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Parigi, in mille alla Marcia per la Pace. Lega: "Solo propaganda"

Parigi, in mille alla Marcia per la Pace. Lega: “Solo propaganda”

16 Novembre 2015

«Restiamo sempre quelli di stasera. Restiamo umani». Si conclude con queste parole la Marcia per la pace, l’accoglienza e la solidarietà organizzata sabato 14 novembre dalle sezioni Anpi di Cesano Maderno, Bovisio, Limbiate e Solaro, con il patrocinio delle amministrazioni comunali e con la partecipazione di numerosi gruppi, associazioni e comitati della zona. La data, scelta settimane fa, si è caricata di un ulteriore e ancora più profondo significato in seguito agli attentati di Parigi del 13 novembre.

L’iniziativa, nata come testimonianza tangibile della solidarietà e della necessità dell’accoglienza, si è dunque trasformata in un momento di reazione al terrorismo, come è avvenuto in altre città in tutto il mondo. Una marcia pacifica, tranquilla e senza tensioni, da Cesano Maderno al Centro di accoglienza profughi di Mombello, a Limbiate: moltissimi i partecipanti (1.200 o 1.500 secondo gli organizzatori) di tutte le età, italiani e stranieri.

In marcia per la pace. Facce e striscioni /1

In marcia per la pace. Facce e striscioni

«Quello che è successo ieri getta un’ombra su tutti noi – ha esordito il sindaco di Limbiate Raffaele Del Luca, che è anche medico presso il centro di accoglienza -. Ma noi siamo qui per la pace, nostra e di tutti gli altri popoli. A chi stamattina mi ha chiesto di cancellare la manifestazione, io rispondo: stiamo lottando anche per te». Non sono mancate infatti le polemiche della Lega Nord, che, a seguito degli attentati di venerdì, avrebbe preferito che l’iniziativa venisse annullata. Il dubbio, in realtà, era venuto anche agli organizzatori: «Questa mattina eravamo incerti, ma alla fine ci siamo detti: sì, va fatta, e a maggior ragione – racconta Loris Marconi, presidente provinciale Anpi -. A Parigi hanno colpito la vita quotidiana per dirci “non potete stare tranquilli”. Noi non dobbiamo fare il loro gioco cadendo nella paura, e nemmeno lasciarci andare a una reazione di chiusura e odio, per quanto sia istintiva». «Oggi è il giorno della tristezza – ha commentato Pietro Nicolaci, vicesindaco di Cesano -. Hanno cercato di colpire tutta l’Europa e il nostro modo di vivere, ma noi non ci rifugeremo nelle nostre case solo perché ci siamo lasciati spaventare».

Parole che però non hanno convinto il consigliere provinciale Andrea Monti, che su Facebook ha accusato i sindaci presenti alla manifestazione di essere impegnati in una «becera propaganda a favore del business dell’accoglienza indiscriminata e alle frontiere aperte e senza controlli», definendoli «senza ritegno, senza buon gusto, senza un minimo di intelligenza».

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Giulia Santambrogio
Inseguo le storie sin da quando ero bambina: per farmele raccontare, per leggerle, e, ovviamente, per scriverle. Su MBNews, però, mi occupo di fatti.


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