70 persone, le prime 12 cominceranno a stare a casa già dall’inizio di marzo: tutti operai che hanno lavorato alla costruzione della tratta B1 (Lomazzo – Lentate), assunti dal consorzio Nuova Briantea, il raggruppamento di imprese che fa capo all’austriaca Strabag. «Abbiamo richiesto un incontro in Regione e stiamo premendo per avere risposte – dichiara Fabrizio Cavalli, sindacalista di Fillea Cgil che segue la procedura di riduzione del personale, aperta prima di Natale, insieme ai colleghi Salvatore Della Rocca (Filca Cisl) e Gabriele Battocchi (Feneal Uil) -. Delrio ha detto che i soldi sono finiti e devono essere messi da altri, Maroni invece replica che i soldi ci sono: aspettiamo che ci dia un segno concreto e non si limiti alle parole».

Il problema è molto ampio. In totale sono impiegate per Pedemontana, tenendo conto anche dei subappalti, circa 500 persone, tutte specializzate in grandi opere: anche i loro posti sono a rischio. Intanto i sindacati hanno prolungato a un anno la clausola che obbliga le aziende, in caso di riassunzione dopo un taglio del personale per ragioni economiche, a riprendere le stesse persone che erano state licenziate. «Sono persone valide, ci teniamo che continuino loro l’opera – continua il sindacalista Cgil -: Strabag è, delle tre aziende, quella che ha la maggior capacità economica per poterlo fare. Ma dipende tutto dallo sblocco dei finanziamenti».

La costruzione della tratta B2, intanto, è ancora bloccata: mancano i soldi, e resta in sospeso la questione diossina, tanto che i carotaggi previsti per quantificarne i livelli nel terreno non sono ancora cominciati. «È una cosa che ci lascia perplessi – ammette Cavalli -. Nel momento in cui si prevede un’opera di 4 miliardi, si è certo già tenuto conto della diossina, si sa da 40 anni che c’è. Ora il dubbio è che si decida di lasciare Pedemontana così com’è, perché la bonifica ha costi troppo alti e per pagarla non ci sono né finanziamenti, né i guadagni dei pedaggi, che sono troppo cari e non stanno funzionando. L’opera di per sé potrebbe avere un valore – conclude Cavalli -, i problemi sono altri».

L’ufficio stampa di Pedemontana, intanto, conferma di voler portare avanti il progetto: «Il Governo si è impegnato a far entrare Pedemontana nel piano Juncker – hanno dichiarato i portavoce -, e sono in corso riunioni tecniche con il Ministero dell’Economia e delle Finanze allo scopo di valutare i requisiti necessari a questo scopo». Strabag, invece, non ha voluto commentare la notizia dei licenziamenti.

Restano critiche le associazioni ambientaliste. «È la conferma che Pedemontana, come la BreBeMi, è un’autostrada inutile – commenta Alberto Colombo del comitato Insieme in rete -. Siamo ancora in tempo a fermarla alle sole tratte realizzate, evitando lo spreco totale e le ulteriori devastazioni. Anzi, si deve provvedere alle compensazioni ambientali, previste ma non ancora fatte, altro che andare avanti!».

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Giulia Santambrogio
Inseguo le storie sin da quando ero bambina: per farmele raccontare, per leggerle, e, ovviamente, per scriverle. Su MBNews, però, mi occupo di fatti.


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