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Grande Brianza, pronto il tavolo regionale per definire le Aree vaste

Grande Brianza, pronto il tavolo regionale per definire le Aree vaste

9 Gennaio 2016

Provincia addio. Per sempre. In Regione Lombardia stanno fervendo i preparativi per la prima riunione del gruppo di lavoro guidato dal vice presidente del Pirellone, Fabrizio Sala, che dovrà pianificare la trasformazione delle Province in Aree vaste. Le 12 Province alle quali oramai siamo abituati da anni spariranno per fare posto ai nuovi enti intermedi, con nuovi perimetri e accorpanti ancora tutti da definire.

L’ipotesi su cui si in queste ultime ore si stanno spendendo ipotesi è la creazione della cosiddetta Grande Brianza, composta dai tre capoluoghi di Monza, Como e Lecco. Ma di sicuro, almeno per ora, c’è molto poco. I tempi per mettere nero su bianco la nuova cartina della geopolitica lombarda sono abbastanza stretti: un anno. Sul criteri di riordino sembra esserci ancora una certa indeterminatezza. Tuttavia, la base di tutti i futuri ragionamenti è l’individuazione di alcune macro aree: alpina, pedemontana, pianura e ovviamente Milano. Oltre all’ipotesi di accorpare Bergamo e Brescia come aree omogenee. Per quanto riguarda la Grande Brianza ci sono state già state diverse dichiarazioni in merito. Dichiarazioni in senso positivo arrivate sia dai presidenti delle Province di Monza e Lecco e anche dal sindaco di Lecco.

Nel frattempo, stanno procedendo i lavori per l’organizzazione degli Stati generali della Grande Brianza. Il presidente della Provincia di Monza ne aveva già parlato prima della fine del 2015 e a quel tempo era stata indicata come data la metà di gennaio. Presumibilmente, slitterà di qualche giorno. Fors’anche di qualche settimana. L’idea, comunque, è di riunire attorno a un tavolo i protagonisti politici e sociali del territorio per fare il punto e mettere in evidenza proposte e suggerimenti. Partendo da un presupposto: la Grande Brianza potrebbe trasformarsi in uno dei distretti economici e produttivi più importanti d’Europa.

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Riccardo Rosa
Monzese di nascita, ma sogno California. Amo le serie tv americane e lo streaming (legale) oltre ad un'insana passione per la cara vecchia Inter. Ho 47 anni, ma nell'animo mi sento un 18enne, sempre alla ricerca di nuove esperienze con la mia nuova bicicletta fiammante. Ah già, dimenticavo: da anni sono un giornalista e con le lettere e il punto e virgola ho un rapporto viscerale. Cosa mi manca? Un biglietto aereo sempre pronto per i mari del Sud.


Commenti

  1. MassimoC dice:

    Benissimo così, ma è bene che a Ponti si aggreghi al più presto Scanagatti e tutti i sindaci dei comuni MB. Questi ultimi (in particolare Vimercate, da sempre bastian contraria), devono capire che l’unico modo per avere ancora voce è aggregarci PER UNIONE a territori omegeni al nostro.
    Mi rendo conto che le tentazioni di farsi assorbire da Milano sono tante, ma devono capire che la fusione per incorporazione porta all’annullamento, alla scomparsa della propria realtà. Così le varie Segrate, Rozzano, Cinisello ecc. che oggi si illudono di essere ancora Comuni, dotati di potere decisionale, quando la città metropolitana spariranno del tutto, persino dalle cartine geografiche: il massimo che potranno gestire sarà asfaltare qualche strada urbana e i servizi anagrafici e cimiteriali. Ogni decisione sarà decisa da Milano. Le varie Greco, Precotto, Baggio ecc., Comuni autonomi fino al 1923, da quell’anno hanno subito la sorte che toccherà presto ai Comuni della ex-provincia MI: sono diventati quartieri, periferia indistinta senz’arte nè parte.
    La mia gran paura cmq non viene da Milano, ma dalla nostra stessa gente. Troppi si lasceranno ammaliare dalle proposte di facili carriere nella città metropolitana, uno lo abbiamo già visto, colui che ha distrutto la nostra Confindustria MB. Occorre tenere duro, Scanagatti fai subito la tua parte!

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