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Monza, madre porta droga in carcere al figlio: denunciata

Monza, madre porta droga in carcere al figlio: denunciata

24 Novembre 2015

Ancora un tentativo di portare droga a un detenuto del carcere di Monza. A distanza di due settimane da un caso analogo, un’altra donna è stata fermata e denunciata dalla Polizia Penitenziaria del Reparto colloqui per avere tentato di introdurre della sostanza stupefacente nella Casa circondariale brianzola.

(Leggi qui articolo Monza, nasconde la droga nelle mutande per il marito in carcere dell’11 novembre)

Il fatto è successo oggi pomeriggio, la donna stava tentato di passare la droga al figlio detenuto, 30 anni, sudamericano, pluripregiudicato quando è stata pizzicata.

Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, commenta: “Ancora una volta i bravi agenti di Polizia Penitenziaria in servizio a Monza hanno colto in flagranza il tentativo di passaggio della droga da parte di un familiare al congiunto detenuto. Sono stati bravi e attenti e a loro andrebbe riconosciuto un adeguato apprezzamento da parte del Ministero della Giustizia e del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria per la professionalità, l’attenzione e lo spirito di servizio. Far circolare dello stupefacente in un carcere è ovviamente deleterio e pericoloso, tanto più se si considera che anche questo detenuto, pur se pluripregiudicato, è ristretto in un regime penitenziario aperto, con controlli minimi di polizia per effetto della incomprensibile scelta del sistema della vigilanza dinamica, introdotto nelle carceri dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, che consente ai detenuti di stare molte ore al giorno fuori dalle celle, mischiati tra loro, senza fare nulla e con controlli sporadici ed occasionali della Polizia Penitenziaria”.

Capece sollecita Ministro e Capo DAP ad intervenire nel merito sospendendo in via precauzionale la vigilanza dinamica nelle carceri: “La vigilanza dinamica e il regime penitenziario aperto nelle carceri, che consentono la promiscuità tra i detenuti senza controlli della Polizia Penitenziaria, sono provvedimenti che dovrebbero essere sospesi in via precauzionale proprio per i rischi congeniti che essi comportano. Si pensi alla sciagurata ipotesi di droga che riesce ad entrare in carcere. Alla luce dei due ravvicinati episodi di Monza, stroncati sul nascere dall’ottimo intervento della Polizia Penitenziaria del carcere brianzolo, chiediamo al ministro della Giustizia Orlando e al Capo dell’Amministrazione Penitenziaria Consolo di sospendere vigilanza dinamica e regime penitenziario aperto”. 

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