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Seveso, della Regione 67 mln per risolvere il nodo ferroviario

Seveso, della Regione 67 mln per risolvere il nodo ferroviario

14 Gennaio 2016

Sessantasette milioni di euro per risolvere il problema del nodo ferroviario di Seveso: lo prevede la delibera di giunta regionale che il sindaco Paolo Butti ha presentato lunedì 11 gennaio a Seveso durante la commissione dei capigruppo. Si tratta di uno stanziamento importante, necessario a migliorare l’infrastruttura ferroviaria nella tratta Meda/Camnago – Seveso – Cesano Maderno.

La commissione dei capigruppo, come sempre aperta al pubblico, è stata partecipatissima: Seveso è tagliato in due dai passaggi a livello, e da anni le diverse amministrazioni cercano invano una soluzione al problema della ferrovia. Ora la somma stanziata dalla Regione può essere un’occasione.

Il progetto presentato da Butti prevede una serie di interventi che vanno dalla riqualificazione delle stazioni e della ferrovia alla riprogettazione dei semafori sulla linea (che, se riposizionati, potrebbero migliorare le tempistiche dei passaggi a livello), oltre ad un importante investimento sulla linea Saronno-Seregno, un raddoppio del binario che contribuirà ad agevolare la circolazione dei convogli e a evitare ritardi. L’intervento principale, però, da realizzare “con priorità uno” secondo Giorgio Garofalo, presidente del consiglio comunale, è un sottopassaggio tra Seveso e Cesano (via Liberazione/via Como). È ancora in fase di verifica, invece, la fattibilità di un attraversamento in centro a Seveso (via Corridoni), e che potrebbe essere anche solo ciclo-pedonale.

E l’interramento? Da anni alcuni rappresentanti politici sevesini, tra cui Daniele Tagliabue della lista Sevesoviva ed esponenti della Lega Nord, ritengono che sarebbe l’unica soluzione possibile, ma Regione Lombardia non è d’accordo: «Con il sindaco Paolo Butti abbiamo partecipato a innumerevoli incontri in Regione Lombardia – racconta Garofalo -, ma sin da subito ci dissero che l’interramento era una soluzione impraticabile se si volevano avere risultati nel breve o medio periodo. Senza contare – continua – che è un’operazione che verrebbe a costare 90 milioni di euro, molto di più rispetto alla somma che abbiamo a disposizione. Le soluzioni possibili, dunque, sono solo due: o fare uno o più sottopassi, o non fare niente. Personalmente, preferisco che la politica si prenda la propria responsabilità e, piuttosto, si concentri sulla qualità degli interventi possibili anziché immaginare come argomentare splendidamente soluzioni impraticabili».

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Giulia Santambrogio
Inseguo le storie sin da quando ero bambina: per farmele raccontare, per leggerle, e, ovviamente, per scriverle. Su MBNews, però, mi occupo di fatti.


Commenti

  1. Daniele Tagliabue dice:

    Avete sbagliato il titolo.

    Sessantasette milioni di euro per NON risolvere il problema del nodo ferroviario di Seveso.

    Nonostante tutti questi soldi infatti non si trova soluzione a cinque passaggi a livello e di un sesto la soluzione è del tutto ipotetica.

    Nel 2025 (forse) al termine dell’operazione il 90% degli attraversamenti da una parte all’altra di Seveso sarà sempre su passaggi a livello con condizioni ben peggiori di oggi.

    E i pendolari saranno ancora lì a diventar vecchi aspettando il treno nella stazione stile Far West che ben si vede nella vostra foto.

  2. Daniele Tagliabue dice:

    Sessantasette milioni di euro per NON risolvere il problema del nodo ferroviario di Seveso.

    Al termine dei lavori previsti in questo piano saremo ancora ad aspettare di fronte a 6 passaggi a livello per tutto il resto della vita !

    Sarebbe ben più serio presentare un piano che sostituisca tutti i passaggi a livello e verificare che la spesa, in questo caso, sarebbe ben più alta dell’interramento e il risultato un disastro.

    Oggi il Consiglio Comunale deve opposi al raddoppio verso Meda e Camnago pretendendo l’interramento, altro che piegarsi ai ricatti di Maroni !

  3. MassimoC dice:

    Primo: la ferrovia esiste da fine 800, vale a dire un secolo prima delle strade;
    secondo: le macchine inquinano, i treni no.

    Quindi: interrare sì, MA LE STRADE, NON LA FERROVIA! Ergo sottopassi a tutto spiano, ma non un solo cm di ferrovia deve essere spostato dalla sua attuale sede. Soluzione peraltro infinitamente meno costosa che non interrare i binari.

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