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Polemica chioschi a Monza, continua lo scontro Comitati e Giunta

Polemica chioschi a Monza, continua lo scontro Comitati e Giunta

5 Dicembre 2015

Non si arresta la polemica sulla “questione chioschi a Monza”. Dopo un franco scambio di pareri avvenuto con l’Assessore al Commercio e Turismo, Carlo Abbà, le associazioni cittadine ringraziano ma confermano «la loro posizione fortemente contraria al progetto». “Osservati speciali” sono i dehors che verranno realizzati a Monza del progetto le  “Le rive del Lambro”. Una iniziativa che si propone come un percorso di valorizzazione dei beni architettonici e storici di Monza. In che modo? Costruendo lungo un asse ideale, che va dalla stazione ferroviaria fino alla Villa Reale, una serie di chioschi con la duplice funzione di ristoro, ma anche e soprattutto di informazione sulle attrazioni locali.

monza chioschi incontro pubblico mbMercoledì 2 dicembre le Associazioni culturali monzesi, che avevano inviato al sindaco una lettera aperta (leggi qua l’articolo completo) con la quale dichiaravano la loro forte perplessità al “Progetto chioschi “, hanno avuto un incontro con l’Assessore al Commercio. Uno scambio apprezzato dalle 20 associazioni monzesi firmatarie della missiva (Amici della Musica, Associazione Amici dei Musei di Monza e Brianza onlus, Associazione Mazziniana Italiana sez. di Monza onlus, Associazione Mnemosyne, Casa della Poesia, Circolo Arti Figurative, Circolo Legambiente Monza, Collegio degli Architetti e Ingegneri di Monza, Comitato Bastacemento, Comitato La Villa Reale è anche mia, Comitato per il Parco Antonio Cederna, Corale Monzese, Energie Nuove, Italia Nostra sez. di Monza. La Casa della Poesia di Monza, Omilia, Pro Cultura Carrobiolo, Thuja Lab A.P.S. ndr) ma che non è bastato a rassicurarle. Restano ancora contrarie al progetto.

Una posizione, la loro, posta nera su bianco attraverso 12 punti che spiegano le loro perplessità. Dalle dimensioni dei chioschi (dai 20 ai 70mq) al periodo di concessione  di 12 anni, rinnovabili per altri 12, passando per il loro posizionamento. «La loro presenza nel centro storico, di origine medievale , con strade strette e spazi limitati , risulta con tutta evidenza ingombrante , con un forte impatto negativo rispetto al tessuto urbano e ai monumenti storici» spiega Ettore Radice, portavoce delle associazioni monzesi.

Carlo Abbà

Carlo Abbà

La questione chioschi ieri, 4 novembre, è stata poi affrontata in una aula consiliare nel corso di una seduta pubblica. “Sul progetto dei chioschi voglio ricordare alle associazioni che hanno firmato l’appello, che si tratta di un buon progetto che aumenterà l’attrattività cittadina e che comunque per ogni singolo insediamento, molti dei quali sono stati ripensati in seguito alle indicazioni della Commissione comunale sul paesaggio, sarà necessaria l’autorizzazione definitiva da parte del Comune e della Sovrintendenza”  ha affermato l’assessore al Commercio Carlo Abbà.  “Voglio ribadire che il progetto ha seguito l’iter amministrativo previsto dalla normativa, compresa una gara ad evidenza pubblica, e non è certo un progetto definitivo. Il progetto di massima è passato al vaglio di diverse riunioni della Commissione paesaggio che ha per quel che riguarda alcune ipotesi localizzative indicato alternative che sono state recepite. Rispetto inoltre all’idea originale – aggiunge l’assessore -, sono state apportate modifiche sostanziali tra cui la sostituzione del diritto di superficie con la concessione, per altro di minore durata. Oltre ad essere punti di informazione turistica, l’offerta merceologica  dei chioschi (previsti fino a un massimo di 13, di misura variabile dai 20 ai 70 mq a seconda delle ubicazioni) sarà complementare e quindi compatibile con quella già presente nei punti interessati”.

L’assessore ha dunque ribadito il sostegno da parte dell’amministrazione a un progetto che è «in grado di migliorare in modo coordinato la bellezza di Monza, di animare luoghi scarsamente presidiati e di aumentare l’offerta di punti commerciali in area sguarnite. Inoltre in certe zone cittadine i presidi aiuteranno a prevenire e a contrastare il degrado».

Nota, nella foto grande il rendering è puramente indicativo e non rappresentativo di quello che potrebbe essere il chiosco reale.

 

 

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Valentina Vitagliano
Brianzola d’adozione. Laureata in Lingue, e specializzata in Teorie e metodi per la comunicazione, scrivo principalmente di politica e fatti di cronaca cittadina.


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