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Monza, Scanagatti: "Patto di stabilità territoriale, ossigeno per i comuni"

Monza, Scanagatti: “Patto di stabilità territoriale, ossigeno per i comuni”

9 Ottobre 2015

Una boccata d’ossigeno per i Comuni lombardi. Così il presidente di Anci, e sindaco di Monza, Roberto Scanagatti ha definito il patto di stabilità territoriale 2015. «Anci Lombardia, a partire dal 2010, ha proposto, prima fra le Anci regionali, il Patto di Stabilità Territoriale, che è stato introdotto grazie all’azione congiunta dell’Associazione dei Comuni e di Regione Lombardia. In questo modo si sono liberati spazi finanziari che riducono l’obiettivo del Patto per i singoli Comuni, non trasferendo risorse monetarie, ma permettendo a quelle amministrazioni che hanno risorse a disposizione, di poter pagare le aziende che realizzano opere nelle diverse comunità».

Oltre 170 milioni di euro: a tanto ammonta il plafond per il 2015. Cifra destinata alle Province, alla Città Metropolitana di Milano ed ai Comuni, che per Scanagatti rappresenta una “boccata d’ossigeno per gli enti locali lombardi”.

Infine, ha concluso Scanagatti, «l’azione di Anci Lombardia si è concentrata affinché una riserva del 30% dell’intero plafond fosse destinata ai piccoli Comuni, che hanno maggiori problemi dovuti alla rigidità dei loro bilanci, e a garantire che una parte del plafond fosse destinata a soddisfare le necessità dei  Comuni mantovani colpiti dal terremoto nel 2012».

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Valentina Vitagliano
Brianzola d’adozione. Laureata in Lingue, e specializzata in Teorie e metodi per la comunicazione, scrivo principalmente di politica e fatti di cronaca cittadina.


Commenti

  1. Questa amministrazione paga 2 MILIONI DI EURO di risarcimento per aver impedito al privato che aveva regolarmente vinto la gara per la sistemazione dell’ex macello e poi piange perché non ci sono i soldi??? Giornalisti di MB news come mai non scrivete nulla in merito?

    • Cosa prevedeva il progetto di Mariani?

      • Il
        progetto prevedeva un radicale recupero dell’area. Innanzi tutto l’abbattimento
        di tutte le strutture fatiscenti e prive di valore storico, soprattutto quelle
        lungo la via Buonarroti. Le strutture ad alto valore storico, come ad esempio
        le splendide tettoie in ferro originali dell’expo di primi novecento sarebbero
        state interamente recuperate. Era prevista la creazione di un parco pubblico e
        la sistemazione di marciapiedi e ciclabili. Le attività previste nelle
        strutture recuperate e nelle strutture nuove sorte al posto delle vecchie,
        erano un mercato coperto (immagina una famosissima catena italiana di cui non
        posso fare il nome) tipo mercato coperto di Firenze o il più recente di Milano,
        con percorsi enogastronomici ad hoc, un ostello, sala prove, spazio giovani,
        sale ad uso pubblico, spazi adibiti ad altre attività commerciali. In buona
        sostanza un piano di recupero incentrato sullo sviluppo di attività
        commerciali. Oggi invece si vogliono costruire 3 scuole che, per carità,
        servono sempre, ma credo che le scuole sia meglio lasciarle dove sono,
        ristrutturando gli edifici esistenti, mentre Monza ha bisogno di sviluppo
        reale, posti di lavoro, attività a servizio dei cittadini e “chicche”, come il
        mercato coperto alimentare.

        • No, non riesco a capire. Un mercato coperto? A me vengono in mente i mercati comunali di Milano, avrebbe dovuto essere una roba del genere? Ma poi, dall’altro lato di via Buonarroti, non c’è già l’Esselunga?
          Secondo me un parchetto urbano è quello che ci voleva, inteso come area verde punto e basta, per una delle città atmosfericamente più inquinate d’Italia.
          Quanto alle scuole, anch’io non ne vedo la necessità: sarebbe bastato restrutturare le attuali Bellani e Citterio. Invece si sono appellati alla fregnaccia dell’amianto, che esiste solo nelle intercapedini dei muri, quindi ben al di fuori della portata dei bambini e del personale, per dare il via alla solita speculazione immobiliare. Purtroppo ormai è stata approvata, c’è un temporaneo stop per la ipotetica discarica abusiva pre-esistente rispetto alla Citterio, ma niente ormai può più fermare le ruspe.

          • Scusami forse non mi sono spiegato bene. Negli spazi da preservare, ovvero le “tettoie” in ferro, in realtà vecchi padiglioni dell’expo di primi novecento, si sarebbe realizzata un’area “food” tipo mercato coperto di Firenze (cercalo su google esattamente come l’ho scritto), quindi un insieme di attività alimentari (“simil” Eataly), tipo 50 mini ristoranti con diverse specialità, non quindi un attività come esselunga. Naturalmente le aree piantumate dell’ex macello (e sono tante!) sarebbero rimaste tali, ovvero destinazione verde pubblico.

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