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Viabilità Pedemontana, cronaca di un collasso annunciato

Viabilità Pedemontana, cronaca di un collasso annunciato

28 Gennaio 2016

La Milano – Meda trasformata in una camionabile, la viabilità locale soffocata dal traffico. In sintesi, sono questi i risultati emersi dallo studio commissionato dal province di Monza e Como sugli effetti legati all’apertura della tratta B1 di Pedemontana.

Il dossier, realizzato dallo Studio Mta di Monza utilizzando un modello di simulazione del traffico, ha messo sotto la lente la situazione della Novedratese e della Milano – Meda e la viabilità di una decina di amministrazioni comunali: Arosio, Barlassina, Carimate, Carugo, Cesano Maderno, Figino Serenza, Lentate sul Seveso, Mariano Comense, Novedrate, Seveso.

Gli effetti di questo scenario sulla viabilità comunale sono allarmanti – ha spiegato il presidente della Provincia brianzola, Gigi Ponti –. Non possiamo permetterci di assorbire quotidianamente i flussi dei pendolari in fuga dalla Milano-Meda: è indispensabile intervenire subito sui nodi più critici e realizzare le opere di compensazione promesse a partire dalle opere facenti parte del progetto esecutivo della B2: stiamo parlando di interventi già condivisi, messi nero su bianco sul progetto iniziale e che potrebbero partire immediatamente. Senza di questi la Pedemontana non funziona, non serve e crea solo problemi in più”.

L’apertura della B1 lo scorso autunno ha provocato un vero e proprio collasso. Il flusso simulato attribuisce alla tratta in questione un traffico pari a circa 21.000 veicoli/giorno, che si riversano in buona misura sulla Milano-Meda, già satura soprattutto in direzione sud: gli incrementi stimati variano dal + 36% a Lentate sul Seveso (pari a 43.500 veicoli) al +3% a Varedo (pari a 96.900 veicoli).

Ma il vero patatrac viabilistico potrebbe arrivare con la decisione di avviare i lavori della B2, sopratutto se saranno mantenuti gli attuali livelli tariffari (fra i più alti d’Europa). Uno scenario, questo, che comporterebbe significativi cambiamenti, con una possibile diminuzione del traffico sulla Milano-Meda rispetto ai livelli attuali per l’espulsione di buona parte dei pendolari, in fuga dal pedaggio. Resterebbero confermati, invece, i flussi determinati dal traffico pesante.

“La conseguenza diretta di ciò – hanno commentato i tecnici che hanno elaborato l’analisi – sarebbe una sostituzione del traffico leggero – dirottato sulla rete ordinaria – con traffico pesante di media-lunga percorrenza, anche deviato da altri itinerari autostradali, con un orientamento della Milano-Meda ad un utilizzo più camionale”.

A breve lo studio verrà inviato in Regione Lombardia con allegate due richieste. La prima: avviare le opere complementari in vista della B2 e, nel frattempo, potenziare con la terza corsia la superstrada Milano – Meda.

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Riccardo Rosa
Monzese di nascita, ma sogno California. Amo le serie tv americane e lo streaming (legale) oltre ad un'insana passione per la cara vecchia Inter. Ho 47 anni, ma nell'animo mi sento un 18enne, sempre alla ricerca di nuove esperienze con la mia nuova bicicletta fiammante. Ah già, dimenticavo: da anni sono un giornalista e con le lettere e il punto e virgola ho un rapporto viscerale. Cosa mi manca? Un biglietto aereo sempre pronto per i mari del Sud.


Commenti

  1. Andreapeterluciano dice:

    Non so quali calcoli hanno fatto i tecnici, ma io, che la zona la giro tutti i giorni per lavoro, non ho notato incrementi di traffico: infatti, i pendolari continuano ad usare le strade di sempre (passando, come sempre, per provinciali e statali all’interno dei paesi).
    E’ ovvio che questo avviene per evitare di essere spennati. Se queste nuove tratte avessero tariffe congrue ad opere finanziate con il pubblico, probabilmente, qualcuno, al posto di passare dal centro dei paesi, le utilizzerebbe!!

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