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Monza, entro l'estate arrivano i chioschi. Ascrizzi risponde ai cittadini

Monza, entro l’estate arrivano i chioschi. Ascrizzi risponde ai cittadini

18 Febbraio 2016

Monza, i nuovi chioschi saranno pronti entro la prossima estate. A confermare l’avanzamento del progetto dei tredici dehors commerciali nel centro di Monza è lo stesso progettista, Vincenzo Ascrizzi. Ieri, mercoledì 17 febbraio, la questione è approdata nella consulta di via Lecco. Durante l’appuntamento organizzato dai cittadini del  rione Centro/San Gerardo, si è tenuto un incontro con l’ideatore dell’iniziativa, l’ex assessore di centrosinistra Vincenzo Ascrizzi, oggi responsabile dalla società Saum srl .

Ascrizzi, insieme all’assessore al Turismo, Carlo Abbà ha risposto alle domande e perplessità dei cittadini in merito al progetto.  «Si tratta di una iniziativa con una sua ampia sostenibilità. Nato come progetto turistico è però pensato per sostenere il commercio locale. – ha spiegato – I privati giocano la partita di un progetto unitario, in una sfida completamente nuova».
Parola d’ordine “diversificazione”: tra i vincoli che il comune di Monza ha enunciato al privato vi è infatti quello della non omogeneità tra le attività che sorgeranno. L’utenza che ha risposto alla proposta dei chioschi è giovane e desiderosa di rimettersi in gioco. Bandite attività che avranno a che fare con il gioco d’azzardo, la pornografia e i compro oro.

monza progetto chioschi vincenzo ascrizzi e assessore carlo abbà incontro consulta mb2Intorno al progetto nel corso dei mesi sono sorte diverse polemiche, prima tra tutte il timore da parte dei monzesi di vedere enormi costruzioni all’ombra dei monumenti cittadini. «Pensare di oscurare un monumento storico è una follia, questo non accadrà – assicura Ascrizzi – i chioschi saranno posizionati là dove potranno rappresentare, tra le altre cose, una forma di presidio ad esempio piazza Cambiaghi». L’assessore ha anche rassicurato informando rispondendo sulle pagine di MBNews, che le installazioni saranno prima vagliate dalla soprintendenza.  E su questa considerazione si è dunque parlato dell’area dei Boschetti reali, oggi spesso teatro di degrado. «Nell’area dei Boschetti dovrebbero sorgere due strutture non troppo distanti l’una dall’altra proprio per creare continuità. Sarà prestata la massima attenzione al target composto da bambini, mamme e cani, così come ci è stato suggerito dall’Associazione che si interessa dell’area».

Nella sua totalità il progetto prevede 13 dehors. Si partirà dalla stazione ferroviaria e si procederà con Via Italia, piazza Cambiaghi, via Italia, Via Colombo, i giardinetti di via Azzone Visconti, via Pesa del Lino, via Vittorio Emanuele, piazza Garibaldi, piazza Carrobiolo, viale Petrarca e i Boschetti reali. Il progetto è nato a seguito di una proposta avanzata all’amministrazione comunale da Saum Srl. In sostanza, i chioschi potranno funzionare come punti di ristoro e, al tempo stesso, come info point. Il Comune ha previsto una concessione di 12 anni rinnovabile per altri 12. Corrispettivo della concessione: il pagamento della Tosap, vale a dire la tassa per l’occupazione di suolo pubblico e dal canone che risulterà dall’offerta aggiudicata, da aggiornare automaticamente ed annualmente, nella misura del 100%, in relazione alle variazioni registrate dall’Istat nell’anno precedente e da versarsi in due rate semestrali anticipate.

Si parla di una “gestione conto terzi”: il costo sarà di 5mila euro al metro quadro per 12 anni. L’imprenditore dovrà mostrare tutte le garanzie di investimento. A questo si aggiungono circa 7mila euro di tasse all’anno. «Un progetto totalmente a carico del privato che non comporterà alcuna spesa per il comune di Monza – ha aggiunto Abbà – Come già detto nelle settimane scorse, il Comune ribadisce che ogni installazione prevista nel cosiddetto progetto chioschi, dovrà passare al vaglio delle autorità competenti, comunali e preposte alla tutela dei beni storico ambientali. Ciò che il Comune ha approvato ad oggi, per quel che gli compete – ricorda l’assessore -, è una proposta di massima di un privato, per altro approvata dopo una gara ad evidenza pubblica, che prevede un massimo di 13 installazioni in città, di misura variabile, dai 20 ai 70 mq a seconda delle ubicazioni. Un intervento che in ogni sua singola applicazione dovrà non solo essere compatibile con il contesto storico cittadino ma anche essere complementare con l’offerta commerciale dello specifico sito in cui si andrà a collocare il chiosco».

Intanto parallelamente, come riportato nel nostro articolo del 15 febbraio, prosegue la polemica intorno al progetto. Oltre alle associazioni contro il dehors si sono schierati il Movimento Cinque stelle, che ha annunciato una mozione in aula, alcune liste civiche come Primavera Monza e Una Monza per tutti, e numerosi commercianti preoccupati delle ricadute negative sugli affari. Se da una parte l’amministrazione attraverso questi chioschi conta di valorizzare il territorio, dall’altra i detrattori bollano le installazioni come delle vere e proprie brutture.

 

 

 

 

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Valentina Vitagliano
Brianzola d’adozione. Laureata in Lingue, e specializzata in Teorie e metodi per la comunicazione, scrivo principalmente di politica e fatti di cronaca cittadina.


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