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Luca Renoldi, girasoli e l’ultimo saluto nel Duomo di Monza

“La morte non è niente, sono solamente passato dall'altra parte: è come fossi nascosto nella stanza accanto". Sono le parole di Henry Holland a far commuovere il Duomo di Monza.

funerale luca renoldi 01

“La morte non è niente, sono solamente passato dall’altra parte: è come fossi nascosto nella stanza accanto. Io sono sempre io e tu sei sempre tu. Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora”. Sono le parole di Henry Holland a far commuovere il Duomo di Monza, durante le celebrazioni del funerale di Luca Renoldi. Imprenditore, fotografo, ma soprattutto marito, padre e amico. Un male improvviso a 57 anni lo ha portato via. Per il tuo ultimo viaggio tanti girasoli. Fino ad Alassio dove riposerai.

Luca ha segnato la vita di tutti coloro che hanno incontrato, conosciuto, che sono stati con lui dietro l’obbiettivo o, per lui, funerale luca renoldi 02davanti. Queste parole, lette in chiesa da sua figlia che ha il blu di Luca negli occhi, schiacciata da un dolore inspiegabile “non potrò più stringerti e sentire il tuo cuore battere, ti amo papà”, le aveva scelte lui stesso. Lui che ha voluto dire a sua figlia “non preoccuparti, io resto”, ancora prima di sapere che sarebbe partito presto. Troppo presto. Ma anche in questo, Luca Renoldi è rimasto fedele a se stesso, ha sorpreso tutti con un’uscita di scena che non ha dato a nessuno il tempo di rendersene conto.

Perché tra il lavoro, la famiglia, la fotografia, la generosità e l’Inter, Luca si destreggiava andando sempre dritto al punto. Era schietto, testardo, caparbio ma coerente e tenace e tanto, tanto buono “come dimostrano le tante persone che sono venute a salutarlo oggi”, come ha evidenziato il sacerdote. Durante la funzione, tra la forte commozione, l’incredulità e il dolore, ci sono stati numerosi applausi, tanti abbracci scroscianti dalle mani di centinaia di persone strette intorno alla sua famiglia, nelle tre navate del Duomo. Uno per uno, questi applausi, sono stati rappresentativi di un uomo e un professionista appassionato e che in ogni aspetto della sua vita ha dato tutto se stesso.
Una vita a cento all’ora, dietro le auto da corsa che erano la sua passione, e che diventavano motivo di accesi e coinvolgenti dibattiti tra colleghi. Lo sport, tutto, lo appassionava. Immortalare quella frazione di secondo in cui l’accelerazione prende il via, la frenata anticipa la manovra d’effetto sul percorso verso il traguardo, il momento in cui la ballerina fa una piroetta e prende fiato. Luca correva, correva sempre e non si risparmiava mai, ha girato il mondo per inseguire il suo sogno, e lo ha realizzato. L’inno dell’Inter cantato fuori dalla chiesa da sua moglie e sua figlia, e dagli amici di sempre, a squarciagola, solo per lui. Le campane, gli applausi. Tutto intenso, tutto così veloce. Come Luca, una vita a cento all’ora.

E noi tutti di MBNews lo vogliamo ricordare per sempre con le sue bellissime fotografie, che qui vi mostriamo ancora una volta. Grazie Luca, ci mancherai moltissimo! “Luca ti vogliamo bene, resterai per sempre nei nostri cuori!”

 

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