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Comitati: "A Monza arrivano i chioschi che deturpano il centro"

Comitati: “A Monza arrivano i chioschi che deturpano il centro”

9 Novembre 2015

“Arrivano i chioschi che copriranno i monumenti”. Questo il grido di allarme lanciato dai comitati , visto il progetto approvato dalla giunta Scanagatti. Si chiama le  “Le rive del Lambro” e si propone come un percorso di valorizzazione dei beni architettonici e storici di Monza. Come? Costruendo lungo un asse ideale, che va dalla stazione ferroviaria fino alla Villa Reale, una serie di chioschi o dehors con la duplice funzione di ristoro, ma anche e soprattutto di informazione sulle attrazioni locali. Un progetto di recente approvazione, posto nero su bianco attraverso una delibera della giunta Scanagatti del giugno scorso.

L’iniziativa però a Monza ha acceso il dibattito e, proprio questa mattina, i comitati cittadini hanno inviato una lettera al primo cittadino monzese per manifestare la loro contrarietà all’iniziativa. «Abbiamo appreso che il progetto presentato dalla società Saum srl (di Vincenzo Ascrizzi, ex assessore di Monza, ndr), di installare ben tredici chioschi, dalla superficie variabile fino a i 60/70 mq ciascuno, è stato approvato in Giunta. Il nostro sconcerto è decisamente aumentato di fronte al rendering pubblicato sul futuro prossimo di piazza Carrobiolo: uno dei pochi angoli della nostra Monza, insieme all’Oasi di San Gerardino, e il Duomo, libero da auto, che offre a cittadini e visitatori la visione della bella facciata cinquecentesca della chiesa di Santa Maria del Carrobiolo e del convento dei Barnabiti. – spiegano nella lettera i comitati – La piazza sarebbe deturpata dall’ingombro massiccio di tale manufatto. Ugualmente in piazza Garibaldi dove coprirebbe la vista del Tribunale, per non parlare del piccolo e piacevolissimo slargo di San Gerardino , e via così».

IL PROGETTO – In totale i punti di ristoro saranno 13. Si parta dalla stazione ferroviaria e si procede con Via Italia, piazza Cambiaghi, via Italia, Via Colombo, i giardinetti di via Azzone Visconti, via Pesa del Lino, via Vittorio Emanuele, piazza Garibaldi, piazza Carrobiolo, viale Petrarca e i Boschetti reali. Il progetto è nato a seguito di una proposta avanzata all’amministrazione comunale da Saum Srl, presidente una società del settore che è riuscita a ottenere un diritto di prelazione sul futuro bando di assegnazione che la giunta sta mettendo a punto. In sostanza, i chioschi potranno funzionare come punti di ristoro e, al tempo stesso, come info point. Il Comune ha previsto una concessione di 12 anni rinnovabile per altri 12. Corrispettivo della concessione: il pagamento della Tosap, vale a dire la tassa per l’occupazione di suolo pubblico e dal canone che risulterà dall’offerta aggiudicata, da aggiornare automaticamente ed annualmente, nella misura del 100%, in relazione alle variazioni registrate dall’Istat nell’anno precedente e da versarsi in due rate semestrali anticipate.

«Sinceramente non comprendiamo la necessità di tali presenze deturpanti: il percorso menzionato è ampiamente dotato di esercizi commerciali e servizi e non ha bisogno di altre proposte similari; ci meravigliamo, inoltre, che l’Associazione Commercianti non abbia rilevato un pericolo di forte concorrenza. Se la motivazione addotta è la riqualificazione della città ci sembra che emergano delle evidenti contraddizioni; se lo scopo dichiarato è la distribuzione di informazioni ai turisti, noi proponiamo che tali pieghevoli vengano distribuiti gratuitamente dai bar, dalle edicole, in stazione e soprattutto dai punti di informazione a ciò preposti».

Le Associazioni culturali che hanno firmano la lettera (Amici della Musica, Associazione Amici dei Musei di Monza e Brianza onlus, Associazione Mazziniana Italiana sez. di Monza onlus, Associazione Mnemosyne, Casa della Poesia, Circolo Arti Figurative, Circolo Legambiente Monza, Collegio degli Architetti e Ingegneri di Monza, Comitato Bastacemento, Comitato La Villa Reale è anche mia, Comitato per il Parco Antonio Cederna, Corale Monzese, Energie Nuove, Italia Nostra sez. di Monza. La Casa della Poesia di Monza, Omilia, Pro Cultura Carrobiolo, Thuja Lab A.P.S. ndr) chiedono ora  alla Giunta di ripensare tale decisione , o quanto meno di ridimensionare sensibilmente il numero di tali installazioni.

Immediata la risposta dell’assessore al Commercio e Turismo del comune di Monza, Carlo Abbà: “Nessun chiosco coprirà i monumenti di Monza. Quello di piazza del Carrobiolo, ad esempio, dovrebbe essere posizionato in fondo al vicolo. Per quanto riguarda l’iniziativa in questione il processo seguito dalla nostra amministrazione è stato puntuale e molto meticoloso, tecnicamente corretto in ogni sua parte. La prima proposta, prima di giungere in giunta, è stata oggetto di ben sei riunioni della Commissione paesaggio. Commissione che, rilasciando il parere favorevole, ha raccolto anche tutte le osservazioni sulle dimensioni. Solo dopo è arrivato in giunta. Nella fase esecutiva poi – precisa l’assessore – tutti i singoli progetti saranno sottoposti all’attenzione della sovrintendenza che ne giudicherà o meno l’idoneità. Quindi nessun allarmismo, gli atti sono pubblici e tutto estremamente trasparente. I comitati possono tranquillamente chiedere l’accesso agli atti così da vedere con i propri occhi le reali caratteristiche del progetto”

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Valentina Vitagliano
Brianzola d’adozione. Laureata in Lingue, e specializzata in Teorie e metodi per la comunicazione, scrivo principalmente di politica e fatti di cronaca cittadina.


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