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Calcio Monza, intervista al vicepresidente dimissionario Carmine Castella

Calcio Monza, intervista al vicepresidente dimissionario Carmine Castella

25 Febbraio 2016

Il Monza 1912 ha la febbre alta. Il bebè,  se così vogliamo chiamare la società fondata appena nel 2015, è nato gracile e malaticcio. Basta un colpo d’aria, come un’uscita sbagliata del portiere, un passaggio sballato, una diagonale fatta male, un gol mangiato, e la temperatura sale vertiginosamente. Dopo l’ennesima serie negativa (da 5 partite il Monza non vince) la compagine biancorossa è scesa all’undicesimo posto in classifica, col rischio innanzitutto di crollare al quattordicesimo di fine ottobre (il punto più basso toccato, dopo la sconfitta in trasferta contro la Grumellese, tra l’altro prossima avversaria al Brianteo sabato alle ore 14.30) e poi di finire risucchiato nei play-out per la salvezza. E si sa come il Monza vada d’accordo con questi tipi di partite…

Dopo il pareggio di Venegono Superiore contro la Varesina, al termine di una prestazione definita da tutti orripilante (ma non per l’allenatore Sandro Salvioni, subentrato da 8 partite ad Alessio Delpiano con risultati peggiori), è esplosa la contestazione dei tifosi, che hanno addirittura accolto il pullman della squadra al centro sportivo Monzello con il lancio di bottiglie e altri oggetti contundenti. Quando ancora gli stessi tifosi si limitavano nel Varesotto a inveire e insultare tutti, meno il presidente Nicola Colombo (soprattutto con il coro “Cacciali tutti, Colombo cacciali tutti!”), il suo vice Carmine Castella gli comunicava la decisione di dimettersi.

Al dirigente brianzolo, che detiene il 15% delle quote del club, abbiamo chiesto di raccontarci cosa è successo domenica scorsa… “Ho inviato un messaggio a Nicola su WhatsApp comunicandogli la mia decisione di dare le dimissioni dalla carica di vicepresidente. Ritengo che sia un atto dovuto per la situazione che si è creata. Sono molto sereno, però non essendo d’accordo su alcune scelte societarie non voglio essere d’intralcio, non voglio destabilizzare l’ambiente. Con le mie dimissioni le cose miglioreranno, così come migliorano i rapporti in un famiglia quando i due coniugi che non vanno d’accordo al fine si separano”.

Colombo cosa le ha risposto? “Non abbiamo ancora avuto tempo per parlare per motivi di lavoro e familiari, ma lo faremo presto, forse già oggi”.

Quindi non è in sintonia col presidente? “Non sono in sintonia con alcune scelte, ma Colombo è il presidente giusto per il Monza, non solo come dirigente ma anche come uomo. Bisogna sostenerlo fino in fondo”.

Cosa pensa del comportamento dei tifosi di domenica scorsa? “Non mi sento di dare dei giudizi su quello che è successo”.

Come mai uno dei fondatori della Cento Bluceleste, la società che tre anni e mezzo fa ha salvato il Lecco dal fallimento, è entrato nel Direttivo del Monza? “Mi è stato chiesto un impegno da parte di amici comuni tra me e Colombo e ho accettato perché sono un grande appassionato di calcio. Nel Lecco non ho mai fatto parte del Direttivo della società di calcio e quindi per me quella di Monza è un’opportunità nuova e stimolante”.

È vero che il contestato direttore sportivo Filippo Antonelli Agomeri l’ha portato lei? “Sì, è una brava persona e sono convinto che possa fare meglio di quanto fatto sinora”.

Parliamo del cambio di allenatore: lei era d’accordo riguardo all’avvicendamento tra Delpiano e Salvioni? “Ero d’accordissimo. Però adesso dico che purtroppo l’abbiamo mandato via…”.

Dunque sono vere le voci secondo le quali lei nei giorni scorsi voleva richiamare il tecnico di inizio stagione? “Non parlo pubblicamente di scelte tecniche” risponde sorridendo.

Resterà socio del Monza? “Per il momento sì. Sono convinto che questa situazione di crisi non durerà ancora per molto. La squadra non è quella che si vede ultimamente in campo: vale di più. Siccome siamo ‘figli’ dei risultati sportivi veniamo giudicati per quelli. Ma il Monza è una società forte, con idee molto chiare, positive e lungimiranti. Abbiamo commesso qualche errore, ma si possono correggere”.

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Camillo Chiarino
Monzese da sempre, ma frequento assiduamente la Brianza perché amo la quiete e la natura. In particolare adoro la Valsesia, la terra dei miei antenati paterni. Giornalista professionista "tuttologo", mi piace scrivere in particolare di politica e sport. Sono tifoso di tutte le squadre cittadine di qualsiasi disciplina e seguo da vicino le partite del Monza 1912, della Vero Volley Monza e della Saugella Monza. A proposito di pallavolo, l’ho praticata per 17 anni in società della zona, ma quando capita non mi tiro indietro a giocare a nulla, soprattutto se l’invito arriva da una esponente del gentil sesso… Mi piace molto navigare in internet, visitare mostre e monumenti e assistere a concerti, in particolare di musica folk e celtica.


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