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"Per sempre fedele": diario di un uomo, tra pagine di mafia. Finalista al Premio Mattarella

“Per sempre fedele”: diario di un uomo, tra pagine di mafia. Finalista al Premio Mattarella

13 Novembre 2015
Sono 20 in tutto i finalisti del primo Premio letterario giornalistico “Piersanti Mattarella”, il concorso dedicato al tema dell’impegno e della resistenza culturale e civile e al ricordo dell’opera istituzionale del giurista, intellettuale e politico assassinato dalla mafia il 6 gennaio 1980.Tra di loro anche Valentina Rigano, giornalista monzese Ansa e MBNews.it, e Marco D’Aleo, neo comandante della Compagnia dei Carabinieri di Busto Arsizio. “Per sempre fedele”: questo il titolo della loro fatica letteraria che li ha condotti nella rosa dei finalisti del prestigioso premio.  Domenica pomeriggio, a Palermo, al Teatro Politeama, ci sarà la cerimonia di premiazione in cui verranno resi noti i vincitori.

valentina rigano e marco d'aleoUn libro scritto a quattro mani e due cuori, “Per sempre fedele”: un amore grande per l’Arma dei Carabinieri e per il proprio Stato ripercorso attraverso la narrazione della storia del Capitano dei carabinieri di Monreale Mario D’Aleo, trucidato per mano di Cosa Nostra il 13 giugno 1983. Una battaglia contro la mafia che gli costò la vita.
PER SEMPRE FEDELE – Il libro parla della storia di Mario D’Aleo, capitano dei carabinieri e comandante della compagnia di Monreale, ucciso a Palermo in via scobar, il 13 giugno 1983, a 29 anni. Un romanzo- diario che parla di un un militare, un giovane uomo, che ha lottato, amato, e dato tutto se stesso nella sua giovane vita. Che ha avuto un grande amore, ha sofferto la solitudine di giovane militare, ha giocato a calcio e ha avuto paura, come tutti, senza mai però abbandonare la sua strada. Prima edizione 2013 e seconda edizione 2014 edizioni virtuosamente, acquistabile nella versione ebook (clicca qui) , e con nuova edizione 2015 (in valutazione nuovi editori per edizione cartacea 2015).
Un premio prestigioso, il frutto del proprio lavoro, dedizione e impegno nella rosa dei finalisti, cosa significa tutto questo?
«Non è quantificabile la felicità per essere arrivati in finale a questo concorso, per vari motivi. – spiega Valentina Rigano – Il primo… Mario D’Aleo e ciò che rappresenta. Se questo evento servirà a dare voce al ricordo di un giovane dal cuore grande, che ha interpretato il suo servizio allo stato come una missione e vestito la divisa da capitano dei carabinieri lottando contro la mafia a 26 anni, avremo raggiunto il nostro obbiettivo. Il mio, in particolare, in qualità di giornalista che avuto il privilegio di conoscere a fondo la storia di questo giovane uomo e dei due carabinieri suoi collaboratori che hanno perso la vita insieme a lui, è stato e sempre sarà quello di raccontare il volto sano del nostro paese. Un paese dove le persone che credono in quello che fanno, che lottano per i valori che sono tutto per una società che si definisce civile, ci sono. Spesso, come nel caso di Mario D’Aleo e molti altri, le loro storie si perdono… Si perdono tra nomi illustri, tra tante morti che purtroppo si susseguono e noi che siamo chiamati a raccontare cosa accade nel nostro paese, possiamo aiutare affinché non accada. Un piccolo contributo alla memoria. Abbiamo scelto di scrivere la storia di Mario D’Aleo per questo motivo, oltre che per motivi evidentemente affettivi del coautore, suo nipote e a sua volta comandante dei carabinieri. Per il coautore essendo lo zio, è stato un esempio, un modello. Ed è stata sua l’idea di raccontarne la storia, in occasione del trentennale della sua morte due anni fa. Abbiamo lavorato a quattro mani, prendendo spunto dalla storia conosciuta di Mario, dai nostri vissuti ed esperienze e da quelle di altre persone. E’ stata un’esperienza intensa e formativa».
per sempre fedele copertina libro“Per sempre fedele”, quali sono le ragioni che vi hanno spinto a scegliere un titolo così importante?
« Il titolo di questo romanzo è in parte una frase pronunciata da chi si arruola durante il giuramento. Ma il vero significato del titolo è “per sempre fedeli a se stessi”, nonostante tutto. Mario D’Aleo a poco più di 26 anni fu il primo ad arrestare Giovanni Brusca, un particolare sconosciuto. All’epoca Brusca aveva 18 anni. Lo fermò con un pretesto perché in realtà cercava Riina, già latitante. Il giovane futuro boss arrivato in caserma fece un macello, prese a calci mobili, scagliò sedie. E offese i carabinieri in maniera vergognosa. Mario D’Aleo lo affrontò e gli diede uno schiaffo, per zittirlo. Questo piccolo gesto, forte, insieme alle indagini per smantellare i sodalizi mafiosi presenti tra Monreale e Palermo, lo hanno condannato a morte. Eppure, ben cosciente del rischio e delle minacce, rimase lì a fare il suo dovere. Ecco perché essere in finale a questo premio è importante per noi ed è già una vittoria… Perché è dedicato ad un altro uomo, Piersanti Mattarella, che per le stesse ragioni ha perso la vita. Il senso del dovere, il senso di giustizia, il voler cambiare le cose, sono in mano a tutti noi solo che le persone spesso se ne dimenticano e si chiudono nel loro orto. Esempi come questi, anche se purtroppo con epiloghi così tragici, servono a scuotere le nostre cosciente. Almeno lo spero».
Ecco la presentazione del libro
 

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Valentina Vitagliano
Brianzola d’adozione. Laureata in Lingue, e specializzata in Teorie e metodi per la comunicazione, scrivo principalmente di politica e fatti di cronaca cittadina.


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